eventi

 

 

gradimento per colore:

BRUTTO

INSOMMA

BUONO

BELLISSIMO

 

24 ottobre

 

INFERNO

di Ron Howards

con Tom Hanks, Felicity Jones

Italia, USA - 2016 - 121'

Il professor Langdon stavolta è tra Firenze e Istanbul alle prese con uno scienziato (pazzo) che ha deciso di diffondere un virus per ridurre drasticamente la popolazione mondiale. Della cosa è però a conoscenza l'OMS che coinvolge Langdon per scoprire dove il virus verrà rilasciato visto che lo scienziato è morto gettandosi nel vuoto a Firenze pur di non rivelare il segreto a chi lo sta inseguendo. Nel gioco entra una giovane dottoressa che aiuta Langdon anche lui inseguito perchè è in possesso del primo indizio per scoprire il mistero ed è un indizio che ha a che fare con Dante Alighieri e la Divina Commedia. Del resto il virus si chiama Inferno.

Molto intrecciato e ad alta tensione come tutte le vicende del prof.

Tra il film e il libro ci sono parecchie differenze di semplificazione che tutto sommato non alterano moltissimo la sostanza del romanzo. Tranne una differenza che però, eh eh, non vi dico. Segnalo però il ritorno della storica voce italiana di Tom Hanks, Roberto Chevalier che non lo aveva doppiato, chissà perchè, ne Il ponte delle spie

Perchè questo film in questa pagina? Perchè Inferno è stata la pre-apertura della Festa del Cinema e io non ero riuscita a vederlo nonostante io adOOOri la serie e adOOOri Tom. L'ho visto oggi ed è una specie di post-chiusura della Festa.

E adesso è proprio finita.

Arrivederci all'anno prossimo

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23 ottobre

 

ROCK DOG

di Ash Brannon

Cina, USA - 2016 -  80'

Bodi è in giovane mastino (ma direi più ragionevolmente un cane pastore) che deve diventare, come suo padre, un guardiano del villaggio delle pecore, villaggio su una montagna che somiglia molto all'Everest, villaggio naturalmente bersaglio preferito dei lupi. Ma Bodi sogna di diventare un musicista rock. Il padre alla fine capisce e gli permette di andare in città dove c'è la grande rock star che è un gatto bianco, occhiali alla Blues Brothers, in crisi creativa, a cui sarà Bodi a dare nuova carica e ispirazione. E quando i lupi attaccano il villaggio, Bodi chiuderà il cerchio: la sua arma potente sarà proprio la musica.

Coloratissimo e con musica veramente bella. Naturalmente sono di parte e ho adorato il gatto rockettaro.  Un buon modo per chiudere questa  11a Festa del Cinema di Roma

 

 

 

 

Eccomi qua, a fare una fila che non c'è all'Admiral in piazza Verbano. Arrivata con ben 75 minuti di anticipo pensando giustamente a quanto male è servita questa zona. Ma oggi è domenica ed è primo pomeriggio, stanno ancora all'ammazza-caffè. In giorni normali sono abbastanza certa che gli autobus hanno la frequenza e la velocità delle diligenze.


 



VINCE IL FANTASTICO CAPITANO
Sono davvero contenta anche perché nella mia lunga lunga storia col cinema delle rassegne, vince un film che mi è piaciuto molto. Interessante che alla Festa del Cinema non votino giurie di addetti ai lavori ma voti il pubblico. Infatti a molti degli amici accreditati che, giornalisti o professionisti, siamo addetti ai lavori (o presunti o sedicenti tali) il fantastico capitano non è piaciuto.

Una nota: Viggo trovo sia l'erede di Henry Fonda il buono. Ve lo ricordate Henry Fonda? Sempre ruoli da uomo perbene, grandi valori incrollabili. Viggo è così: uomo innamorato, fedele, incrollabile, affidabile. Ci riconcilia con gli uomini. Poi è anche bello...

 


TRAIN TO BUSAN

di Sang-ho Yeun - con Gong Yoo, Ma Dong-Seok, Jung Yu-mi

Corea del sud - 2016 - 119'
Una fuga di sostanze in uno stabilimento chimico coreano ed è l'apocalisse zombie che coglie di sorpresa i passeggeri di un treno. Il fatto è che sul treno, in barba alla sicurezza, riesce a salire una ragazza "mozzicata" che di lì a un paio di minuti si trasforma in zombie e mozzica una del personale e in due ne mozzicano altri due e la cosa va in progressione geometrica. Insomma un intero vagone di zombie si mette a caccia di carne. Intrecci di vicende personali "comme il faut" e finale neanche troppo prevedibile con omaggio a Romero. Bello, quasi bellissimo fermo restando che deve piacere il genere. Piacevole sorpresa: da un film asiatico, visti i precedenti, mi sarei aspettata brandelli carne stile The passion e invece no. Tanto sangue ma l'orrore, più che sul dettaglio, è affidato alle scene di massa dove gli zombie si rovesciano in cumuli come fossero insetti o topi. Brrrrr....

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22 ottobre

 

 

 

Oggi è la giornata dell'intenerimento: domani sto al MAXXI.

Ho voluto salutare e ringraziare gli operatori della security che fanno l'accesso alle sale.

Non se lo aspettavano.

È stato bello. E andando via mi sono commossa.

Dice che le emozioni forti e le lacrime sono dei forti.

 

 

 

 

 

 

 

Pranzo in cavea (ho fatto tendenza). L'anno prossimo potrei brevettare il porta pranzo griffato La Città del Cinema

 

 

 

LA TARTARUGA ROSSA

di Michael Dudok de Wit

Francia, Belgio - 2015 - 80'
Un mare in terribile tempesta, onde come montagne e un uomo sballottato che si ritrova du un'isola deserta (di uomini) e sperduta. Sulla spiaggia c'è una famigliola di granchi, ci sono uccelli, un bosco di palme e bamboo, noci di cocco con cui nutrirsi. La prima cosa che l'uomo pensa di fare è costruire una zattera che però viene demolita da qualcuno appena preso il mare. È così per altre due zattere quando appare una grande tartaruga rossa. Non racconto altro perché è sorprendente poesia. Solo due cose: i protagonisti non dicono una parola per tutto il film e trovo incantevole l'immaginario favolistica orientale dove le cose accadono del tutto fuori dagli schemi della nostra cultura occidentale. Ovviamente Studio Ghibl fra i produttori

 

 

 

 

 

Dopo "La tartaruga rossa" (Studio Ghibli) che vi racconto fra un po' appena mi riprendo dalla bellezza

 

 

 

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21 ottobre

 

Va bene. Questo era il giorno di Patrizia e di Michele Placido.

Non solo l'avevo incontrata stamattina ma, INCREDIBILEEEEEEE, l'ho incontrata di nuovo alla fine della giornata mentre aspettavo la navetta per tornare a casa e lei aspettava Domenico per andare a vedere il film di Michele Placido.

Anche questo è Roma.

 

 

 

 


HELL OR HIGHT WATER

di David Mackenzie - con Chris Pine, Jeff Bridges

USA - 2016 -  102'
Per estinguere l'ipotesi sulla casa e la terra dove c'è il petrolio e poter lasciare tutto ai figli in modo che non siano poveri come lo è sempre stata la famiglia, Toby elabora un piano: rapinare banche piccole, chiedere solo biglietti di piccolo taglio che non sono tracciabili, e una volta messa insieme la somma smettere. Solo che ha bisogno dell'aiuto del fratello Tanner che si è fatto dieci anni di carcere ed è una testa calda. Sulle loro tracce un mitico ranger a tre giorni dalla pensione. Texas. Dove tutti hanno un'arma. Un western moderno. Grandi movimenti di macchina, grande ritmo. Ma perché ci piace tanto questo cinema? Non mi voglio rassegnare al semplice fatto che lo sanno fare, preferisco pensare un pochino che forse siamo esterofili, che quel cinema, quel contesto continua a farci sognare, come da bambini quando i nostri fratelli e vicini di casa maschi giocavano a indiani e cowboy e noi alle principesse Disney



THE HOLLARS

di John Krasinski - con John Krasinski, Anna Kendrick, Sharlto Copley

USA - 2016 - 105'
John che lavora a New York e cerca di fare il fumettista viene chiamato balla cittadina di nascita dove la madre deve essere operata al cervello. E fa i conti con uno scenario classico: la ragazza del college ha sposato un infermiere ma ancora lo ama, il fratello ha divorziato dalla moglie ma vorrebbe riconquistarla, il padre è morto n bancarotta. E John ha una compagna (ricca) che non si decide a sposare anche se stanno per nascere due gemelli. Film delizioso giocato contro n molta bravura fra Commedia e dramma come nella nostra vecchia tradizione italiana. Me perché non c'è la facciamo più" (mi scuso per la digressione e per la domanda retorica)
 

 

 


7 MINUTI
di Michele Placido - con Ottavia Piccolo, Fiorella Mannoia, Cristiana Capotondi, Ambra Angiolini, Michele Placido

Italia, Francia, Svizzera - 2016 - 88'
Latina, zona industriale del Lazio. Triste Latina. Una fabbrica tessile in attivo viene venduta dai tre fratelli ad una multinazionale francese. Alle 11 operaie che formano il consiglio di fabbrica, perché non vengano licenziate tutte le 300 operaie e la fabbrica chiusa viene chiesta una sola condizione che possono accettare o rifiutare. Hanno tempo un'ora e mezza: rinunciare a sette dei 15 minuti della pausa pranzo. A fronte della perdita del lavoro sembra niente ma... Il consiglio di fabbrica è molto rappresentativo: due operaie storiche, una giovanissima neo assunta, una albanese, una rumena, una africana, una giovane che sta per partorire, una napoletana von 4 figli. E gli argomenti per il sì o il no fanno pensare molto perché ci sono ragioni da tutte e due le parti, ragioni dell'immediato e del futuro,n ragioni del concreto e del diritto. Molti, forse troppi, campi stretti a portarci a ridosso delle emozioni e delle ragioni. Tutte le attrici bravissime, specie le sconosciute. Coraggiose Ottavia e Fiorella a mostrare le rughe all'impietoso PPP. Forse alcuni escamotage scontati ma francamente mi aspettavo di peggio. Il migliore film italiano visto. Certo per Placido non è esattamente un complimento visto il livello degli altri.

 

 

 

Non so se ridere o preoccuparmi: per andare a vedere il film di Michele Placido sto sfidando lo sciopero generale dei mezzi. Forse sono impazzita...

 

Ma veramente pazzesco è stato scendere dall'autobus davanti alla metro e trovare Patrizia che usciva dalla metro per salire sull'autobus dopo il mio.

Signori, a Roma siamo 4 milioni. questa cosa ha del miracoloso.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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20 ottobre

GENIUS
di Michael Grandage- con Colin Firth, Jude Law, Nicole Kidman
USA - 2016 - 104'

La storia vera di come Tom Wolfe diventa famoso grazie al suo editor.
Due giganti, anzi tre, dove Colin Firth, nella parte dell'editore non si leva il cappello per tutto il film la cui recitazione britannica rende ancora di più il contrasto con l'irruenza del personaggio di Wolfe che solo no oltre le righe come Jude Law poteva restituire. Di secondo piano nella narrazione ma non nella presenza, Nicole Kidmann.


 

 

FLORENCE
di Stephen Frears - con Meryl Streep, Hugh Grant
Gran Bretagna - 2016 - 110'

Florence non sa cantare ma chissà perché è convinta di essere un usignolo. E il marito che la ama, che vive con lei in castità perché lei ha contratto la sifilide e che ha una compagna con cui passa tutte le notti, fa di tutto per sostenerla organizzando concerti. Come se non fosse sempre tutto tragicamente comico o comicamente tragico, Florence che è anche molto ricca, organizza un proprio concerto alla Carnagie Hall dove paga i biglietti per un migliaio di militari tornati dal fronte. E subito dopo tutto precipita. Divertentissimo e con una strepitosa Meryll Streep bravissima a cantare stonata e a recitare ingrassata abbondantemente da riempimenti dei costumi. Hugh Grant che balla se è possibile ancora più strepitoso. Questo film, nel senso con lo stesso soggetto, lo avevamo visto a Venezia l'anno scorso, era il francese  "Marguerite" liberamente ispirato

 

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19 ottobre

 

NOCES

di Stephan Streker - con Lina El Arabi, Sébastien Houbani, Babak Karim

Belgio, Francia, Lussemburgo, Pakistan - 2016 - 95'
Bruxelles. Zagara nonostante sia maggiorenne deve accettare le decisioni della famiglia pakistana che per quanto integrata e comprensiva (accettano che abortisca perché non gradiscono il ragazzo anche se pure lui pakistano ma operaio) non può sfuggire alla tradizione: le donne devono sposarsi su volontà della famiglia. Anzi Zahira è anche fortunata: la famiglia le permette di scegliere fra tre pretendenti. Ma Zahira non ne vuole sapere, scappa di casa e il fratello la uccide per lavare il disonore della famiglia. Perché rivelò la fine? Perché era tragicamente ineluttabile. Perché ho odiato la famiglia dalla terza o quarta inquadratura. E non si tratta di razzismo, di religione o cose del genere. Mi sembrava di sentire le affermazioni categoriche della mia famiglia meridionale che mi voleva dentro le sue regole. Infatti sono scappata di non mi sono mai mancati. Zahira è nata un film,molte altre purtroppo no. Invito le ragazze alla fuga. E mi rendo conto che è un film necessario, importante ma pericoloso perché scava un solco fra "noi" e "loro"


MARIA PER ROMA

di Karen Di Porto - con Karen Di Porto, Andrea Planamente, Bruno Pavoncello

Italia - 2016 - 93'
Maria vive alla Lungara, bella casa con terrazzo, colazione con calma, un piccolo cane, aspirante attrice, figlia di buona famiglia con negozio ai Coronari...gira per Roma perché fa il check-in ai turisti in casa vacanza. Il che significa che non gira per Roma e nemmeno nel Municipio1-centro storico, gira fra i rioni Regola, Pigna, Ponte e Parione (tradotto per i non romani: piazza Navona, Piazza Farnese, Campo de'Fiori, mercati di Traiano) con un incredibile fuori porta a Villa Borghese alla Casa del Cinema dove ovviamente partecipa ad una festa di cinema donne tacco 15. Francamente che il produttore scelga un'altra e che lei si ritrovi sotto ponte Sublicio (ma solo per quella notte, tranquilli, ha affittato casa per un paio di giorni) l'ho trovato liberatorio. Invidiosamente? Manco pe' gnente, io nella Roma di Maria ci vivo e proprio per questo mi il film da una parte mi è sembrato una ostentazione e dall'altra una cartolina. Scommetto che la Di Porto è pure una vicina di casa.
...che fortuna! Ho potuto sputare una buona quantità di veleno, quella quantità che si forma fiosiologicamente ogni giorno e che ha bisogno di un catalizzatore. Evviva.

 

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18 ottobre

 

NOCTURAMA

di Bertrand Bonello - con Vincent Rottiers, Finnegan Oldfield, Laure Valentinelli, Jamil McCraven

 Francia - 2016 - 130'
Un gruppo di tardo adolescenti... fammi contare... il piccoletto nero, i due fratelli, l'altro, la coppia, il rosso, il biondo, il guardiano, l'amico del ministro... Dieci in tutto, varie provenienze, tutti francesi, organizzano una serie di attentati contemporanei: salta un ministero, salta un grattacielo, brucia una statua, prendo fuoco una fila di auto parcheggiate e, tanto per gradire, due di loro ammazzano a sangue freddo due persone in due luoghi diversi. Senza nessun motivo di tipo politico o religioso. Disagio sociale? Può essere vero per alcuni di loro e non è nemmeno evidente ma i tre universitari di buona famiglia? Di droghe neanche l'ombra. Alla fine si nascondono in un centro commerciale stile le Galerie Lafayette per far perdere le loro tracce e uscire indisturbati il giorno dopo. Non senza avere ucciso tre guardiani. Ma le tracce evidentemente le hanno lasciate anche se il regista ci mette dal loro punto di vista e non sappiamo come li hanno scoperti. Bellissima la location labirintica del centro commerciale che suggerisce un montaggio "reiterato" dove la stessa azione la rivediamo da vari punti di vista. Così come interessante il montaggio a-temporale che nella prima parte del film  ricostruisce la storia dei dieci come in un puzzle. E che i sociologi si scatenino.


NAPLES 44

di Francesco Patierno - con Benedict Cumberbatch 

Italia - 2016 - 80'
Un veterano che aveva partecipa allo sbarco di Salerno torna a Napoli e ricorda. Tutto il film è narrato con voce fuori campo è giocato fra repertorio, spezzoni di film e riprese del vecchio veterano che torna nei luoghi napoletani. Se da una parte il repertorio e la narrazione sono interessanti perché entrambi privi di qualunque trionfalismo liberatorio, dall'altra alcuni spezzoni di fare km sono fuori contesto come l'orario e di Totò da "Chi si ferma è perduto". Insomma sonno. Unico personaggio simpatico nel racconto è Lanzarullo di professione oratore ai funerali (peccato che non lo vediamo). Film dichiarato di interesse culturale. Allora io dico: o in Italia non si scrivono buoni film e il MIBAC segnala (o finanzia anche?) i migliori, oppure i selezionatori devono cambiare pusher.



THE SECRET SCRIPTURE

di Jim Sheridan - con Vanessa Redgrave, Rooney Mara, Theo James, Aidan Turner

Irlanda - 2016 - 108'
Irlanda, anni '80. Rose è rinchiusa in un ospedale psichiatrico da 40 anni quando, durante la guerra, sia la zia che il giovane sacerdote innamorato di lei (che amava e aveva sposato Michel) la accusano di avere comportamenti sessuali sconsiderati fino alla ninfomania. E Rose ovviamente era solo bella e aveva rifiutato tutti i giovanotti del paese prete (bellissimo) compreso. Si aggiunge a questo che Michel si era arruolato nell'aviazione inglese attirandosi l'odio degli indipendentisti (l'Irlanda non era entrata in guerra). E si aggiunge anche l'accusa di avere ucciso il suo bambino che nasce quando è già reclusa. Quando l'ospedale viene trasferito, un giovane medico trova curioso il caso di Rose che da 40anni scrive su una Bibbia. La verità naturalmente è tutt'altra.
Il film è bello ma un po' lento. Senza contare che ci sono molte cose viste: i cattolici bigotti di Irlanda, il prete persecutore come quello di Notre Dame...

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17 ottobre

7:19

di Jorge Michel Grau - con Carmen Beato, Demián Bichir, Héctor Bonilla

Messico - 2016 - 94

Mentre tutti stanno entrando in ufficio, arriva un catastrofico terremoto. Il palazzo crolla e in quello che era il pano terra  sotto le maceria si ritrovano ancora vivi il direttore generale, giovane e rampante, e il vecchio usciere prossimo alla pensione. Sudi loro nove piani crollati e fuoricampo le voci di un paio di sopravvissuti. In attesa dei soccorsi, dialoghi terribili e una nuova scossa che li schiaccia ancora di più.

Claustrofobico è dire poco perchè i due sono bloccati e stupisce la capacità del regista di avere una incredibile varietà di angolazioni di macchina. Tutto con una riflessione sulla "cresta" del direttore generale sui materiali scadenti e sull'appalto ottenuto guarda caso da suo suocero. Paese che vai...

Chissà se Antonio Monda lo hascelto prima o dopo il terremoto di Amatrice...

 

THE EAGLE HUNTRESS

di Otto Bell - con Daisy Ridley

Gran Bretagna, Mongolia, USA - 2016 -  87'

Mongolia. Aishoplan ha tredici anni e la sua è una famiglia di cacciatori con le aquile per tradizione tramandata di padre in figlio. Alla faccia dell'essere femmina, lei vuole diventare una cacciatrice con l'aquila e il padre è d'accordo perchè ritiene che uomini e donne siano uguali. E, prego notare, è musulmano come tutto il villaggio.

Racconto semplice, contesto quasi documentaristico visto che esiste davvero in Mongolia il Golden Eagle Festival, grande ambientazione, aquile vere, sequenze fortunate come quella della cattura dell'acquilotto dopo una arrampicata fino al nido dell'aquila.

Riduttivo definirlo documentario

 

 

 

CAPTAIN FANTASTIC

di Matt Ross - con Viggo Mortensen

USA - 2016 - 120'

Ben vive nella foresta con i suoi sei figli. Potrebbe essere un figlio dei fiori della seconda età ma in lui c'è un progetto potente. I figli, che vanno dai venti agli otto anni, fanno una vita sana di addestramento rigido, allo studio altrettanto rigoroso. Sanno come sopravvivere procurandosi il cibo armati di coltello e frecce ma parlano sei lingue e anche la più piccola è in grado di esprimere pareri personali sugli emendamenti della Costituzione. Ben non ha fatto tutto da solo, con lui c'era. fino a un paio di mesi prima, la moglie amatissima, buddhista, che è finita in ospedale per una grave malattia psichiatrica senza soluzione e che è morta suicida. Il suo funerale riporta Ben e i figli nella "civiltà" dopo dieci anni tra fattoria e foresta con tutto quello che ne consegue. 

Intriso di ironia, il film apre interrogativi noti ai più vecchiotti e sicuramente stuzzicanti per i più giovani. Viggo Mortessen,che ci regala un meraviglioso nudo frontale, è perfetto non solo nel ruolo di padre discorsivo e solido ma anche in quello dell'uomo capace di un grandissimo amore, fedele per natura in nome dell'amore e della condivisione dei valori. L'uomo perfetto, dirà qualche amica. A latere la considerazione che forse per Viggo, a parte il ruolo del fetente nel RMK de Il delitto perfetto, sembra che si ritaglino per lui ruoli da innamorato incrollabile e uomo sempre (barbuto) a diretto contatto con la natura. Insomma un eterno Aragorn. A me personalmente piace molto. Naturalmente il barbosintellettualisenzacuore hanno detto peste e corna del film giudicato disonesto perchè porterebbe a dare ragione alla scelta anarco-hippie. A me viene in mente invece sempre la grande capacità del cinema americano e in generale dell'america, di dire tutto e il contrario di tutto su se stessa.  Cosa che non è da tutti.

PS - Dobbiamo proprio segnalare il gioco di parole con Captain America?

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16 ottobre

 

SING STREET

 di John Carney. Con Aidan Gillen, Maria Doyle Kennedy

 Irlanda - 2016 - 106'

Dublino anni '80, quelli delle mode più strane, dei Duran Duran che annunciavano la disco music, quelli quando le ragazze avevano criniere da leonesse e spalloni imbottiti.

Conor, 15 anni, si ritrova in una nuova scuola perchè i genitori non riescono più a pagare la retta. La scuola non è solo "popolare" ma viger quello che oggi chiamiamo bullismo. Il sogno di Conor è scrivere canzoni e farne video musicali e lo stimolo a creare un band arriva quando conosce Raphina, sedici anni, bellissima e sulle prime irraggiungibile anche perchè come molti giovanissimi irlandesi, è in procinto di partire per Londra in cerca di lavoro dato che il paese è in forte crisi economica. Conor mette su una band che cambia look molto spesso e che ha un grande successo nell'ambito della scuola. Così Conor decide...

Bello, pieno di sogno e tenerezza e ironia e ritmo e bella musica.

Un invito a non mollare e a credere ai propri sogni e a impegnarsi e a seguirli. Bello bello. E giusto.

 

 

CICOGNE IN MISSIONE

di Nicholas Stoller, Doug Sweetland - con (voci) Andy Samberg, Kelsey Grammer

USA - 2016 - 87'

Da quando, 18 anni fa, una cicogna non ha consegnato una bambina dai capelli rossi che è rimasta (facendo danni) nella torre delle cicogne dove c'è la macchina che fabbrica bambini su richiesta delle lettere che arrivano, le cicogne si sono riconvertite: non consegnano più bambini ma pacchi per una grossa società. Fin quando un giorno...

Pensavo si trattasse del sequel di un celebre corto animato Pixar di anni fa ma è tutt'altra cosa. Bellissimo, tenero, ironico. da ridere ma anche da commuoversi. e considerare che questi risvegli  per essere in sala alle no0ve del mattino avranno anche qualcosa di francescano ma vengono ben ricompensati.

 

 

 

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15 ottobre

 

LOUISE EN HIVER

di Jean-François Laguionie

Francia - 2016 - 75'
La vecchia signora Louise perde l'ultimo treno della stagione balneare e resta sola nel paesino dove non funziona nemmeno il telefono e dove con la grande alta marea dell'equinozio la casa si allaga e diventa troppo umida. Così Louise si organizza, si costruisce un capanno in alto sulle dune, va a pescare, semina qualcosa nel cimitero che è l'unico posto dove c'è terra e non sabbia, trafuga scatolette al supermercato, incontra un cane e soprattutto sogna della sua infanzia, della giovinezza quando tutt'e le estati le passava a casa della nonna, dall'altra parte della baia, sulla scogliera.
Meravigliosooooooo. Delicato, commovente e istruttivo sul come non perdersi d'animo mai. Segno grafico semplicemente stupendo: tutto il cartOOn che sembra disegnato ad acquarello, ha lo sfondo della grana della carta del foglio da disegno. BELLISSIMO



SOLE CUORE AMORE

di Daniele Vicari - con Isabella Ragonese, Francesco, Montanari, Francesco Acquaroli

Italia - 2016 - 113'
Lei fa la barista tutto il giorno a Giulio Agricola e abita a Nettuno. Significa sveglia alle 4.30 del mattino, metro A, metro B, COTRAL, due ore andata, due al ritorno, ritorno dopo le 10 di sera e domenica mezza giornata. Lui lavora nell'edilizia quando può e hanno quattro, dicesi QUATTRO figli. Scampoli di vita quotidiana, scampoli ben girati, in cui non succede nulla fino a tre quarti del film quando lei si sente male e uno dice "è di nuovo incinta, ma allora sono pure scemi" e invece no. È malata di cuore e il proprietario del bar non le dà il permesso di una visita medica, pena licenziamento (Francesco non c'è lo facevo così bravo nella parte del fetente). Finale a sorpresa? Mah!
A questo punto faccio esercizio di stile
1 - Vicari in pieno stile fra il neorealismo e il minimalismo ha il coraggio di disertare le regole del climax e non fa succedere nulla quasi fino alla fine lasciando il ritmo alla bravura della Ragonese. Lo aveva fatto già Fellini con Amarcord (Vicari, ringraziami)
2 - Vicari sarebbe apprezzabile in questo pieno stile neorealista e minimalista ma qualcuno dovrebbe ricordargli le regole del climax. Per fortuna c'è la bravura della Ragonese ma il sonno arriva qui e là.



FILE E PRECEDENZE

Sono 11 anni che alla Festa del Cinema per buoni film che vedo pago il prezzo della profonda irritazione e mi vedo, sono antipatica anche a me stessa. È finalmente ho capito cosa mi irrita: il privilegio. Non metto in discussione che i giornalisti debbano avere una qualche precedenza ma RIPETONO, poiché sanno di avere la precedenza, arrivano all'ultimo minuto e noi "verdi" aspettiamo.
Sono sale molto grandi e non siamo un esercito di accreditati. Basterebbe dividere gli ingressi (visto che si può fare): gialli a destra, Verdi a sinistra. Oppure gialli in platea, verdi in galleria. Che poi tutti i giornalisti lo siano davvero è un altro discorso.
Ma la domanda che faccio a me stessa è un'altra: perché QUI mi irrita e a Venezia no? Semplice: a Venezia i percorsi e le sale sono separate, fare la fila in una sala con precedenza stampa è una scelta, lo stesso film si può vedere in altra sala e altro orario. Capisco che qui non è possibile, Roma non è Venezia per dimensioni e potenza di fuoco. Ma essere costretti a subire il privilegio è francamente molto irritante

 

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14 ottobre

 

MANCHESTER BY THE SEA

di Kenneth Lonergan - con Casey Affleck, Michelle Williams

USA - 2016 - 135'

Lee ha un brutto carattere e fa un lavoro molto modesto. Qualcosa però, nel montaggio del film, ci dice che non è sempre stato così. Evidentemente è successo qualcosa che lo ha portato lontano dalla cittadina di mare dove viveva sereno con una moglie, tre bambini, un fratello, un nipotino, amici...

Quando il fratello muore Lee si ritrova tutore del nipote che ha sedici anni, costretto a tornare a Manchester by the Sea per occuparsi di sistemare tante cose. Ed è un posto dove c'è un dolore che non riesce a superare perchè una notte anni prima... La storia è bella ma è meraviglioso il montaggio del film che ce la rivela per flashback gestiti con tanta sapienza che il registra ci costringe a ricostruire un puzzle.

Bello.

 

 

SNOWDEN

di Oliver Stone - con Joseph Gordon-Levitt, Nicolas Cage

USA, Germania - 2016 - 134'

Ed Snowden sarebbe nato in fondo conservatore, con il solo desiderio di servire il suo paese che ritiene il migliore del mondo. Non ce la fa con l'esercito e finisce all'Intelligence perchè non è l'intelligenza , anzi il genio, che gli m,anca. Così sviluppa programmi per la sicurezza che portano alla creazione di una rete di intercettazione praticamente di tutto il mondo. Ed è lì, anche quando si rende conto che nessuno è esente, nemmeno la sua compagna,che si rende conto e decide di rivelare tutto alla stampa con i risultati che conosciamo tutti.

Che i nostri telefonini, la nostra posta, i nostri profili FB, Youtube, Google fossero controllati lo sapevamo i più intuitivi (o sospettosi) di noi lo hanno sempre sospettato. Ma sentirselo dire così è veramente una belle botta. Film davvero molto molto importante. E dire che a me le biografie non piacciono...Anzi adesso si chiamano biopic

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13 ottobre

 

NAVETTA

Così sono andata a prendere la navetta per tornare a casa. E mail me ne incolse.

Vabbhe che era l'ora di punta del rientro (17.00) ma è possibile che dall'Auditorium alla stazione Termini lanavetta ci abbia messo 45 minuti? Senza contare che queste navette sono sempre vuote e che le vetture sono state sottratte ad altre linee urbane. Questa città affonda sempre più. 

 

 

 

 

 

INCONTRO CON TOM HANKS

Non ci sono riuscita. E dire che avevo già fatto già quasi un'ora di fila. Se ne prospettava un altra. Ma quando ho chiesto, qualcuno mi ha detto che erano stati venduti moltissimi biglietti, che per gli accreditati restavano pochissimi posti, davanti a me c'erano un centinaio di persone... Me ne sono andata. Tanto la vita non cambia ad essere o meno sotto lo stesso tetto dove c'è Tom Hanks. In fondo sono stata molto molto più vicina al Dalai Lama e a Gorbacioof. Per non parlare di Enrico Berlinguer. Fa comunque piacere che lo star system non sia morto e che a fare una fila tanto lunga quanto senza speranza ci fossero quasi esclusivamente ragazzi dell'università (gli adulti hanno comprato il biglietto, solo io mi ostino con mio accredito...) e per ascoltare una star che è una brava e bella persona.

 

 

LAYLA M

di Mijke de Jong - con Nora El Koussour, Ilias Addab

2016 - Paesi Bassi - 90'

Layla è olandese di genitori marocchini. Sta finendo il liceo, indossa il velo (unica della sua famiglia di islamici tranquilli), ogni piccola discriminazione contribuisce ad avvicinarla sempre di più a un gruppo di fondamentalisti dove ci sono, sembrerebbe, anche giovani olandesi convertiti (che sono naturalmente i più radicali). Il contrasto col padre la spinge a sposare Abdel (che si direbbe olandese convertito) e fuggire con lui ad Amman dove...

Campi stretti e minimalismo per una storia essenziale che inchioda perfino alla scomodissima sedia dello Studio 3. Conferma quello che ebbe a dire un opinionista francese dopo l'ennesimo attentato: quello che accade ha i connotati di una protesta generazionale. E questo rende le cose difficili e pericolosissime perché i giovani, qualunque sia il brodo culturale, sono mossi da passione cieca, e la passione non ha nulla a che vedere con la ragione.



MOONLIGHT

di Barry Jenkins - con Trevante Rhodes, André Holland, Ashton Sanders, Jharrel Jerome

USA - 2016 - 110'
Tre momenti della vita di un nero di periferia del n evitabilmente marginale, quasi inevitabilmente gay, inevitabilmente spacciatore, incredibilmente innamorato del suo primo e unico ragazzo (conosciuto e "amato" a 15 anni che altrettanto inevitabilmente nel frattempo si è sposato e ha un figlio.
Film di apertura. Lento e noioso quanto basta per essere un film da rassegna Old stile. La selezione ufficiale apre malissimo.
 

 

 

 

 


TRE GENERAZIONI - UNA FAMIGLIA QUASI PERFETTA

di Gaby Dellal - con Susan Sarandon, Naomi Watts, Elle Fanning

USA - 2016 - 87'

Ray, 16 anni è nata maschio in un corpo di femmina e vuole cambiare sesso. La madre single deve rintracciare il padre biologico per il consenso. tutto questo, come se non bastasse, lascai perplesse anche la nonna lesbica e la sua compagna che in fondo si chiedono perché la ragazza non si limita ad essere gay.
Nulla di nuovo presi singolarmente gli argomenti ma tutto insieme diventa una miscela esplosiva fra dramma e commedia, quest'ultima data dalla gigantesca presenza di Susan Sarandon. Bravissime tutte. Meravigliose location (vecchia casa su tre piani a New York, ambiente del Village o similari). Bellissima fotografia satura, belle le soggettive a scatto (flusso dati lento su smartphone) dallo skate. La sezione Alice nella città apre alla grandissima. E io con lei.

 

 

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12 ottobre

speciale Tom Hanks

...tanto per prepararci in bellezza

Ciao.

angela ermes cannizzaro :)