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La grande onda.

La GIF non è granché ma l'occasione è troppo ghiotta.

Così vi racconto la mia storia con la grande onda.
C'è stato un tempo, parecchio tempo fa, che una foto così non a parei nemmeno potuta guardarla, altro che vederla muovere. Succedeva che da tanti anni, da quando ero adolescente, avevo un incubo ricorrente: sognavo un altissima onda di maremoto che arrivava, mi sovrastava e mi svegliavo un attimo prima di "morire". E' durato per decenni, durava ancora quando ero sposata anche se le sue apparizioni erano meno frequenti.
Mi sono chiesta se non fosse una specie di memoria collettiva che affiorava. Sono nata e ho vissuto fino a 20 anni in una città che è stata rasa al suolo da un maremoto. Ho chiesto se a qualcuno dei miei ex-concittadini capitasse la stessa cosa ma il maremoto è stato rimosso dalle coscienze. Nessuno può ricordare ovviamente essendo successo nel 1908 ma nessuno ne ha mai sentito parlare nei racconti di famiglia. I miei nonni paterni erano lì e si sono evidentemente salvati ma non ne hanno mai parlato con i figli (le mie zie e mio padre) oppure le mie zie e mio padre non ne hanno mai parlato con me.

Alle Mercerie c'è ancora, mi pare, nella vetrina di un antiquario un olio dell'800, opera di un qualche paesaggista nord europeo con un mare in tempesta e un'onda altissima e il mio ex marito tutte le volte diceva "non guardare, non guardare". Io guardavo e mi si chiudeva lo stomaca dal terrore.
Poi, sul confine del millennio, esce un film, Deep Impact e nel trailer c'era lei, la maledetta onda di maremoto altissima, che non lascia speranza. E io mi sono detta "a noi due", sono andata al cinema da sola e l'ho aspettata, esattamente come si fa con le cose di cui si ha paura ma da cui siamo fatalmente attratti, come i bambini che hanno bisogno di sentirsi raccontare del mostro.

Ho ancora un po' di paura ma l'incubo non l'ho fatto più.

Ho anche capito che le onde come questa si chiamano frangenti, possono causare danni e vanno bene per il surf. Lo tsunami raramente, se non mai, ha il frangente, arriva compatto come un'onda di marea molto più alta e velocissima. Insomma lo disegnano così i giapponesi ma perché amano i fumetti che da loro si chiamano manga.
In ogni caso mi piace parlare di onde anomale mentre tutti siamo in riva al mare. E quello che ha fatto Spielberg con Lo squalo. Hi, Hi.

 

 

 

angela ermes :)

 

 

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