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150 anni - I dialetti

La Rai ha celebrato i 150 anni ricordando, evidentemente, il ruolo che ha avuto anche nella semplice alfabetizzazione del Paese: divertente questo album.

 

Certo la faccenda dei dialetti apre sempre un po' di riflessioni.

Intanto la sensazione che ci siano dialetti più accettati di altri.

Il dialetto romano è accettato per via del cinema.

Quello napoletano è un fenomeno a se stante

I dialetti meridionali sono meno "belli", nell'immaginario diffuso, di quelli nordici e questo denuncia il paese "a due velocità" come dicono i leghisti, io dico che sancisce semplicemente un sentimento razzista: i meridionali sono terroni e sgradevoli.

 

E poi c'è la diffusa convinzione che i dialetti siano incomprensibili.

Mah... non so quanto sia vero. Posso capire che per un valdostano sia difficile comprendere un cetanese o per un barese comprendere un bellunese. Ma io penso che con un po'ì di sforzo ci si potrebbe riuscire perchè, ragioniamo un attimo, tutti i dialetti provengono dalla stessa lingua e cioè il latino; e confluiscono nella stessa lingua cioè l'italiano. Forse sarà più facile per chi ha studiato latino anche alle medie e si è divertito con quel latino maccheronico che poi Monicelli ha fatto diventare lingua nell'Armata Brancaleone (a proposito, ma un po' di latino nelle scuole? che permetterebbe a tutti di parlare meglio l'italiano?).

Ma, insomma, con un po' di sforzo "se po' fa", di capirci tutti.

 

Viva l'Italia

 

fiore di cactus :)

 

 

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