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29 agosto - 8 settembre

E' la 64a Mostra del Cinema ma è anche il 75esimo anno dalla prima edizione che da quella prima volta ha avuto qualche interruzione.

Grande festa quindi.

Sul nostro sito le recensioni giorno per giorno dei film.

Ma intanto, come a tutti i compleanni importanti, vediamo di ricordare come tutto ha avuto inizio.                          (Tutti i Leoni d'oro dal 1932)

La cosa andò così: era il 1932; quel giorno il conte Volpi, direttore della Biennale d’Arte, era andato allo stadio con il segretario della Biennale, certo Maraini.

Lo stadio era affollatissimo, pieno di gente partecipe. Maraini si chiese come fare per avere tanta gente così alla Biennale, Volpi considerò che certo non sarebbe successo con i pittori, Maraini azzardò “forse con il cinema, Volpi rispose “perché no”. Ora bisogna sapere che questo conte Volpi era un tipo piuttosto determinato e molto pratico. Fece un breve viaggio a Roma per sentire pareri ed avere consensi e quella stessa estate, ci fu la prima Mostra del Cinema.

Non era esattamente come adesso: intanto fu fatta in agosto, dal 6 al 19, all’aperto sulla Terrazza del Hotel Excelsior perché non c’era ancora il Palazzo del Cinema, e aveva un altro nome: Prima Esposizione Cinematografica.

Il primo film in programma fu “Il dott. Jackill e Ms. Hyde”. E insieme quell’estate all’Excelsior furono proiettati: “Grand Hotel” con Greta Garbo”, “Gli uomini che mascalzoni” di Mario Camerini, “A nous la libertè” di Renè Clair. Quell’anno non vennero assegnati premi ma era previsto solo il giudizio del pubblico che scelse come migliore il film di Renè Claire. La Mostra rivelava già il suo carattere. Volpi, d’altra parte, era un imprenditore attento e aveva capito bene il bisogno di Venezia di ritagliarsi una forte connotazione culturale. Forse per questo, almeno il primo anno, il regime fascista, non fece sentire il suo peso.

La seconda edizione fu due anni dopo, perché “biennale”: arrivarono a sulla terrazza dell’Excelsior  40 film da diciassette paesi, una folla di divi fra cui la giovane attrice di un film cecoslovacco, “Estasi”, che sarebbe diventata famosa come Hedy Lamarr; ma fu subito famosa anche a Venezia perché nel film recitava nuda e, nel 1934, la cosa fu uno scandalo assoluto. Volpi, prima ancora di proiettare la pellicola, corre a Roma e la fa visionare al Duce per non avere guai; il consenso viene accordato con la giustificazione “è una bella donna”.

Dopo tanto successo, il cinema viene considerato dagli intellettuali non più un gioco da baraccone ma una vera arte. La Mostra comincia a svolgersi tutti gli anni con un successo sempre maggiore, tanto che 1936 la Mostra cambia nome e diventa Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica e le viene costruita una sede che è il “Palazzo del Cinema”. Ma c’è aria di guerra.  il regime fa sentire forse il suo perso; nel 1937 vince il premio “Scipione l’Africano” di Carmine Gallone, una buona produzione ma  in linea con il cinema dei valori “della patria”. Volpi però ha una personalità molto forte e nella stessa edizione presenta “La grande illusione” di Jen Renoir.

Nel ’38 si fa la prima retrospettiva, dedicata al cinema francese dal 1891 al 1933. E’ l’anno in cui scendono al Lido personalità come Frank Capra, René Clair, King Vidor, George Cukor; e una diva consacrata del grande schermo come Marlene Dietrich.

La Mostra dal ’39 al ’42 abbandona il Lido dove alberghi e Palazzo sono requisiti per le necessità della guerra; addirittura dal ’40 al ’42 la mostra si chiamerà “Manifestazione Italo-Tedesca”; tutto si svolge al cinema San Marco e al cinema Rossini. Il trasloco permette ai divi del momento, Paola Borboni, Vittorio De Sica, Gino Cervi, Assia Noris, di passeggiare tra le calli e i campielli come qualsiasi turista in città. Nel ’41 la Coppa Mussolini, come veniva allora chiamato il “leone d’oro” viene assegnata alla “Corona di ferro” di Blasetti”. Con l’occupazione la Mostra non viene svolta affatto e riprende, finalmente, nel 1947. A questi  anni e a queste sospensioni è dovuto il fatto che non tornano i conti: 1932-2003 non sono, infatti, 60 anni. L’edizione del 1947 si tiene nel cortile di Palazzo Ducale, ci sono oltre 90 mila spettatori. Nel 1948 si torna al Palazzo del Cinema: viene premiato “Hamlet” con Laurence Olivier.

Saranno venti anni di tranquillità.

Negli anni ’50 la Mostra registra il boom con centomila spettatori e un parterre di divi straordinario: Gina Lollobrigida, Sophia Loren, Silvana Pampanini…Nel 1954 la “Lollo” entra in Sala Grande per la proiezione di “La romana” e ha i vestiti stracciati dai fans. Si affermano nuove cinematografie: nel 1951 vince Kurosava con  “Rashomon”.

Negli anni ’60 la Mostra vede arrivare le promesse del cinema italiano: Federico Fellini, che vince nel 1953 con “I vitelloni”, Michelangelo Antonioni, Franco Rosi, Ermanno Olmi, Bernardo Bertolucci e Pier Paolo Pasolini. E con loro anche una miriade di attori italiani che incominciavano a farsi conoscere anche all’estero: da Claudia Cardinale a Marcello Mastroianni, da Alberto Sordi a Monica Vitti; insieme ai divi made in Usa come Elizabeth Taylor e Paul Newman. Nel 1964 viene premiato “Deserto Rosso” di Antonioni; nel 1965 “Vaghe stelle dell’orsa” di Luchino Visconti; nel 1966 “La Battaglia di Algeri” di Pontecorvo; nel 1967 “Belle de jour” di Bunuel. Nel ’68 arriva anche a Venezia la contestazione: non vengono più assegnati i Leoni d’Oro, la mondanità viene ridimensionata ma arrivano registi come Ettore Scola, Francesco Maselli, Marco Ferrei, i fratelli Taviani.

Negli anni ’70 la Mostra  istituisce il leone d’oro alla carriera, assegnato nel 1972 a Carlie Chaplin; si aprono spazi nuovi al cinema della Cina Popolare e della Germania Democratica. Nel 1973 e nel 1978 la rassegna non si svolge Nel ’79, direttore Carlo Lizzani, tornano le folle al Lido e la Mostra ricomincia il suo corso normale con i suoi “Leoni”; in questi anni si fa a gara per presentare i film a Venezia. Arrivano in laguna Fellini, Antonioni, perfino Ingmar Bergman che, si sa, non viaggia mai.

Solo nel 1980 torna il “leone d’oro” e sulla passerella del Lido tornano i grandi nomi del cinema e gli “esauriti” di pubblico come per “Indiana Jones” di Steven Spielberg con un Harrison Ford completamente assediato dai fan già nella sua hall d’albergo. Sono anche gli anni del primo Leone d’Oro a una donna, Margarethe von Trotta per Gli anni di piombo nel 1981. Nell’88 si scopre il talento di Pedro Almodóvar con “Donne sull’orlo di una crisi di nervi”

Gli anni Novanta e i primi del Duemila lanciano talenti: Takeshi Kitano, Silvio Soldini, Mario Martone, Emir Kusturika con “Gatto nero Gatto bianco”, Marco Tullio Giordana con “I cento passi”, Mira Nair con “Monson Weddings”

Il resto è cronaca.

angela cannizzaro :)


 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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