TV fiction e non solo

E.S.P.

di Daniele D'Anza

con Paolo Stoppa, Ferruccio De Ceresa, Omero Antonutti

Italia - 1973 - 4 puntate/70'

 

Gerard Croiset, personaggio realmente esistito, ha la capacitÓ di vedere cose che stanno per accadere. Ha giÓ salvato parecchie persone, scovato ladri, trovato corpi scomparsi, specialmente quelli di ragazzi annegati nei canali. Si decide a farsi studiare dall'istituto di parapsicologia in modo che si possa determinare quale sia la sua facoltÓ e per liberarsi dalla convinzione di avere qualcosa che non va, di essere malato di mente, nonostante nessuno gli abbia mia diagnosticato nulla. L'istituto di parapsicologia stabilisce che effettivamente possiede capacitÓ al di lÓ dei sensi conosciuti.

Lo sceneggiato racconta tre dei casi risolti da Croiset.

Nel primo, intorno al ritrovamento del corpo di un ragazzino annegato, Croiset riesce ad evitare che il padre del piccolo, persa la moglie morta di crepacuore, muoia suicida.

Il secondo caso Ŕ quello connesso al ritrovamento del cadavere occultato di un ufficiale tedesco, ucciso durante l'occupazione tedesca dell'Olanda.

Nel terso caso Croiset, tornato a Norimberga e andato a Dachau, rivive il periodo in cui, dopo aver previsto la fine del Reich, era stato deportato nel campo di concentramento, quando ha negato il conforto di uno scambio di parole ad una deportata.

Quello di fare del bene o del male Ŕ il tema di fondo di Croiset.

 

Particolare produzione RAI, ancora in bianco e nero con un tormentato e giusto Paolo Stoppa nel ruolo di Croiset, prodotto dopo il clamoroso successo de Il segno del comando, sempre di D'Anza, che trattava di paranormale.

Lo stile, a guardarlo adesso, pu˛ essere giudicato "lento", come qualcuno dice del Maigret di Gino Cervi.

Personalmente trovo che basta darsi il tempo di entrare nel ""tempo" di questo, come di altri, sceneggiati del periodo e concedersi la calma per poter apprezzare una impaginazione molto ricca di sfumature, di respiro.

 

Una curiositÓ: la colonna sonora, composta da Egisto Macchi, Ŕ stata realizzata usando soprattutto un Theremin; Ŕ il pi¨ antico strumento musicale elettronico conosciuto inventato nel 1919 dal fisico sovietico Lev Sergeevič Termen. Il suono viene generato muovendo le mani intorno a due antenne collegate ad un apparato elettronico: mediante l'antenna superiore (posizionata verticalmente) si controlla l'altezza del suono, quella laterale (posta orizzontalmente) permette di regolarne l'intensitÓ. Il suono pu˛ variare tra quello di un violino e quello della voce. Si suona senza mai toccare lo strumento

 

Si avvicina il 27 gennaio. Mi permetto di suggerire l'ultimo episodio, quello di Norimberga.

Gli autori italiani non avevano dimenticato.

 

 

 

angela :)

 

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