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IL DISCORSO DEL RE

di Tom Hooper

con Helena Bonham Cartrer, Colin Firth, Geoffrey Rush

Gran Bretagna/Australia - 2010 - 127'

Continuano i film dedicati alla famiglia reale inglese che ormai, tra belli e brutti, sono tanti da meritare un percorso. Questo è bello, anzi molto bello e i quattro Oscar vinti (film, regia, sceneggiatura originale e miglior attore) sono davvero meritati.

E' la storia di re Giorgio VI, il papà di Elisabetta, salito al trono perchè il fratello Edoardo rinuncia al trono per poter sposare la sua Willis Simpson. Uno dice e perchè non poteva sposarla? Perchè negli anni 30 e credo ancora per un po' di tempo il sovrano di Inghilterra, che è anche capo della chiesa anglicana, non poteva sposare un donna divorziata. Curiosa storia dato che la chiesa anglicana nasce come scisma da Roma ai tempi di Enrico VIII proprio perchè il re voleva divorziare dall'allora regina per sposare la sua allora amante. Come dire: il re può divorziare ma con le donne è un'altra faccenda.

I soliti maschi.

Fatto sta che Edoardo rinuncia al trono e il povero Berty (dal primo nome Albert) è in un mare di guai perchè ahimè è balbuziente, cosa che personalmente non sapevo.

Il film è la storia della fatica di liberarsi del difetto grazie all'incontro con un logo-terapeuta australiano poco ortodosso nei metodi che capisce che non si tratta di una questione meccanica ma di motivi psicologici. Adesso ci sembra ovvio, forse negli anni 30 lo era di meno senza contare la difficoltà di entrare in faccende personali nella vita del re d'Inghilterra.

 

Film decisamente inglese nella direzione degli attori, nella sceneggiatura, nella regia e nella gigantesca interpretazione di Colin Firth tanto apprezzato in teatro quanto relegato al cinema in ruoli secondari. E' uno di quegli attori che, sentendo i titoli dei film, uno dice "ah, era lui!"

Eccoli, alcuni dei titoli: Valmont, Un matrimonio all'inglese, Mammamia, Bridget Jones... 

Però!

 

Brava Helena Bonham Carter in una interpretazione stavolta non necessariamente sulle righe ma, anzi, straordinariamente calibrata. Ma si sa, gli attori inglesi quando sono bravi sono bravi davvero.

 

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