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OCCHIO PINOCCHIO - Francesco Nuti - 1994 - Italia - 138'

Nuti, da toscano, non poteva resistere alla tentazione di fare il suo Pinocchio ma non cade nella trappola della fedeltà al testo; considerata la sua inclinazione a certe situazioni surreali della sua prima produzione insieme ai Giancattivi Athina Cenci E Alessandro Benvenuti (Ad ovest di Paerino, Madonna che silenzio c'è stasera), fa del suo Pinocchio una libera interpretazione più che bella.

La sua è una operazione complessa e al tempo stesso m9olto sofisticata: prende tutti gli elementi del Pinocchio e li manipola, li altera, li relaziona diversamente riuscendo a tessere una storia che alla fine ha lo stesso paradigma della crescita del "bambino" attraverso il viaggio avventuroso (a sua volta paradigma di cambiamento per definizione).

 

Così Pinocchio è figlio di un ricchissimo banchiere a cui la sua esistenza è stata tenuta nascosta: Pinocchio è cresciuto in un cronicario, in mezzo a vecchietti poverissimi ed è "bambino" nel senso di essere quello che il padre stesso dirà, rifiutandolo, un ritardato mentale.

Scoperto che il padre non lo vuole Pinocchio scappa e incontra Lucy (Lucignolo), una giovane criminale che a sua volta sta scappando perchè testimone di un omicidio. La loro sarà una fuga in pieno stile americano: inseguimenti in macchina, lunghi tragitti sui treni merci, autostrade percorse su una moto rubata... fino ad arrivare ad un vecchio capannone abbandonato sul fiume al confine con il Messico: sarà il loro ventre della balena.

 

Il film, girato negli Stati Uniti, l'ultimo che Francesco Nuti è riuscito a girare, fra l'altro con mille problemi di intoppi nella lavorazione.

E' stato il film più criticato ma, a mio parere, forse il più bello, intenso e surreale.

Nuti è tra i migliori registi della sua generazione, la stessa di Verdone, Troisi, Nichetti...

Su di lui, sono certa, pesa il pregiudizio di essere, Francesco, un alcolista. In un paese dove l'alcool è legale, ci sono meno pregiudizi verso chi è cocainomane. Sembrerebbe, in altre parole, che preferiamo i ricchi e le loro droghe "creative e efficentiste": l'alcool è dei poveracci.

 

Guarisci presto, Nuti. Fagliela vedere!

 

angela cannizzaro :)


 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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