Tv fiction e non solo

 

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CENERENTOLA

(Lux Vide e Betafilm per Rai Fiction)
di Christian Duguay

con Vanessa Hessler, Flavio Parenti
Italia-Germania 2011, 100’

Roma, Anni Cinquanta. Aurora – moderna Cenerentola – è costretta dalla seconda moglie di suo padre a lavorare come cameriera in un albergo che un tempo era la sua casa. Il "principe” è Sebastian, rampollo di una ricca famiglia di imprenditori. Riuscirà Aurora a fare breccia nel suo cuore?

Scarso, lei sembra Barbie, lui non è bello e la storia... bha... La fiction italiana proprio non regge il paragone.

 

TERRANOVA

20th Century Fox Television

di  Alex Graves, Jon Cassar, Nelson McCormick
USA 2011, pilota, 60’

Una famiglia del ventitreesimo secolo torna indietro nel tempo di ottanta milioni di anni, agli albori della Terra, per dare al loro pianeta morente una chance per sopravvivere. Prodotto da Steven Spielberg e la sua mano si vede tutta: ci sono i dinosauri di Jurassik, c'è il ritmo, la fantasia, il divertimento. C'è anche un po' di Lost, la comunità che combatta per la sopravivenza in un mondo ostile... Di sicuro quello che emerge è che queste americane non hanno nulla da invidiare ai cugini nobili, ai film di genere (fantasy, thriller, sci-fi)
 

 

The Killing

Fox Television
di Patty Jenkins
USA 2011,
pilota, 90’
In una piovosa cittadina che s scopre essere Seattle, dalle parti di un lago sparisce una ragazza. I personaggi si rivelano poco a poco: il padre la madre, la poliziotta che sta per trasferirsi in California, il suo sostituto che arriva in anticipalo, i compagni di scuola, il candidato a sindaco che combatte col sindaco uscente, la sua amante, il suo addetto stampa, l’amica, il compagni di scuola, l’ex fidanzatino mascalzone, il padre del mascalzone notabile del posto… Tempi lenti, 12 episodi, sembra Twin peaks. Si fa guardare, la scrittura buona, quando passerà in chiaro 8se mia passerà) lo vedrò ma rispetto a TP francamente mi sembra ci sia di nuovo solo il momento di vita della poliziotta: vorrebbe andarsene e non può mentre l’agente era arrivato apposta.
 

 

Uno studente di nome Alessandro
di Enzo de Camillis

La storia in “corto” di Alessandro Caravillani, una delle tante vittima di Francesca Mambro: Alessandro viene ucciso a sangue freddo durante la fuga da una rapina, omicidio inutile, ingiustificato, assurdo e idiota, disperante.
Era il marzo del 1981, una storia quasi alla fine degli anni di piombo.
Una bella operazione per non dimenticare voluta e realizzata da Enzo de Camillis, scenografo e regista, che di Alessandro era il cugino. Ben girato, ben recitato.

 

 

(qua finisce che mi converto alle fiction)

 

ONCE UPON A TIME
(ABC Studios per ABC)
di Mark Mylod
USA 2011, pilota, 45’
La storia di Biancaneve riletta dagli autori di “Lost" giocata tra passato e presente. Un plot originale dove la figlia di Biancaneve, la cui matrigna non è affatto morta schiantata e si accanisce come la perfida strega della "Bella addormentata", la figlia, dicevo, viene salvata mandandola nel tempo futuro (a Boston a.D. 2011) e da dove tornerà a salvare tutti. Si chiama Emma, è bionda, sola, ha dato in adozione un figlio che vive nelle favole e sa che nella sua cittadina sono tutti prigionieri in attesa di Emma che lui trova. Molto molto originale, anche qui con tanti elementi conosciuti, compreso il libro de "La storia infinita", il bambino salvato "Superman" (ma anche Mosè... perchè no?). Una interessante produzione Disney con tutto il meglio delle favole.

 

 

SWORD HEROES’ FATE
(Hubei TV Station per CCTV / Babel Tv)

Cina 2011, ep. 1, 47’
Nell’anno 2030 un gioco on-line chiamato JX003 viene introdotto sul mercato dalla JS Corporation. Utilizzando sensori speciali, il software consente ai giocatori di entrare nella realtà virtuale come fosse un mondo reale. E vanno a finire in una ipotetica dinastia Thang, in un lontano medievale (cinese) passato. Sembrerebbe una sciocchezza, anche perchè le situazioni e le relazioni fra i protagonisti sono di una semplicità che al confronto Bollywood ha lo spessore di Antonioni. E invece si scopre che la struttura narrativa, le tecnologie impiegate per gli effetti speciali lasciano senza fiato. Moltissime citazioni, perfino dal nostro "Nirvana", c'è qualcosina da "Inception" ma è tutto veramente ben mescolato.

 

 

PRIMI PIANI - Omaggio a Monicelli

di Cinzia TH Torrini

Non posso dire che sono saltata sulla sedia dalla sorpresa: fin dalla prima inquadratura era chiaro che si tratta di un esercizio dei ragazzi dell’accademia su brani dai film di Mario Monicelli: La grande guerra, I soliti ignoti, I compagni, Speriamo che sia femmina. Tutti interprati da coppie diverse, da diversi allievi, qualcuno in più di un ruolo in brani diversi, qualcuno bravo davvero, qualcun altro un po’ legnoso. Sono allievi. E il fatto di dare visibilità in una ricostruzione teatrale a Monicelli sarebbe molto piaciuto. Anzi, dal suo paradiso degli uomini geniali e generosi sono sicura che gli piace

 

 

 

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