film

SOLOMON  KANE

regia: Michael J. Bassett

con: James Purefoy, Max von Sydow, Rachel Hurd-Wood, Patrick Hurd-Wood, Pete Postlethwaite

Francia, Repubblica Ceca, Gran Bretagna  - 2009 - 104'

 

Solomon è stato mercenario per Elisabetta d'Inghilterra, ha ammazzato a "dritta e a manca" ma quando si presenta il diavolaccio a reclamare la sua anima, Salomon se la svigna, si rifugia in un convento e diventa buono. Ma dal convento viene scacciato, francamente non ricordo più perchè, e adesso si ritrova a difendere una bella fanciulla luminosa e innocente che con la sua famiglia sarebbe andata nel Nuovo Mondo ma sono arrivati i razziatori cattivi e se la sono portata verso il castello dello stregone malvagissimo.

La racconto come una favola disneyana ma in realtà il film è cupo, oscuro, fangoso, quasi puzza per quanto sono lerci tutti (tranne la fanciulla). I razziatori somigliano vagamente agli orchi del Signore degli anelli e il clima generale un po' è quello. Piove che dio la manda, l'Inghilterra dell'A.D. 1600 sembra una pozzanghera di fango. Un film in grigio e grigio (tranne i prevedibili occhi blu-capelli biondi della fanciulla).

Prevedibile già a metà del film che il fetente altri non è che il fratello fetente anche da ragazzo che Solomon ragazzo aveva scaraventato (accidentalmente) dalla scogliera e che incazzato come una bestia e "orribilmente sfigurato" aveva fatto un patto col diavolo ecc ecc.

Non esaltante ma nemmeno del tutto da buttar via.

 

Interessante invece la provenienza: Salomon Kane è un ciclo di racconti del 1928 di  Robert Ervin Howard, lo stesso autore di Conan il Barbaro (che nascerà nel 1935).

Persona stranissima, questo Howard, che si può considerare l'iniziatore del genere "heroic fantasy". Il suo Salomon Kane aveva suscitato l'entusiasmo di H.P. Lovecraft e la sua vita ha tutte le prevedibili caratteristiche del "dannato": introverso, taciturno, deriso dai compagni di scuola, studia per conto proprio nel suo paesello texano da cui, come Salgari, non si muoverà praticamente mai. Inizia a scrivere racconti per un giornale nel 1925 quando ha solo 19 anni e i sui personaggi suscitano subito grane entusiasmo nel pubblico e per capire bisogna pensare che siamo tra la fine degli anni 20 e gli inizi degli anni 30.

Successo breve il suo perchè nel 1935 si ammala la madre a cui Howard è legatissimo nonostante lei abbia  pesantemente osteggiato una importante (forse unica) relazione intellettuale con la giovane scrittrice Novalyne Price Ellis. La madre cade in coma e Howard si uccide nel deserto sparandosi alla tempia. E' il 1936, Howard ha solo trent'anni. La madre morirà il giorno dopo.

 

Poteva essere allegro Solomon? Potevano essere storie diverse le sue?

E quindi giusta la fanga, giusta la pioggia battente, giusti gli stracci, giusto il "grigio e grigio, al massimo un filo di viola"

 

ac :)

 

 

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