film

 

WORLD WAR Z

di Marc Forster

con Brad Pitt, Mireille Enos, Daniella Kertesz, Piefrancesco Favino

USA - 2013 - 116'

 

E' scoppiata una epidemia mondiale di ... zombismo (termine da me coniato adesso per la gustosa occasione): come nella migliore tradizione uno morde un'altro, questo tempo 12 secondi si trasforma e morde a sua volta. E  mondo crolla mentre Jerry, che prima lavorava come agente per l'ONU in zone di guerra, avrebbe deciso di fare un lavoro più tranquillo per stare più vicino alla famiglia. Ma è tanto bravo che lo richiamano; anzi, a dire il vero, perchè la sua famiglia non venga rimandata indietro fra gli appestati, deve accettare di andare in Sud-Corea a cercare un possibile paziente zero e capire come produrre un vaccino.

In Corea niente da fare però sembra che in Israele un ex agente del Mossad (tho) abbia capito qualcosa o perlomeno ha capito prima degli altri visto che già da una settimana Gerusalemme è stata circondata da un muro alto 12 metri diventando una fortezza per  fortunati salvati e asserragliati mentre tutto intorno pullula l'umanità diventata zombie.

Pure qui per Gerry niente da fare, tanto più che gli zombies non sono scemi: fanno una piramide, come gli insetti,  scavalcano il muro e Gerusalemme addio. Gerry riesca a saltare sull'ultimo aereo in partenza ma ha visto qualcosa che fa il paio con un'altra cosa vista in Corea: un paio di persone evidentemente malate non vengono nemmeno viste dagli zombie. E così, prima di far precipitare l'aereo dove c'è uno zombie nascosto non ho capito se nel cesso o in un bagagliaio che ha zombizzato tutti, ha il tempo di far dirigere al più vicino laboratorio dell'ONG perchè ha capito che per vincere bisogna ammalarsi tutti di qualcosa.

E sembrerebbe fatta ma invece la sala dove sono contenuti tutti gli agenti patogeni di tutte le possibili malattie infettive, è invasa pure quella da zombi ex medici che si sono infettati facendo ricerca.

E così al povero Gerry non resta latro che sperimentare su se stesso la "cura"; si inietta qualcosa tipo tifo e passa incolume: gli zombie non sono scemi, non vanno a mordere un malato.

La guerra continua, Gerry torna dalla famiglia e stavolta l'italiano Favino non muore (come gli era successo in Angeli e Demoni).

 

E' dai tempi del geniale Romero e de La notte dei morti viventi, a.D. 1968, che gli zombie sono allegramente nel nostro immaginario. Questo dovrebbe portarci a dire "nulla di nuovo" di questo  film costruito su Brad Pitt (e lo credo bene, lo ha prodotto lui...!) e invece del nuovo c'è. C'è di nuovo, per esempio, che gli zombie stavolta corrono mentre nella "cine-letteratura" sono lenti e rincoglioniti e francamente non si capisce come facciano ad azzannare qualcuno (forse però anche quelli di Io sono leggenda ... devo andare a controllare).

C'è di nuovo un uso della macchina da presa tutto volto, da una parte, a descrivere il mondo come un unico organismo (tante tante inquadrature dall'alto) in preda ad una intelligenza animale collettiva (memorabile, bellissima, stupefacente la sequenza della piramide zombica che da la scalata al muro di Gerusalemme) e volto dall'altra ai dettagli che Gerry nota ed elabora.

A proposito di Gerusalemme vale la pena di citare un, secondo me, gustosissima battuta: da quelle parti costruiscono muri da duemila anni, battuta che ha fatto storcere il naso indovinate a chi? Ma ovvio, ai soliti barbosintellettualisenzacuoresenzahumor (l'ultima attribuzione è di oggi, coniata per l'occasione).

E vale la pena di segnalare la pubblicità "virale" della campagna di promozione: un sito e un profilo FB, Crisis Zero, dove vengono simulati e raccontati tutti gli avvenimenti ce nel mondo porteranno "a breve" alla World War Z, che per chi non lo avesse ancora capito, significa "la guerra mondiale contro gli zombie"; bella l'analogia della diffusione virale dei social network: quello che trasforma gli uomini in zombie è un virus. E non ce ne importa nulla, davvero, che Romero, figlio di un cubano, abbia fin dall'inizio sorvolato sul fatto che nel Woodoo lo zombie diventa tale per effetto di una droga col fine, da parte del fetente che gliela somministra, di diventarne schiavo, spesso a fini di sfruttamento nel lavoro stile campi di cotone.

 

Uscite davvero geniali come quello della telefonata della moglie che arriva a rompere il silenzio e a svegliare gli affamati mentre "i nostri" stanno cercando di arrivare ad un aereo.

Sublime il taglio della mano della soldatessa israeliana che è stata morsa e che in virtù di questo incidente finirà per salvarsi insieme al nostro Brad

 

Per il resto, tanta camera a meno, tanta tanta azione, tanta tanta adrenalina.

Bello.

 

fiore di cactus :)

 

ps - Ah, sì, ancora una cosuccia: il film è tratto dall'omonimo libro di Max Brooks, figlio di Mel Brooks e Anne Bancroft; il libro è più articolato del film, pensato come una inchiesta dove si arriva alla soluzione grazie all'apporto di molte persone.

 

film

corti

cartOOn

TV - fiction

eventi

percorsi

news

soggettive


cinecittà

scuola di cinema

cineteca nazionale

museo del cinema

istituto luce

casa del cinema

SAS cinema


AIC

AITS

AMCT

ANAC

ASC


Venezia

Roma

Torino

Locarno

Pesaro

Giffoni

David di Donatello

       ...e tutti gli altri


festivalcortometraggi


film in sala


Italica Rai

35mm

FilmUp

CastleRock

Cinefile

Cineboom

IMDB

Kataweb cinema

ArchivioImmagini

FantaFilm

tutti i film per anno


RAI

RaiClick

Televideo


film commission


WebCam


produzioni