io penso...

Abbonamenti RAI: parliamone

Premetto subito che effettivamente 104 euro l'anno non sono una grande cifra. Ma la questione è tutt'altra.

Intanto il termine "abbonamento" è improprio" perchè "abbonamento", dice il vocabolario, è qualcosa che si sottoscrive volontariamente per l'acquisto di un servizio periodico e di solito ad un prezzo vantaggioso (vedi l'abbonamento all'autobus, ad un giornale, a teatro...)

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Qualcuno dice "canone" ma anche questo non è del tutto esatto: il canone si paga per un servizio ma si può rinunciare; il canone Telecom, ad esempio, nel momento in cui non viene pagato, viene disdetto il contratto.

Esattamente come succede per il canone delle TV satellitari.

 

E allora, direte. Basta non pagare l'abbonamento e...

E succede di tutto: la prima sanzione è il blocco fiscale del mezzo di trasporto. Io non possiedo nè macchina nè motorino, vorrei capire cosa bloccherebbe la RAI... la bicicletta?

E a differenza del passato, quando c'era lo spauracchio, unito alla vergogna, di qualcuno che veniva in casa a sigillare la televisione, adesso semplicemente non è possibile impedire la ricezione perchè il televisore riceve segnali che non sono più solo quelli di mamma RAI.

Infatti la parola chiave è ricezione: il canone è una tassa sul possesso di qualunque apparecchio in grado di ricevere segnali radio-televisivi. Qualcuno ironizza che basta avere un citofono ed ecco che bisogna pagare il canone RAI.

Nel caso di volontà di disdetta occorre dimostrare di non possedere un apparecchio televisivo, documentazione per esempio il furto o l'incendio (???) e se non si tratta di questo, allora verranno gli uomini della RAI e sigilleranno l'apparecchio Televisivo in una apposita scatola. Precisamente il regolamento così recita:

Nel caso che gli abbonati intendano rinunciare all’abbonamento senza cedere ad altri i loro apparecchi, devono presentare disdetta, entro il 31 dicembre, chiedendo il suggellamento degli apparecchi stessi. (art. 10 R.D.L. 21.2.1938 n. 246)
La disdetta con richiesta di suggellamento degli apparecchi, se presentata entro il 31 Dicembre, dispensa dal pagamento del canone dal primo gennaio dell’anno successivo.
Contemporaneamente all’invio della disdetta gli abbonati devono versare all’Agenzia delle Entrate - S.A.T. Sportello Abbonamenti TV - Ufficio Torino 1 - c.p. 22 – 10121 Torino Vaglia e Risparmi, indicando nella causale il numero dell’abbonamento, l’importo di € 5,16 per ogni apparecchio da suggellare. (art. 10 R.D.L. 21.2.1938 n. 246)
Il suggellamento consiste nel rendere inutilizzabili, generalmente mediante chiusura in appositi involucri, tutti gli apparecchi posseduti dal titolare dell’abbonamento e dagli appartenenti al suo nucleo familiare presso qualsiasi luogo di loro residenza o dimora. (art. 10 e 12 R.D.L. 21.2.1938 n. 246)

Quel "titolare dell'abbonamento e suoi familiari in qualunque luogo di residenza o dimora" suona come una maledizione divina stile sette piaghe d'Egitto.

Ma la cosa più divertente è un'altra, l'anno in cui è stata approvata la legge che prevede tutto questo: 1938

Nel 1938 la televiasione ce l'avevano solo in America, forse. I Italia c'era solo la radio.

Ma comunque, con la legge di riforma della RAI del 1975, di fatto si liberalizzano le frequenza e nel 1980 nascono le TV private.

Significa che l'apparecchio in grado di ricevere le frequenze radiotelevisive, non riceve solo mamma RAI ma tutte le altre a dunque "suggellarlo" significa impedire la ricezione di canali che in Italia sono legali.

Lo dico meglio: con quell'apparecchio può darsi che io la RAI decida di non guardarla mai perchè mi sta più simpatico, per assurdo, Berlusconi o Tronchetti Provera.

E quindi parliamone.

 

ac :)


 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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