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"Albakiara", manifesto anti-Moccia sulla peggio gioventù di oggi

 

Presentato il film di Stefano Salvatico con Davide Rossi, ispirato alla hit di Vasco. Una storia a base di sesso estremo, coca, violenza e scene horror.

Difficile giudicare un film che ha, tra i momenti clou, frasi tipo "il Tempo delle mele è finito, putt...", rivolta dal cattivo di turno alla ragazzina protagonista. Oppure "tu vali più dei miei 200 chili di cocaina", detto dalla Lei giovanissima, spacciatrice per caso, al suo amato Lui, dj nonché gestore di sito porno. Difficile giudicarlo, anche per una sorta di mozione degli affetti: infatti la pellicola, ritratto a tinte forti della generazione K (gli adolescenti di adesso), è costruita tutta intorno ai brani più celebri, e universalmente amati, di Vasco Rossi. A cominciare da quello che, con una leggera deformazione lessicale, dà il titolo: Albakiara.

Eppure il film - diretto da Stefano Salvati (autore dei video musicali di Vasco), interpretato dalla debuttante Laura Gigante insieme a Davide Rossi (figlio del cantante) e a Raz Degan - a molti dei cronisti che l'hanno visto oggi, all'anteprima stampa, non è piaciuto. Malgrado l'intento condivisibile: raccontare in chiave esplicitamente anti-Moccia la peggio gioventù di inizio Millennio, sedici-diciottenni abbandonati a se stessi dalle famiglie, senza valori né scopi, incessantemente impegnati a farsi droghe di ogni tipo, o in attività come la gare di sesso orale, o le orge davanti alla webcam per guadagnare soldi via internet.

Ed è in questo desolatissimo - anche se mostrato in vari momenti in modo un po' troppo patinato, accattivante, stile videoclip - che si muove la protagonista Chiara (Laura Gigante), cresciuta senza padre e con madre distratta. Fidanzata col dj Nico, il quale per arrotondare mette su il sito pornomask.com, invitando le ragazze che conosce a girare video hard amatoriali. Un'esistenza, la loro, che si svolge tra il consumo di marijuana, pillole e coca, serate in discoteca, competizioni tra giovanissime su chi riesce ad avere le esperienze sessuali più estreme.

A fare precipitare la situazione, però, sono i 200 chili di "bianca", sequestrata dalle forze dell'ordine, che un poliziotto corrotto (Raz Degan) ruba. E che per una serie di circostanze finiscono nella cantina di Chiara: senza pensarci due volte, lei decide di smerciarla in proprio. Con conseguenze devastanti...

Il tutto in un'opera - scritta dal regista, insieme a Carlo Lucarelli e Ilaria Bernardini - dai troppi registri: a volte commedia, quasi sempre dramma, con molti momenti noir. Con toni così carichi da sfiorare spesso la parodia involontaria, e con una deriva semi-horror nel finale. Anche se l'intento di chi l'ha scritta e diretta è senza dubbio lodevole: "Tutto è cominciato due anni fa - racconta Salvati - quando ho intervistato circa 800 ragazzini, tra Modena e Bologna, e ho sentito da loro fatti incredibili: dodicenni che sniffano, bidelli spacciatori. Così mi è venuta l'idea di fare un film che fosse una provocazione, una favola cattiva, all'opposto delle cose alla Moccia o alla Brizzi, e che rappresentasse davvero il mondo dei giovanissimi".

Da qui all'idea di utilizzare le canzoni del suo amico Vasco, il passo è stato breve: "Ho avuto l'intuizione - prosegue il regista - di raccontare una ragazzina che fosse la versione attuale dell'Albachiara anni Settanta: ho proposto l'idea a Vasco, che è stato molto colpito da questa dissacrazione della sua canzone più celebre. E che si è detto disposto a cedermi anche altri suoi brani". Nel film, oltre al pezzo del titolo ne sentiamo altri sei, tra cui Bollicine e Ti prendo e ti porto via.

"Ma non credo affatto che tra le canzoni di Vasco e la droga ci sia un legame", afferma senza esitazione Salvati. Che prosegue sottolineando come anche il suo film non sia in alcun modo compiacente, verso il mondo che racconta: "Il messaggio che trasmette mi sembra chiarissimo - sostiene - e cioè, che chi tocca certe cose muore. E' come ciò che accade a Pinocchio dopo essere entrato nel Paese dei balocchi: un'esperienza terrorizzante... Abbiamo già fatto dei test, mostrando la pellicola ai ragazzini: prima si sono divertiti, alla fine ne sono usciti scioccati. E' come se gli avessimo dato un calcio nella pancia. Credo che anche i genitori debbano vederlo: invece pensano che tutto va bene, che ai loro figli queste cose non capitano. Per me invece Albakiara è una rappresentazione, sotto forma di favola, di ciò che sta realmente accadendo".

Un concetto ribadito da Davide Rossi, che ha già alle spalle esperienze in tv (Provaci ancora prof, Vita da cani) o al cinema (Scusa ma ti chiamo amore, Caterina va in città): "Questo film rappresenta cose che noi tutti conosciamo: chi non le vede, è perché non vuole vederle". Chi invece, almeno sulla carta, non potrà vedere la pellicola, i preadolescenti: Albakiara, che esce il 24 ottobre, è infatti vietato ai minori di 14 anni.

(Claudia Morgoglione per Repubblica - 17 ottobre 2008)


 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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