film

ALICE IN THE WONDERLAND

di Tim Burton

con Mia Wasikowska, Johnny Depp, Helena Bonham Carter, Crispin Glover, Anne Hathaway

USA - 2010 - 108'

 

Alice è cresciuta ma è una ragazza strana: ogni notte sogna di cadere dentro un buco dove incontra stani personaggi. La madre le ha combinato un buon matrimonio con un impomatato e improponibile rampollo della nobiltà. Ma il giorno del fidanzamento alice intravede tra i cespugli un coniglio con panciotto e orologio, lascia tutti, lo segue e precipita nella cavità di un albero. Il percorso è quello conosciuto: la porticina, la bevanda che rimpicciolisce, la chiave sul tavolo, il pasticcino che ingrandisce, pinco panco e panco pinco, il brucaliffo blu, lo stregatto... Ma qualcosa di nuovo c'è: la cattiva regina rossa che taglia le teste a tutti, teme che profezia del ritorno di Alice che mette fine al suo regno si avveri e sa che è arrivato qualcuno.

Alice viene aiutata dal Cappellaio Matto e di vicenda in vicenda finisce per assolvere al suo ruolo di eroina liberatrice.

Bha... Una specie di sequel dei libri e del cartoon Disney del 1951.

 

Ho letto autorevoli critiche a proposito del conformismo a cui alice approda come in un percorso contrario a quello fatto da ragazzina.

Critiche a proposito della scarsità di 3D, si e no la metà del film.

Imbarazzante la "deliranza" del Cappellaio-Depp che viene giudicata "il punto più basso di Burton, della Disney e di Depp.

Condivido e aggiungo.

Il film è piuttosto noioso, il solito passare da un personaggio all'altro senza nessun particolare intreccio narrativo.

La sceneggiatura è piuttosto modesta, procede per continui e ripetuti saltelli: un momento di stasi, un momento di azione, tutto prevedibile.

Buoni ovviamente gli effetti e le soluzioni visive ma cominciamo ad essere abituati.

Scarso il 3D.

Me lo dovevo anche aspettare: Alice, il libro, l'ho sempre trovato pressochè illeggibile e Alice di Disney non è tra i cartoon preferiti proprio per l'estenuante noioso passaggio "da un quadro all'altro".  E infatti trovo che la divina commedia, dal punto di vista dell'intreccio narrativo, sia il libro più noioso del mondo tanto che nessuno si è mai sognato di farci un film.

E infatti questa faccenda del plot narrativo l'aveva capito già Omero che l'Odissea, nella parte della sequela di avventure, la racconta come un flashback e poi la fa diventare un intrigo di palazzo.

 

angela :)

 

 

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