dai giornali
Il
protagonista del celebre sceneggiato Rai di Comencini si racconta in un
libro. L'esperienza sul set e con gli attori, e il dopo: "Quando nessuno mi
ha più chiamato"
Balestri, una vita da Pinocchio
"Gran fortuna, anche se breve"
Oggi ha 43 anni, due figli, fa l'operatore ecologico ma lavorerà in una
fiction. Non gli dispiacerebbe partecipare all'Isola. "Ma se tutto finisce,
non è una tragedia"
di ALESSANDRA VITALI
TUTTO cominciò con una martellata. Luigi Comencini gli disse "qui c'è un
martello, lì c'è un quadro, vediamo se hai il coraggio di romperlo". Lui
ruppe il quadro a martellate. Il regista lo rimproverò, "ora me lo ripaghi".
E lui rispose "che vuoi? Me l'hai detto tu di farlo". Voltò le spalle e se
ne andò. Perfetto. Era quello giusto. Andrea Balestri aveva 7 anni. Grazie a
quelle martellate diventò il protagonista di uno sceneggiato fra i più
celebri della storia della televisione, Le avventure di Pinocchio di
Comencini, fra i padri del cinema italiano, scomparso un anno fa. Un
successo lungo più di trent'anni, quello del film, andato in onda nel 1972.
Che torna in tv giovedì 24 aprile, in prima serata su RaiTre, nella
riduzione cinematografica.
Meno longevo il clamore legato al protagonista. Che ha 43 anni, subito dopo
Pinocchio ha partecipato a qualche film non indimenticabile (Torino nera,
Kid il monello del West, Furia nera e, nel 2000, Faccia di Picasso), ha
fatto fotoromanzi e alcuni spot, poi ha lavorato come piastrellista,
muratore, carrozziere, e in un supermercato. Oggi fa l'operatore ecologico,
vive sempre a Pisa, ha due figli, Matteo di 21 anni e Sharon di 20 "che
voleva tanto fare la ballerina, ed era pure brava, se non fosse stato per
quell'incidente che l'ha costretta al letto avrebbe partecipato alle
selezioni per Amici di Maria De Filippi...".
Balestri con lo spettacolo non ha chiuso del tutto. Sarà protagonista di una
fiction, ma intanto si occupa della promozione di Io, il Pinocchio di
Comencini, un libro che ha scritto insieme a Stefano Garavelli, grande
appassionato dello sceneggiato al quale ha dedicato un sito internet. "E'
grazie al sito che ci siamo conosciuti - racconta Balestri - volevamo fare
un librettino di poche pagine per rispondere alle curiosità dei fan. Poi
Stefano si è appassionato, ha fatto alcune ricerche, abbiamo rivisto insieme
le puntate e ogni volta mi veniva in mente qualcosa del dietro le quinte".
Ne è uscita una raccolta di ricordi, aneddoti, esperienze sul set e con un
cast di rango, Nino Manfredi, Franco Franchi e Ciccio Ingrassia, Vittorio De
Sica e Gina Lollobrigida.
"Il libro è la conclusione ideale di quell'esperienza, racconto del film ma
anche della mia vita privata, cosa che incuriosisce molto gli appassionati".
Ovvero, che cosa è accaduto dopo. Quando Andrea è tornato alla vita normale
di un ragazzino di otto anni. "La scuola, gli amici, la mamma che sul set mi
era mancata perché c'era mio padre a seguirmi". Pochi film, si diceva, poi
più nulla. "A un certo punto nessuno ha più chiamato. Mi dissero che dovevo
trasferirmi a Roma, ma mio padre non si volle spostare". Nessun rimpianto.
"Anzi, mi sento fortunato. Alberghi bellissimi, viaggi per l'Italia,
giocattoli, il privilegio di lavorare con grandi attori". Tornato a Pisa,
bambino qualunque, "ero felice di poter stare tutti i giorni con i miei
amichetti, invece che solo il sabato e la domenica".
Nonostante tutto, Balestri non vuole scoraggiare i più giovani in cerca di
successo facile. Lui per primo accetterebbe di corsa di partecipare a un
reality ("meglio l'Isola del GF, al mare faccio di tutto, come Robinson
Crusoe"), nell'attesa sarà fra i protagonisti di Caos. Storie di follia
metropolitana, una fiction diretta da Marco Frosini. "La fortuna va presa al
volo. E' sbagliato dare troppo ascolto agli altri, meglio seguire l'istinto.
L'importante è: mai dimenticare le proprie origini. Se sei un ragioniere,
ricordati che se vinci un reality, e poi le luci si spengono e torni a fare
il ragioniere, non crolla il mondo. Serve umiltà, stare con i piedi per
terra. E' l'unica cosa che ti può salvare".
(Repubblica - 23 aprile 2008)
AMCT