film

 

ANITA B.

di Roberto Faenza

con Eline Powell, Robert Sheehan, Andrea Osvart, Antonio Cupo, Nico Mirallegro

Italia, Ungheria, USA - 2014 - 88'

 

Anita, ungherese, sedici anni circa, è sopravvissuta ad Auschwitz dove ha perso i  genitori e viene accolta dalla sorella della madre che vive col marito e il giovane fratello di lui, Eli. Inevitabile che tra i due ragazzi nasca qualcosa che per lei è amore per lui poco più che sesso.

Tutto in un quadro dove "Auschwitz deve restare fuori dalla porta di casa" Così Anita, che ha bisogno di raccontare, riesce a farlo solo col nipotino di un anno che non può capire.

Il tempo di trovare lavoro in una sartoria, di fare amicizia con David, di scoprire che molti partono per la Palestina (Terra promessa) dove sta nascendo Israele, e Anita si accorge di aspettare un bambino e che Eli vuole e predispone che lei abortisca.

E così Anita sceglie.

 

Non più un film sulla Shoah dei campi ma su quello che succede dopo. Nemmeno un flash back. Faenza punta alla necessità di rimozione, sentimento diffuso, comprensibile, comprensibile voglia di vita dopo aver vissuto la morte.

Anita incarna appunto questa voglia di vita nel suo caso naturale per la sua età e letterale visto che sta per diventare madre.

In questo senso un film scritto tutto sulla speranza e girato con mano leggerissima.

 

Si sono diffuse voci di scene di sesso che rendono il film non adatto ai ragazzi (preoccupazione di insegnanti che propongono il film nell'ambito dei progetti sulla Memoria intorno al 27 gennaio): sciocchezza madornale.

Il "troppo sesso" è una scena in cui i due ragazzi fanno l'amore sotto spesse coperte. E d'altra parte mi sembrava strano: Faenza è regista che non ha bisogno di occhieggiare al sesso per richiamare pubblico.

Poi ci sono quelli, sono abbastanza certa, che sono rimasti delusi perchè si aspettavano di "renovare dolorem" per un processo di necessaria personale catarsi, quelli a cui non è più sufficiente rivedere intorno al 27 gennaio  La chiave di Sara, Vento di primavera, Shindler List, Kapò, La scelta di Sophie, Jona che visse nella balena, Il bambino col pigiamo a righe, Il pianista, La vita è bella, Arrivederci ragazzi, L'oro di Roma, Il diario di Anna Frank in varie edizioni... (ne ho dimenticato qualcuno sicuramente); questi sono rimasti sicuramente delusi e pazienza.

 

Il film è molto bello. Commovente, lieve, pieno di speranza.

Bello l'omaggio (immagino sia questo)  ad Anna Frank: Anita (che in fondo è diminutivo di Anna), come lei, vuole diventare una scrittrice e non possiamo che essere contenti all'idea che ci riuscirà.

E del tutto adatto ad un pubblico giovane, tanto adatto che c'è perfino un ultima scena, quando davanti al camion Anita scappa perchè non sa che si è liberato un posto per Gerusalemme, che è girata col la suspence (non necessaria) che le avrebbe dato un tredicenne al cortometraggio di scuola.

 

fiore di cactus :)

 

 

 

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