dai giornali
Prime
anticipazioni sul programma della Mostra del Cinema in
calendario dal 27 agosto.
George Clooney
ancora una volta "idiota" per Joel ed Ethan Coen. Così
l'attore definisce il suo personaggio di killer vagante in
Burn after reading, una satira sulla Cia, con John
Malkovich che scrive un memoriale scottante sull'Agenzia ma
perde il dischetto che finisce nelle mani di Brad Pitt che
lavora in una palestra. Tra le infinite anticipazioni sul
programma di Venezia (la Mostra andrà dal 27 agosto al 6
settembre) il film dei Coen è l'unico sicuro, annunciato da
Marco Müller per l'apertura. Ma se l'elenco ufficiale si
avrà solo il 29 luglio, alcuni titoli vengono dati
praticamente per certi.
Tra i più attesi per l'attualità del contenuto c'è The
hurt locker di Kathryn Bigelow, con Guy Pearce e Ralph
Fiennes, sulla guerra in Iraq, una visione particolare di un
conflitto senza vincitori, in cui tutti, americani e
iracheni vivono l'incubo delle bombe assassine. Ma anche
Pinkville di Oliver Stone che torna sulla guerra del
Vietnam e riapre la vecchia ferita di My Lai, con Bruce
Willis nel ruolo di un generale che indaga sul massacro di
centinaia di civili vietnamiti.
La Mostra dovrebbe salutare il debutto nella regia del
messicano Guillermo Arriaga, sceneggiatore di Iñarritu,
autore di The burning plain con Kim Basinger e
Charlize Theron, madre e figlia, un rapporto difficile in
una vicenda che alterna passato e presente. Sean Penn
potrebbe essere a Venezia con Harrison Ford nel cast di
Crossing over del sudafricano Wayne Kramer ambientato a
Los Angeles in cui emigrati di diverse nazionalità lottano
per uscire dalla clandestinità.
Toni più leggeri si prevedono in
Rachel getting married di Jonathan Demme con Anne
Hathaway nel ruolo di una modella ansiosa di cancellare un
passato turbolento. Dalla lista delle star statunitensi sono
scomparsi due nomi eccellenti: Robert De Niro e Al Pacino,
poliziotti attempati in Righteous kill, che cercano
da anni un killer spietato a New York. Annunciati sia a Roma
sia a Venezia, De Niro e Pacino non saranno in nessuno dei
due festival.
L'Europa si dovrebbe confrontare con la forte presenza
americana nelle varie sezioni con nomi come l'inglese
Michael Winterbottom, autore di Genova, un film
girato nel capoluogo ligure e dintorni in cui Colin Firth
conduce le sue figlie adolescenti per superare il dolore
della morte della madre, Uberto Pasolini con Machan
girato in Sri Lanka su un gruppo di disoccupati in lotta per
il visto per l'Europa.
Dalla Germania si attende La banda Baader Meinhof di
Uli Edel, dalla Spagna Manolete con Adrien Brody e
Penelope Cruz e, dalla Francia, un sostanzioso gruppo di
autori, tra i quali Agnés Jaoui che dirige e interpreta una
femminista agguerrita in Parlez-moi de pluie, Claire
Denis che ha girato in Camerun White material su una
coppia di agricoltori - Isabelle Huppert e Christophe
Lambert - in un paese sconvolto dalla rivolta, François
Duperon con Aide-toi, le ciel t'aidera.
Spazio alla famiglia Makhmalbaf al completo: il padre Moshen
firma con la moglie The man who came with the snow
sul crollo dell'Urss e la figlia Samira con Two-legged
horse. Nessun problema per Müller sulla presenza
asiatica, sono quasi certi Takeshi Kitano con Ackilles to
kame, Hayao Miyazaki con l'animazione di Ponyo on the
cliff, Tran anh Hung con I come with the rain, il
cambogiano Rithy Panh con Un barrage contre le Pacifique
dal romanzo della Duras ancora con la Huppert.
Il vero problema per Müller, memore delle
feroci critiche per le scelte del 2007, è il cinema
italiano, che lo scorso anno era in concorso con titoli meno
appetibili che in altre sezioni, come La ragazza del lago
e Non pensarci. È la ragione per cui la certezza è
solo sul film di Mario Bechis, autore di Birdwatchers,
ambientato in Amazzonia, con Claudio Santamaria e Chiara
Caselli, anche se più che probabili sono Il papà di
Giovanna di Pupi Avati, Un giorno perfetto di
Ozpetek, Il passato è una terra straniera di Vicari.
Non è certa la sezione ma La fabbrica dei tedeschi ci
sarà: è la ricostruzione di Mimmo Calopresti, tra
documentario e finzione, del rogo dell'acciaieria
ThyssenKrupp a Torino.
MARIA PIA FUSCO per
Repubblica 19 luglio 2008
AMCT