corti

 

APOLLO E DAFNE RELOADED IN THE 4TH DIMENSONS

di Moimir Jezek

 

Il piacere di...

 

Ho visto stasera nella bella cornice del cortile di Palazzo Braschi questo corto che era stato presentato con successo all'ultimo Festival di Roma da me disertato per impegni universitari americani.

Intorno al corto un evento articolato che ha previsto:

- l'introduzione da parte del dirigente del Museo con nota a proposito di Gian Lorenzo Bernini

- la visione su schermo verticale di montaggio di foto in sequenza con accompagnamento di flauto dal vivo (musica stile Roma antica) e lettura sempre dal vivo della parte delle Metamorfosi di Ovidio dedicata ad Apollo e Dafne (la lettura è stata più lunga del tempo delle foto)

- la visione delle stesse foto accompagnate dallo stesso flauto e stavolta stranamente le foto che prima sembravano poche, adesso sembravano non finire mai.

la presentazione dell'autore che ci ha spiegato il video che avremmo visto (hai visto mai non capissimo)

- la visione del corto, sempre in verticale, titoli compresi, dove però all'avvio si vedeva la barra in verticale dei comandi del pc, segno evidente era stato ruotato di 90° il proiettore e ruotato di 90° il filmato in fase di montaggio e realizzazione (su premiere pro: effect control/rotation): stessa voce fuori campo, stesse Metamorfosi rimasticate e ridotte, stesso flauto ma accompagnato da strumento ad arco.

- il commento del sovrintendente Strinati che ci ha raccontato, come sempre e sempre col suo garbo, cose preziose sulla realizzazione del gruppo scultoreo

- la chiusura del discendente di Bernini che ci ha raccontato simpatici aneddoti della vita scapigliata dell'illustre geniale antenato.

Tutto bene impacchettato per un corto di 5 minuti che ho comprato subito perchè in preda alla fretta di vedere come avessero fatto a impaginare n DVD un filmato in verticale (anche se quella barra del sofware... uhmmmm)

 

Arrivo a casa, apro la custodia e trovo SORPRESA !!! occhiali per il vecchio 3D, quelli rosso e verdi. Mi dico: evviva, ecco il 3 e 4D del titolo . Infilo il disco e ...

Uahuahuahuah... il video è in normalissime due dimensioni, le foto sono quelle viste, verticali, ma tagliate per adattarle al 16/9 e diventano verticali a discapito della grandezza: il problema di formato visivo,  "brillantemente" è risolto col montaggio nello stesso frame di più foto, magari una leggermente ingrandita rispetto alle altre (effect control/scale) e sovrapposizione di più tracce video, o semplicemente foto diverse.

Verso la fine TRE, max QUATTRO effetti di morphing a descrivere la trasformazione di Dafne in albero, l'allungarsi in rami delle dita, il crescere della corteccia.

Titoli di coda.

 

La promessa meraviglia sarebbe stata questo movimento che anima la statua, grande intuizione visto che il barocco, anzichè fermare l'istante, raccontava il movimento dell'azione, guarda un po' COME IL CINEMA !!!!

Un noto critico cinematografico gridava alla genialità.

MA MI FACCIA IL PIACERE !!!!!!!

 

Stabilito che chiunque abbia annusato un po' di storia dell'arte a scuola sa che il movimento è il carattere intimo del barocco e che il cinema è per definizione movimento, salvando il barocco, Bernini, la statua che è di una bellezza da togliere il fiato e che le foto hanno restituito magnificamente.... salvando il cinema e salvando le buone intenzioni degli organizzatori...

a me il corto è sembrato una banale sovrapposizione di musica in stile romano antico (come quella dell'Eneide o del RMK di Quo vadis), poesia latina e opera barocca che un mito dell'antichità ha raccontato. Tanto più che è noto e lo hanno anche ricordato: Bernini si è ispirato proprio ad Ovidio.

Cioè, per dirla in chiaro: mi sembra proprio una gran cazzata, ben confezionata, bellissime foto... ma concettualmente non originale e tecnicamente senza nessuna invenzione visiva (il noto critico diceva che non è possibile perchè sono andati a farlo in Germania - si sa, come fanno le cose i tedeschi... quando la finiremo di essere provinciali !!! E dire che siamo a Roma)

L'unica cosa geniale è stato il montaggio con rotazione e analoga rotazione del videoproiettore.

Chissà se hanno fatto così anche al Festival.... ? 

 

Ah, già. E gli occhialetti?

Uahuahuah... servono a guardare le sSEI foto in 3D del cofanetto.

Tra i testi una frase (diciotto parole) di Mario Monicelli che siccome era veramente un grande, non si negava a nessuno.

 

Vedere per credere come si impacchetta bene una cosa carina con troppe pretese di video-arte e linguaggio cinematografico e intuizioni concettuali alte. simili.

Non dico che non sia un prodotto "colto", attenzione, lo è senza dubbio, perfetto a fini didattici per tutte le età dalla giovinezza in avanti.

Ma da un punto di vista del prodotto in se, parlando dal punto di vista visivo e di linguaggio, non è originale nè innovativo. Un ragazzo del liceo sa realizzare cose simili, forse visivamente un po' più pasticciate ma del tutto simili (questione di software). Sono fatti meglio i documentari di Alberto Angela...

Forse la questione è tutta qui: l'autore, i musicisti, probabilmente il fotografo, forse il montatore, il sovrintendente, il discendente berniniano, gli organizzatori, il noto critico, il pubblico... tutti "adulti".

Anche io, certo, ma io... eh eh... sono come

 

fiore di cactus :)

 

 

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