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A PROPOSITO DI SCHMIDT

di Alexander Payne

con Jack Nicholson, Kathy Bates

USA - 2002 - 125'

 

Warren Schmidt è un irriducibile misantropo fino al giorno in cui va in pensione e subito dopo accade che muoia la moglie e allora, dopo aver fallito il tentativo di convincere la figlia a tornare a casa, decide prima di andarsene un po' in giro ma non sarà un viaggio felice: non troverà riscontri e scoprirà perfino che la moglie lo aveva tradito con il suo migliore amico.

Warren troverà conforto solo nelle lettere al bambino nigeriano che ha adottato a distanza, con cui si confida e  che alla fine gli manderà un disegno. L'escamotage funziona sul piano della narrazione per raccontare le sfumature del personaggio e la voce fuori campo è una buona scelta di regia.

 

Film malinconico dove il regista conferma ancora una volta la bontà della definizione che hanno dato di lui: il neorealista del cinema americano.

Forse il personaggio non consente a Jack Nicolson le gigionerie a cui siamo abituati ma c'è la straordinaria mimica della scena al pranzoi di matrimonio della figlia: un pezzo da far studiare agli allievi di recitazione.

 

Quello che però è da sottolineare è la particolare qualità del cinema americano di trovare ruoli per i propri attori anche se sono "anziani": il cinema americano non li abbandona e, perchè no, attira nello stesso tempo un target che così riesce a continuare a identificarsi nei personaggi.

 

fiore di cactus :)

 

 

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