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AVANTI C'E' POSTO

di Mario Bonnard

con Adriana Benetti, Aldo Fabrizi, Andrea Checchi, Virgilio Riento

Italia - 1942 - 83'

 

Cesare fa il bigliettaio sul filobus. Quella mattina Rosella viene derubata ed un grosso guaio perchè i soldi erano quelli che i signori dove presta servizio le avevano affidato per pagare l'affitto al padrone di casa. E non può tornare in paese perchè non ha più nessuno. Cesare si intenerisce, la accompagna dai padroni e constatato che sono persone davvero dure e senza cuore, la porta con se e la aiuta a trovare un novo lavoro. E se ne innamora. Ma Rosella conosce Bruno, conducente del filobus e amico di Cesare, bel tipo, finora cinico. E tra i due nasce un grande amore. A Cesare non resta altro che accompagnare Rosella a salutare Bruno che sta partendo per la guerra in Africa.

 

E' questa partenza l'unico accenno alla guerra che, fino al 1942, non aveva ancora toccato il territorio italiano.

E segnaliamo una curiosità: è la prima volta che in un film che non sia di regime, che qualcuno fa il saluto romano (lo fa Fabrizi al commissario)

 

Il film è uno scorcio del centro storico di Roma, abitato dalle classi popolari: Fabrizi ripete più di una volta, che abita in via del Pellegrino

La sceneggiatura è firmata da Zavattini e, anche nell'ambito di un film sentimentale, il profumo del neorealismo si comincia a sentire, come d'altra parte si sentirà l'anno dopo in Campo de' Fiori, diretto dallo stesso Bonnard. Va detto, a proposito, che questi due furono i film che lanciarono sullo schermo Aldo Fabrizi, figlio di una donna con un banco di frutta a Campo de' Fiori e già apprezzato attore di varietà ma nei limiti di un contesto molto regionale.

Profumo di neorealismo che si sente anche in Ossessione di Luchino Visconti, girato sempre nel 1942. Questo a dimostrazione del fatto che i grandi fenomeni culturali, anche se la nascita non è frutto di convenzione, sono tuttavia maturati in un clima e in una sensibilità che hanno fatto da terreno di coltura.

 

Parlando di location, anche in questo film c'è tanto "trasparente" delle strade di Roma che scorrono dietro i finestrini del filobus. Anche qui la chicca della Stazione Termini nel suo aspetto inizi '900.

 

 

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