TV fiction e non solo

 

BARABBA

di Roger Young

con Billy Zane, Cristiana Capotondi, Filippo Nigro, Anna Valle, Marco Foschi, Valentina Carnelluti

USA, Italia - 2012 - 180' in due puntate

 

Tempi di remake. Stavolta tocca a Barabba che già nel 1962 ci era stato restituito da un potentissimo Antony Queen in una produzione anche all'epoca Italia/USA, anche all'epoca con la regia di uno statunitense.

Stavolta però, anche per coprire, diciamocelo, le tre ore di film, il racconto comincia prima e conosciamo meglio Barabba prima di Gesù. Nulla che non sapessimo, era ladro, duro, disilluso e... cattivo?.... possiamo dire cattivo? Con un'unica luce: Ester, delicata fanciulla che, anticipando la sindrome di Stoccolma, si innamora del bruto che se l'è comprata nel bordello dove faceva la serva.

C'è da dire che Ester-Cristiana Capotondi, non è che abbia tutti i torti: non solo inspiegabilmente il bruto non la brutalizza appena lei mormora di peccato ma il suddetto è quel grandissimo figone di Billy Zane, il fetente fidanzato di Titanic, il Marcantonio (sì, proprio un Marcantonio) di Cleopatra in un'altra miniserie TV.

Non so se la fortuna di Zane come attore è partita da una vaga somiglianza con il divino Marlon Brando (che difatti Zane un po' imita) ma di sicuro è un attore potente e non solo per il fisico (che adesso si è un po' deliziosamente appesantito). Questo suo Barabba, tutto sommato, a 50 anni di distanza, non sfigura con quello di Queen.

Ha detto: “La storia di BARABBA mi ha attratto perchè ruota attorno a un personaggio che fa le domande che tutti si fanno. Chi era Gesù? Era veramente il figlio di Dio? Perché è morto? Perché dovrei credere in lui? Perché è morto al mio posto?”.

 

Molto gradevole il Pilato di Filippo Nigro, anche lui bravo attore che aspettiamo di vedere non più comprimario. A proposito di Pilato vale la pena di notare che gire e rigira, di lui si parla e sulla sua figura si ragiona, più di quanto non si creda: Barabba, L'inchiesta di Damiano Damiani, il bellissimo Secondo Ponzio Pilato di Gigi Magni...

Delicata Cristiana Capotondi, brava ma con voce fastidiosa che ancora non si decide a modulare diversamente Anna Valle nella parte della tormentata Claudia moglie di Pilato.

Sorpresa: Marco Foschi (che abbiamo lasciato scienziato ecologista ne L'isola di Negrin) nella parte di Gesù: è bravo e ha anche il fisico vagamente cadente giusto e non è nemmeno iconoclasticamente ed erroneamente biondo-occhi azzurri ma a latere scatta la riflessione che evidentemente la figura del Cristo non è più un tabù.

 

Location ovviamente tunisine: che bravi sono stati a capire che il territorio si presta non sol a tutte le cinematografiche dissertazioni su Antico e Nuovo Testamento ma anche ai vintage siciliani e a inventarsi opportune case di produzione.

 

E' stato già trasmesso in USA: criticato per la pronuncia scorretta degli attori italiani che per ragioni di produzione e di successiva distribuzione, hanno dovuto recitare in inglese e si sono poi dovuti doppiare i italiano. Che sciocchezza. In questo noi italiani siamo più bravi, doppiamo gli stranieri e ciccia. Sarebbe stato, infatti, molto più semplice e pulito far recitare i nostri in italiano e poi doppiarli in inglese. Ma gli americani il doppiaggio non lo sanno fare. E allora si tenessero la pronuncia non perfetta. Che per caso sono convinti che un attore americano recitando in italiano sarebbe più bravo? Ma non diciamo fesserie.

 

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