film

 

BEN HUR

di William Wyler

con Charlton Heston, Stephen Boyd, Haya Harareet, Jack Hawkins, Hugh Griffith, Martha Scott, Cathy O'Donnell
USA - 1959 - 212'

 

Fin dai titoli di testa, la Creazione di Adamo di Michelangelo per la cappella Sistina, è chiaro che il film punta molto in alto. Ed è, infatti, uno dei più grandi film della storia di Hollywood, uno dei più costosi e ambiziosi.

 

In estrema sintesi  (tanto lo abbiamo visto tutti e chi non lo ha fatto perchè giovane, corra a vederlo), Ben Hur è un giovane principe giudeo amico del coetaneo Messala con cui è cresciuto insieme. Ma quando Messala diventa comandante della guarnigione di Gerusalemme e Ben Hur si rifiuta di rivelargli i nomi di chi si oppone a Roma, l'amicizia si rompe con risvolti tragici: con la scusa di un incidente (dal tetto della casa degli Hur è caduta una tegola) spacciato ad arte per attentato al nuovo governatore della Palestina, Ben Hur viene condannato alle galee a vita, madre e sorella incarcerate, i beni della famiglia dispersi. Ma Ben Hur è forte, sopravvive, salva in battaglia un comandante romano che lo affranca e lo adotta. Così Ben Hur, diventato romano, torna libero in Palestina: la vendetta su Messala è tanto più grande e desiderata perchè scopre che madre e sorella non sono morte ma lebbrose per i lunghi anni di carcere. E la vendetta si consumerà nel circo, nella corsa delle bighe dove non c'è legge e non ci sono regole e Mesala muore.

Alla fine sarà Gesù, che Ben Hur aveva incontrato una volta, a mondare le donne dalla lebbra mentre lo guardano morire sulla croce.

 

Dal punto di vista narrativo, Gesù non sembra un vero personaggio ma il film, attraverso i temi della scoperta del perdono e della misericordia, svela la sua funzione cristologica.

 

I nodi della drammaturga classica occidentale ci sono tutti: l'amicizia che si trasforma in odio per questioni di politica e di potere, la vendetta dell'uomo virtuoso ingiustamente condannato, i legami familiari che resistono al tempo. E dentro questo, Ben Hur evolve n un doppio salto: da virtuoso diventa vendicativo e poi misericordioso.

 

Ma vediamo la produzione.

Nel 1958 la Metro-Goldwyn-Mayer era sull'orlo della bancarotta e, per salvarsi, chiese al produttore Sam Zimbalist di realizzare una trasposizione cinematografica del romanzo Ben-Hur, scritto dall'eroe della guerra di secessione Lew Wallace.  Zimbalist affidò la regia del progetto a William Wyler, che aveva già firmato Vacanze romane (1954). Gli fu offerto un ingaggio di un milione di dollari: mai nessun regista era stato pagato così tanto. La produzione partì quindi per Roma per andare a girare negli stabilimenti cinematografici di Cinecittà, cosa questa ce ci deve rendere fieri, un magnifico fiore all'occhiello per il cinema italiano.

Il casting

Per la parte di Giuda Ben-Hur la MGM voleva Paul Newman, ma lui rifiutò. Allora vennero presi in considerazione Marlon Brando, Burt Lancaster, Rock Hudson e Kirk Douglas. Quest'ultimo voleva interpretare a tutti i costi Ben-Hur, ma Wyler voleva che facesse Messala. Allora Douglas decise di vendicarsi diventando produttore esecutivo ed attore protagonista del celeberrimo film Spartacus.
Alla fine Wyler scelse Charlton Heston che aveva già lavorato con lui ne Il grande paese.

Per la parte di Messala fu fatto un provino a Leslie Nielsen, futura star del cinema comico. Infne la parte fu data all' irlandese Stephen Boyd, ma c'era un problema: Wyler voleva un attore con gli occhi castani perché la maggior parte degli interpreti aveva occhi blu. E Boyd fu costretto a usare le lenti a contatto.

 

Girato in cinemascope, il formato "panoramico" inventato sei anni prima con La tunica, formato che rende inequivocabile il luogo per cui è stato concepito: il cinema (ogni passaggio televisivo risulta inevitabilmente sacrificato). A proposito di televisione,  prima dell'avvento delle TV commerciali, l film usciva regolarmente a Pasqua, nelle sale di Prima visione Italiane, con lo slogan "Il film che non vedrete mai in TV"


I set

La corsa in cui Messala rimane ucciso è passata alla storia come corsa delle bighe, ma in realtà i carri in gara sono delle quadrighe trainate da quattro cavalli, come si vede nel film, mentre la biga era trainata da due soli cavalli.

Per realizzarla fu costruito un circo; sullo sfondo, dove si sarebbe vista la periferia di Roma, fu usato un grande dipinto con una città antica e delle rupi.

Per girare la corsa delle quadrighe furono utilizzate molte controfigure e manichini: il soldato e gli altri concorrenti della corsa che vengono schiacciati dai carri non sono altro che manichini.

Responsabile, anche se non accreditato, della troupe della seconda unità che curò la scena della corsa, fu Mario Soldati


Per la scena della battaglia navale, pr evitare problemi e rischi agli attori il responsabile degli effetti speciali della MGM realizzò una grande insieme ad enormi modellini delle galee romane che si muovevano su guide messe sott'acqua.

 


Per costruire i set 
furono impiegati:

40.000 tonnellate di sabbia del Mar Mediterraneo
500 tonnellate di stucco
1100 metri di legname
400 chilometri di tubature

 

 
La troupe americana era composta da 125 o 130 persone. Come consulenti storici Gore Vidal portò sui luoghi delle riprese alcuni archeologi inglesi. I costumi indossati dagli attori erano stati trattati in Inghilterra ed erano presenti 100 cucitrici, armaioli e conciatori per curare gli abbigliamenti.
 

11 oscar

Miglior film a Sam Zimbalist
Migliore regia a William Wyler
Miglior attore protagonista a Charlton Heston
Miglior attore non protagonista a Hugh Griffith
Migliore fotografia a Robert Surtees
Migliore scenografia a William A. Horning, Edward C. Carfagno e Hugh Hunt
Miglior montaggio a Ralph E. Winters e John D. Dunning
Migliori costumi a Elizabeth Haffenden
Miglior sonoro a Franklin Milton
Migliori effetti speciali a A. Arnold Gillespie, Robert MacDonald e Milo B. Lory
Miglior colonna sonora a Miklós Rózsa

 

Insieme a Titanic (1997) e Il Ritorno del Re (2003), è il film più premiato. Ha mantenuto il record in solitaria per 38 anni, fino all'uscita di Titanic nel 1997.

 

Venne presentato fuori concorso al Festival di Cannes 1960.

 

Curiosità

George Lucas, storico regista e produttore della saga di Guerre stellari, in un'intervista dichiarò che per realizzare la corsa dei podracers del film La minaccia fantasma, si è ispirato alla celebre corsa delle quadrighe tra Ben Hur e Messala.


Angelo Lombardi ha aiutato la produzione come consulente quando servivano animali.


Uno degli aiuto-registi di William Wyler era un giovane e sconosciuto Sergio Leone.


Uno degli schiavi quando Ben Hur viene portato a Tiro per imbarcarsi sulla galea da guerra è interpretato da Lando Buzzanca in una delle sue prime apparizioni cinematografiche.


Uno degli uomini presenti nelle terme quando lo sceicco scommette con Messala è un giovanissimo Giuliano Gemma, che compare pure - sempre al fianco di Messala - quando Ben Hur minaccia il suo ex migliore amico con una lancia, prima di essere mandato alle galee.


Nelle scene dove si vede il volto di Gesù (Claude Heater), sempre in campo lungo e medio, i lineamenti del viso sono oscurati artificialmente, per non incappare nella censura ecclesiastica.


Nella versione originale del film, il protagonista viene sempre chiamato Giuda. Nella versione italiana, forse per timore che potesse essere identificato con Giuda Iscariota, viene sempre chiamato col titolo del film. Quando si presenta ad altre persone, o viene a sua volta presentato o citato, viene chiamato Giuda Ben-Hur. È chiamato Giuda solo una volta, quando Messala lo apostrofa prima della corsa con le quadrighe dicendogli: «È il nostro giorno Giuda. È fra di noi ora!»
 

fiore di cactus :)

 

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