film

BENVENUTI AL SUD

di  Luca Miniero

con Claudio Bisio, Alessandro Siani, Angela Finocchiaro, Valentina Lodovini

Italia - 2010 - 102'

Remake di "Giù al nord" di Dany Boon, commedia francese del 2009 che aveva trionfato al botteghino diventando subito un caso.

E francamente non ho capito questo remake italiano, ad un anno di distanza, ambientato nella provincia napoletana e che non solo ripercorre fedelmente la stessa sceneggiatura del film francese ma mi è sembrato (e spero di sbagliarmi) le stesse inquadrature.

 

Non è che questo italiano sia un brutto film; Bisio è bravo, irresistibile come sempre Angela Finocchiaro, confermata le capacità di Valentina Lodovini che qui recita in napoletano ed è credibile. Ma... chi ha visto prima il film di Dany Boon non può che restare freddino.

La storia è quella di un piccolo funzionario delle poste che cerca di essere trasferito in una sede prestigiosa (da Parigi al mare di Marsiglia il francese, dalla provincia brianzola a Milano il nostro) fingendosi disabile. Ma essendo un arruffone viene subito scoperto e destinato nel posto peggiore che si possa immagina: al "Nord", la zona di Calais per il francese, in un piccolo paesino del Cilento  (provincia di Salerno). E questo da il via a tutta una serie di situazioni comiche tutte giocate sui pre-giudizi; la lingua, il cibo, il modo di vivere. Tutto fedelmente traslato dalla Francia all'Italia: i formaggi puzzolenti di Calais diventano mozzarelle di bufala, gli alcoolici e la birra diventano caffè e limoncello.

E poi c'è la lingua.

Ed è proprio sulla lingua che si apre il divario fra i due film che rende l'originale francese un caso unico e il remake italiano un po' scontato a prescindere.

Dany Boon parte da una discriminante tutta parigina verso il modo di parlare della zona di Calais che è considerata particolarmente goffa e sgradevole, tanto che pare sia la lingua a generare la goffaggine e la primitività degli stessi abitanti. In Italia di queste discriminanti ne esistono mille, specie nei confronti di tutti gli accenti meridionali ma, grazie alla commedia all'italiana, da oltre 50 anni sono state talmente ascoltate e usate a fini di comicità che la cosa non costituisce novità alcuna. Senza contare che la lingua napoletana è un caso a parte e non mi voglio nemmeno dilungare sull'ovvio.

I pregiudizi in Italia sono altri e infatti il personaggio è un leghista.

E alla debolezza di una sceneggiatura che ricalca l'altra in una situazione linguistica dai presupposti diversi si aggiunge l'ovvietà del leghista al sud che scopre (thò!) che anche qui si può stare bene.

 

Mi sento di condividere l'opinione di mymovies: anche per ridicolizzare le cose stupide di casa nostra dobbiamo importare i modelli da un altro paese.

 

fiore di cactus :)

 

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