dai giornali

Il film di Ang Lee trasmesso ieri sera senza le scene d'amore fra i cowboy omosessuali.
Protestano le associazioni gay. Marano: "E' stata una pura casualità"
"Brokeback" censurato, è polemica
RaiDue: "Andrà in onda senza tagli"

 
Li hanno definiti "tagli da censura anni Cinquanta". Una protesta tale da costringere il direttore di RaiDue, Antonio Marano, a fare marcia indietro, spiegare che si è trattato di una causualità e che il film verrà mandato di nuovo in onda ma in versione integrale. Motivo del contendere, I segreti di Brokeback Mountain, pellicola diretta da Ang Lee e tratta dall'omonimo racconto premio Pulitzer di Anne Proulx, storia d'amore omosessuale fra due cowboy. Un film che tanto fece discutere ai tempi della sua uscita nelle sale, nel 2006 (con divieto ai minori di 14 anni, poi eliminato con revisione ministeriale il 22 maggio del 2007), per il clamore suscitato dalle sequenze in cui i protagonisti si scambiano effusioni.

Ebbene il film, vincitore del Leone d'oro a Venezia, di tre Oscar (fra le nomination c'era anche quella per Heath Ledger, morto prematuramente lo scorso gennaio) e di quattro Golden Globe, è andato in onda ieri sera su RaiDue ma nella versione tagliata delle sequenze giudicate più "imbarazzanti", con coro di protesta delle associazioni omosessuali, e non solo, che hanno chiesto lumi sia al direttore della rete, Antonio Marano, che al presidente della Rai, Claudio Petruccioli.

"Chi si è permesso di pensare che il pubblico adulto non avrebbe potuto sopportare baci ed effusioni tra due uomini, e di stravolgere la trama trasformando una grande passione in amicizia?", ha detto Aurelio Mancuso, presidente nazionale dell'Arcigay, chiedendo l'intervento della commissione di Vigilanza Rai "perché il servizio pubblico non può in alcun modo favorire l'omofobia dilagante in questo paese". Solidale con l'Arcigay è l'Aduc, l'Associazione diritti utenti e consumatori, che ha parlato di "censura indegna anche se non sorprendente, che non offende solo l'arte cinematografica e chi ha a cuore i diritti civili ma tutti quei contribuenti che continuano a pagare una tassa per tenere in vita questa indegna tv di Stato".

Anche l'onorevole Franco Grillini, presidente di Gaynet, ha chiesto alla Rai di rimandare in onda il film. Sottolineando che "emozionano proprio le scene di affetto che RaiDue ha brutalmente tagliato", e come il fatto che "la tv di Stato, cioè il servizio pubblico, censuri un film vincitore di un Festival di Stato, rappresenti già di per sé un'assurdità". Sulla stessa linea Benedetto Della Vedova, presidente dei Riformatori Liberali e deputato Pdl: "Se la censura non è stata motivata dalla natura 'hard' delle scene, ma dalla natura omosessuale della relazione rappresentata, usciremmo dai confini del grottesco e entreremmo in quelli dell'accanimento discriminatorio".

Tra le proteste anche quella del Circolo omosessuale Mario Mieli, che all'epoca si battè contro il divieto ai minori: "Censurare - rileva una nota - è meglio che mostrare la realtà, questo avranno pensato nei corridoi di RaiDue. Tagliando la scena del bacio e l'unica scena di sesso per altro non esplicito ma reso 'immaginabile', si è annullata la dimensione affettiva e emotiva che il regista aveva portato sullo schermo con delicatezza e bellezza. RaiDue ha mostrato la sua anima bigotta".

A dare la notizia del dietrofront di RaiDue è stata Vladimir Luxuria, vincitrice dell'ultima edizione dell'Isola dei famosi, in onda proprio sulla rete diretta da Marano. "L'ho sentito per chiedergli cos'era successo. Mi sembravano troppo strani questi tagli, dopo che la scorsa settimana era andato in onda senza tagli Transamerica e anche dopo la mia partecipazione all'Isola - ha spiegato - lui mi ha detto che il taglio non è dipeso dalla rete e che il film è arrivato a RaiDue già tagliato. Per questo ha preso l'impegno di rimandarlo in onda integrale. Far vedere un film che ha vinto il Leone d'oro a Venezia e 4 Premi Oscar con quei tagli è come far veder la Gioconda senza testa".

Nessuna censura, preciserà più tardi la nota della Rai: "Una serie di casualità ha impedito la messa in onda della versione originale. La Rai ha comprato i diritti del film tramite Rai Cinema. Per un'eventuale trasmissione senza vincoli di orario, è stato chiesto alla società Bim, che l'ha distribuito nelle sale, il visto censura. In seguito a tale richiesta, il distributore ha consegnato la copia che aveva ottenuto il visto, mentre non è stato sollecitato l'invio contestuale della versione integrale. Pertanto - continua la nota - quando RaiDue ha deciso di trasmettere il film ha ritenuto di utilizzare la versione integrale non verificando sul terminale che la versione in possesso della Rai era quella che aveva ottenuto il visto censura per la trasmissione senza vincoli di orario". Il direttore di RaiDue, dunque, "ha preso l'impegno di mettere in programmazione la replica del film nella versione cinematografica senza tagli".


(Repubblica - 9 dicembre 2008)

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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