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BRONTE - Florestano Vancini - 1972 - Italia,Capodistria - 116'

 

Tratto dalla novella "Libertā" di Giovanni Verga, il film racconta, come dice il sottotitolo. la "cronaca di un massacro che i libri di storia non hanno raccontato".

Nel 1860, all'arrivo di Garibaldi, la Sicilia insorge e a Bronte la rivolta assume connotati violenti: istigati dal brigante Calogero Gasparazzo (Stojan Arandjelovic), i rivoltosi massacrano tutti i notabili del paese, quindici persone, anche se di fede liberale. E' la razione violenta di chi ha subito per molto tempo.

 

Garibaldi invia Nino Bixio (Mariano Rigillo) a riportare l'ordine e la cosa si conclude con il processo sommario a cinque uomini ritenuti i capi, tra cui l'avvocato Nicola Lombardo (Ivo Garrani) che era l'unico moderato a riuscire a dialogare con tutti, briganti, notabili e militari.

Bixio nel film esprime tutto il suo disprezzo per il popolo di Bornte che definisce "canaglia" e in generale per i siciliani che definisce vigliacchi.

E' una cultura troppo distante dalla sua, non riesce a capirli; qualcuno lo ha definito l'uomo peggiore che Garibaldi poteva inviare a Bronte; o, a seconda dei punti di vista, il migliore, visto che si trattava anche di difendere  la ducea dei Nelson, proprietari inglesi del territorio di Bronte.

 

Verga nella sua novella non aveva indicato ne' il luogo nč il tempo, Vancini invece procede con l'intenzione di una accurata ricostruzione storica di un fatto che era stato oscurato per non interferire con il mito garibaldino e attinge a documenti tra cui gli "Atti del processo di Bronte del 1860", le "Lettere garibaldine" di Ipolito Nievo e  le "Notarelle di uno dei Mille di Giuseppe Cesare Abba", che aveva partecipato alla spedizione a Bronte di Nino Bixio, praticamente un testimone oculare. 

Alla sceneggiatura collabora anche Leonardo Sciascia, l'unica volta che lo scrittore lavorerā ad un film.

 

Il film si apre con una dolorissima scena in cui un padre e un figlio vengono frustati a sangue perchč scoperti a rubare legna: secoli di dolore che č all'origine della violenza che sta per scoppiare nel paese.

 

Il film č girato con canoni neorealisti (come d'altra parte realista era la novella di Verga). Per restituire l'atmosfera della Bronte di metā 800, il film č stato girato in un paesino istriano abbandonato dopo l'annessione alla Jugoslavia.

Grande attenzione alla lingua siciliana e ai costumi.

Un uso della macchina "oggettivo" che segue spesso molto da vicino i personaggi fino quasi ad essere travolta nelle scene della rivolta.

Particolare la colonna sonora di Egisto Macchi: una parte diegetica (dell'ambiente) con canti popolari e una parte extradiegetica dove a tratti ci sono addirittura note che sembrano venire da un western all'italiana (lo scacciapensieri come nota secca e di forte tensione emotiva)


La pellicola č stata restaurata nel 2002  a trenta anni dall'uscita del film.

 


 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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