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CATERINA VA IN CITTA' - di Paolo Virzì - con Alice Teghil, Sergio Castellitto, Margherita Bui, Claudio Amendola, Flavio Bucci - 2003 - Italia - 90'

Caterina è decisamente spaesata, come la madre. Il padre invece, affetto da uno straordinario disprezzo per la mediocrità e per la provincia, è più che felice di essere finalmente a Roma, di iscrivere la figlia alla migliore scuola media (per i non romani, il "Viscontino", quella che porta poi al miglior liceo classico), frequentata storicamente da i rampolli di papaveri destinati a diventare papaveri a loro volta; è felicissimo che Caterina diventi amica della figlia di...

Caterina passa dall'amica di sinistra all'amica di destra, passa da una casa di intellettuali alla villa e all'autista del sottosegretario. Le definizioni di "destra e sinistra" date dai ragazzi sembrano il ribaltamento del mondo: quelli di sinistra non lavorano perché sono tutti intellettuali, avvocati, attori...quelli di destra sono poveri e senza lavoro". Un po' stereotipato magari, ma in un recente programma di RAI educational, un gruppo di giovanissimi ha dato più o meno la stessa definizione.

Comunque, sballottata da uno stereotipo all'altro, Caterina, con la sua aria di paese, si chiede dove sia io suo vero "io".

Il mondo dei tredicenni (ricchi) che lei riesce a toccare è veloce, fatto di musica altissima, di corse. Le famiglie sono spaccate, assenti, patinate. Riprese veloci, montaggio veloce, recitazione sincopata, sia negli urli di Castellitto che nelle battute smozzicate della Buy e nei sorrisi disarmati di Caterina. Tanto che tutti ci sembrano francamente insopportabili, anche se comprendiamo bene che tutto è volutamente sopra le righe nel senso dell'ironia.

Ma la regia è buona (una buona regia), succede qualcosa che, come nelle buone scritture, segna una svolta nella vicenda: il padre viene sospeso dall'insegnamento in seguito ad un eccesso di "opinione" al Costanzo. E Caterina scopre che le "amiche" la considerano in fondo una poveretta senza speranza: lei non è del loro mondo.

tutti finiranno per trovare una loro soluzione, soprattutto le spaesate, madre e figlia, saranno quelle che troveranno, come in ogni buona scrittura, una loro ipotesi di equilibrio. Ci piacciono e ci piace tanto questa Caterina ancora paffutella, con i vestiti, i gusti, lo sguardo, il linguaggio di paese appena fuori Roma.

 

 

 

 

 


 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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