cia

 

                                                                                                                                                                     

                                                                                                                                                                  film

 

CENERENTOLA

di Kenneth Branagh

con Lily James, Richard Madden, Cate Blanchett, Helena Bonham Carter

USA -  2015 - 105' 

 

Sì, mi è piaciuto. E lo dico per fugare ogni possibile dubbio che possa scaturire da quanto dirò qui a seguire che è una elucubrazione intellettualoide e che potrebbe far pensare che critico questa (ennesima?) edizione della favola prima napoletana, poi rimasticata da Perrault....poi dai Grimm...

No. Il film mi è piaciuto.

 

E veniamo alla barbosa intellettuale riflessione.

Curioso che il cinema da un paio di anni (e appresso al cinema le fiction televisive) realizzi action movie dai noti cartoni animati Disney che a loro volta per decenni e decenni, hanno realizzato capolavori dalle più famose fiabe.

Certo, senza lo zampino della computer grafica non sarebbe stato possibile perchè, con tutto il rispetto per il cinema "concettuale", la magia delle favole è stata possibile sono con la magia dell'animazione che tutto, anche l'impossibile, può disegnare e muovere.

Certo i produttori hanno visto una sana e giusta possibilità di rientro: le favole sono immortali, come i miti e quindi tutti andranno a vederle perchè tutti vogliamo ascoltare ancora quel racconto prima di dormire.

Certo il regista ha calcolato tutto questo.

Però niente mi leva dalla testa che tutto questo arriva in un secondo momento. Che il desiderio di fare il film in prima battuta non ha niente a che vedere con la committenza, con la ricaduta nelle sale... perchè se il cinema è un'arte (e lo è), al regista il desiderio di fare quel film è un attimo, un lampo, paradossalmente un processo intuitivo a-temporale (il cinema è narrazione  temporale del movimento) che solo n un secondo momento diventa percorso di sceneggiatura, ricerca del produttore, realizzazione e dove metto la macchina da presa  eccetera eccetera eccetera...

Forse accade in sogno, forse dalla frase o dal sorriso di un figlio piccolo, forse dalle chiacchiere intorno ad una birra, forse in autostrada o in metropolitana... forse guadando il mare... o leggendo qualcosa dentro un libro...

Vai a capirlo!

Di sicuro Kennet Branagh da una parte ha fatto in generale una consueta rilettura della favola come siamo abituati a vedere e dall'altra ha inserito un elemento molto interessante (anche se non nuovo per la Disney): i due innamorati che dopo le conosciute traversie coroneranno il loro sogno, stavolta si sono incontrati prima, nel bosco, nascondendo lui la propria identità, esattamente come ne "La bella addormentata" della Disney del 1950 (bell'omaggio, BRAVO'). Non devono conoscersi ma ri-conoscersi, confermare il loro sentimento d'amore.

 

Il resto è scontato da dire: belli i topini veri animati e non parlanti (peccato), bellissima la matrigna, bellissimo e giustamente eccessivo il vestito anche se troppo azzurro rispetto al "color del cielo", tenera e surreale la fata madrina che sembra venire dritta dritta dai film di Tim Burton, bietolone il principe azzurro.

 

Prego notare: produzione USA e cast artistico tutto britannico.

 

 

fiore di cactus :)

 

 

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