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                                                                                                                                                                  TV

 

CHE DIO CI AIUTI  3

di Francesco Vicario

con Elena Sofia Ricci, Francesca Chillemi, Lino guanciale, Valeria Fabrizi, Neva Leoni, Cesare Kristian Favoino,

Italia- 2014 - 20 episodi / 50'

 

Azzurra e Guido tornano al convento di suor Angela. anzi, sarebbe meglio dire, inseguono il convento che nel frattempo da Modena si è spostato a Fabriano. E lo inseguono ance Nina e Margherita. Insomma, con situazioni cambiate, il gruppo delle ragazze si ricostituisce.

E subito la novità: Guido annulla il matrimonio con Azzurra e cade come una pera cotta tra le braccia di una insopportabile, antipatica nuova arrivata, Rosa la Gattamorta che Suor Angela scopre subito trattasi della sorella illegittima di Azzurra (figlia nata dalla relazione del notaio lestofante Leonardi, attualmente in carcere, con la solita segretaria poi abbandonata).

Dieci puntante sapientemente costruite e recitate intorno alla vicenda del triangolo Guido, Rosa, Azzurra  dove non si può che fare il tifo per Azzurra e scaraventare il quotidiano veleno accumulato sulla Gattamorta Rosa che è davvero davvero davvero antipatica.

 

Significa che gli sceneggiatori sono stati bravi a creare una situazione degna del clima anni '60 di Nuovo Cinema Paradiso dove il pubblico faceva rumorosamente il tifo (regressione emotivo-culturale supportata da analoghe difficoltà economiche?)

Significa che è stato bravo il regista a dirigere gli attori, soprattutto la Gattamorta Rosa che è riuscita perfino a camminare in maniera insopportabilmente finta.

Significa che il costumista e il trucco-parrucco hanno lavorato di cesello per costruire una 24enne odiosa anche se bella.

 

Tutto intorno personaggi e vicende "quotidiane" di quotidiane difficoltà con madri inadeguate, ragazzi fragili, famiglie frantumate...

 

Al di sopra di tutti la meravigliosa Elena Sofia Ricci che da anni, lei che è bella come il sole, accetta di  essere la negazione della femminilità e sta in abito da suora, senza un filo di trucco e con tutte le sue (poche) prime rughe rivelate. Ma quando una persona è grande è grande.

Lei è come Don Camillo, meglio di Don Camillo. Un mito.

 

Un unica cosa non mi torna: ma Fabriano non era la città della carta e delle cartiere? E perchè allora non c'è nemmeno un accenno, la benchè minima traccia? Le cartiere hanno chiuso (non ci credo...) e Fabriano ha bisogno di promuovere diversamente il suo territorio? (meritevole se non altro per aver dato i natali ad un mio vecchio amico... Bruno... ciao, tesoro grande)

 

fiore di cactus :)

 

 

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