dai giornali
Musica,
volti noti e tanti ricordi. Roma rende omaggio a RisiLa capitale - d'Italia, ma anche del
cinema - rende omaggio al grande Dino Risi, scomparso sabato
scorso. E lo fa non con una tradizionale camera ardente, ma
con una commemorazione in musica: amici e parenti del
regista si ritrovano alla Casa del cinema, dove il maestro
Armando Trovajoli esegue una serie di brani al pianoforte,
in ricordo dell'artista. Una esibizione seguita dai discorsi
di chi lo ha conosciuto bene.
Sulla porta dell'edificio all'interno di villa Borghese,
tutto dedicato alla settima arte, c'è la corona di fiori che
porta la firma dell'ex sindaco di Roma Walter Veltroni. Ma
la maggior parte delle persone presenti appartengono a quel
mondo di cui Risi fu un esponente di primo piano. Ci sono,
fra i tanti, Mario Monicelli, i fratelli Carlo ed Enrico
Vanzina, Sergio Castellitto, Ettore Scola, Valerio
Mastandrea, Paolo Sorrentino, Paolo Virzì, Paolo Villaggio.
E poi, naturalmente, i parenti più stretti, a cominciare dai
figli Claudio e Marco.
Nella sala Deluxe della Casa del cinema, stracolma di
ospiti, dopo l'omaggio musicale di Trovajoli parla il
fratello del regista, Nelo, che gli dedica una poesia
scritta negli anni '70 per ricordare la morte della madre
Giulia. "Ieri ho comprato un mucchio di giornali - prosegue
- anche quelli che non leggo, e ho visto che Dino è stato
trattato come un divo. Mi ha fatto impressione, non so se
gli avrebbe fatto piacere. Sicuramente un po' sì...". La
commemorazione si chiude poi con le parole del figlio Marco,
seguite da un caloroso appaluso: "Le ultime parole che mio
padre mi ha detto sono state: pensa al tuo film, e infatti
stasera devo partire per andare a girare a Napoli. Se lui
fosse qui dopo i primi interventi pieni d'emozione, non so
se ora sarebbe moltissimo a suo agio. Probabilmente direbbe,
'se fossi a casa vostra andrei a casa mia', grazie a tutti".
E naturalmente, a margine della cerimonia, fioccano i
ricordi di chi ha lavorato con lui. Monicelli, ironico come
sempre: "Eccomi qui a chiacchierare ancora una volta con
Dino e di Dino. L'ultima cosa che abbiamo fatto insieme, è
stata una sommessa su chi sarebbe morto prima. Non ricordo
però se avrebbe vinto chi moriva prima o chi dopo quindi,
chissà se ho vinto".
Ancora, Carlo Vanzina: "Sono almeno venti i film di Dino
Risi che hanno segnato la mia vita e la storia del cinema
italiano". Enrico Vanzina: "Un ricordo legato a lui? Quando
morì mio padre e mi telefonò per chiedermi se mi servisse
una sponda adulta e sicura. Ricorderò per sempre questa
telefonata". E poi, un po' controcorrente rispetto alla fama
dello scomparso, Ettore Scola: "Era solo timido e non
affatto cinico. E comunque non si celebrava mai, era il suo
modo di essere saggio".
Nel corso della commemorazione, il figlio Claudio annuncia
che le ceneri del padre verranno disperse a Murren (Berna),
dove Risi conobbe la prima moglie, Claudia Mosca.
(Repubblica 9 giugno 2008)
AMCT