cia

 

                                                                                                                                                                     

                                                                                                                                                                  film

 

COLPI DI FULMINE 

di Neri Parenti

con Chtristian De Sica, Arisa, Luisa Ranieri, Simone Barbato, Lillo e Greg.

Italia - 2012 - 104'

 

Cinepanettone "diverso".

I barbosintellettualisenzacuore hanno sciorinato il loro fiume di coltissime parole per dire che regita, produttori e attore (Christian), a fronte della crisi, hanno rivisto il modello "ricchi, adulteri e sfrontati" sempre in vacanza per il mondo per recuperare il toni e i tesori della migliore commedia e puntare sul sentimento semplice e alto dell'amore.

Vero, certo. Con divisibile (terminologia da noiosi a parte).

Peccato che non si sono accorti di altre cosucce secondo me altrettanto interessanti.

Il film è finalmente la sommatoria di chiarata di due mediometraggi, due episodi distinti e separati finalmente gestiti come tali e non più proposti in un banale montaggio alternato come succedeva da un paio d'anni.

Cioè il cinepanettone continua a non  avere forza di sceneggiatura, regista e sceneggiatori continuano a non darci un lungometraggio, un'unica storia di dignitosi 90/100 minuti. Nonostante che Christian De Sica sia un vero "mostro da pellicola (e non solo)" in grado di reggere ben oltre la canonica durata.

Comunque due episodi ben scritti che, fra l'altro, riportano alla vecchia e - in molti cinema - mai dismessa scansione "primo e secondo tempo".

 

Ai "barbosi" è totalmente sfuggita la tenera citazione di Christian finto prete per necessità di nascondersi: esattamente come il padre Vittorio ne I due marescialli, a.D. 1961, di Sergio Corbucci. Ma chissà se lo hanno mai visto...

 

Poi c'è una Roma che non è Roma.

Non tanto il primo episodio dove di Roma c'è solo una classica inquadratura dal Gianicolo, quello di C. De Sica che è dichiaratamente ambientato in Trentino ... E qui si potrebbe aprire la riflessione che questo paesino a ridosso delle stesse Dolomiti, non è però lo scenario patinato della Cortina di tante Vacanze di Natale ma ricorda situazioni alla Don Camillo.

Quanto il secondo episodio, dichiaratamente invece ambientato a Roma e fra l'altro negli ambienti del Vaticano. E invece, a parte inquadrature di riempimento sul cupolone, anche questo episodio è stato girato in Trentino tranne un paio di interni che sono uno a Caprarola (Palazzo Farnese, salone del mappamondo) e l'altro Villa Mondragone a Monte Porzio Catone. Ma per queste due ultime location è normale, nessun regista gira davvero, ovviamente, nei palazzi vaticani. 

Più strano il resto ma evidentemente la Film Commission del Trentino Alto-Adige, come altre di varie regioni , prima fra tutte la Puglia, offre condizioni vantaggiose rispetto all'occupazione di suolo pubblico e così facendo non solo promuove il territorio ma genera indotto e crea lavoro, anche se momentaneo. Certo Roma non ha bisogno di promuoversi e Cinecittà fornisce tutto il lavoro necessario ma ... non riconoscere Roma mi fa un certo effetto.

 

 

fiore di cactus :)

 

 

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