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DERSU UZALA - Akira Kurosawa - 1975 - URSS, Giappone - 140'

Dal libro di viaggio di Vladimir K. Arseniev, capitano dell'esercito russo, che nel 1902 aveva avuto l'incarico di esplorare la zona di confine con la Manciuria. Non un turista, dunque e neanche un viaggiatore ma un esploratore per lavoro.

 

Un film di viaggio su una frontiera dove si incontrano due uomini molto diversi e lontani e ciò nonostante, forse proprio perchè su una frontiera...

 

Pieno di magia, magia che viene subito evocata all'inizio al primo accampamento che il capitano dice "sembra il luogo ideale per un sabba di streghe", ma la musica che accompagna le prime immagini della notte non è paurosa, forse inquietante all'inizio ma si scioglie presto in accenti sereni fino a sembrare la danza della fata campanellino e delle sue compagne del bosco.

E subito dopo appare Dersu Uzala.

Tutto è avvolto da un senso onirico che ci segue per tutto il film.

 

Dersu è interpretato da un attore non professionista che nella vita fa il musicolo, professione che si sente nella sequenza, poco dopo l'incontro con il capitano, quando si siede da solo vicino a fiume e canta pensando alla moglie. E sembra che un uccello notturno gli risponda e canti con lui.

 

Dersu "vive in armoniosa e religiosa simbiosi con la natura, parla col fuoco e gli animali, ma ha poco da spartire con il mito del “buon selvaggio”, dice il Morandini.

Certamente pochi film hanno saputo raccontare così la natura e il rapporto che gli uomini possono stabilire con essa. Ed è proprio la natura, insieme alla frontiera, a compere il miracolo della profonda comprensione e amicizia che si stabilisce fra Dersu e il Capitano, amicizia che in altre circostanze forse non sarebbe potuta nascere, affetto e comprensione che come tutti i sentimenti veri sopravviverà.

 

Dersu spacca il cuore. Dal modo di stringere i bordi della camicia quando gli sembra troppo chiedere un po' di pallottole, al suo stare seduto in terra davanti al fuoco anche in casa, perchè gli manca la foresta.

 

Uno dei film più belli di Akira Kurosawa, realizzato dopo un tentativo di suicidio e anni di inattività; bello, tanto che nonostante duri più di due ore, alla fine lo lasciamo come se ne volessimo ancora un po'

 

Indimenticabile la sequenza del lago ghiacciato.

 

Magnifica la colonna sonora di Isaak Shvarz, magnificamente narrativa.

E magnifici gli effetti sonori: un film pieno di uccelli, diurni e notturni, di ronzio di insetti, di vento, di scrosci di pioggia, di stivali sulla neve...

Bisogna sentirlo in cuffia, c'è perfino un picchio...

 

E, tanto per capirci, TRE direttori della fotografia

 

 

1 Premio Oscar 1976: "miglior film straniero"
1 David di Donatello 1977: "migliore regista straniero" (a Akira Kurosawa)
Gran Premio al Festival di Mosca

 

:)

 


 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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