TV - fiction e non solo

 

Christian De sica e Tim

A tutti i costi fuori dal coro?
No. Ma a me mi piace Christian De Sica. Così come Massimo Boldi non mi ha mai fato impazzire. Questo per dire che non è detto che le cose si debbano prendere in blocco.

Sarà anche che somiglia al padre...
eccoli, i gufi, i puristi, gli aristocratici del cinema: il padre era Vittorio De Sica, l'inventore insieme a Rossellini del Neorealismo, il regista di Ladri di Biciclette, uno dei tre film più visti nel mondo (gli altri sono, per la cronaca, Corazzata Potemkin e Tempi Moderni), l'uomo che ha sognato Miracolo a Milano, il nostro Maresciallo Carotenuto Antonio...
E il figlio che ha fatto? L'infinita serie di Vacanze di Natale dove c'è una parolaccia ogni tre parole.
Vero. Tutto vero. Vero, forse, anche che Christian non ha mai dato segno di rifiutare questi film per cercarsi o proporsi in ruoli diversi. Vero che non ha mai manifestato tanta nobiltà da rifiutare il denaro (tanto) che gli procurano questi film. Vero, ma vorrei vedere molti assumere tanta nobiltà. E poi vorrei citare un mio amico, Roberto Girometti, grande direttore della fotografia: io ho fatto sopratutto cinema "commerciale" e vi garantisco che il cinema, commerciale o d'autore che sia, è sempre cinema, ha sempre bisogno di grande professionalità e di grande fantasia. Che fare cinema commerciale non è più facile che fare cinema impegnato.

Personalmente un paio d'anni fa mi sono detta che non trovavo intellettualmente giusto sputare veleno sui Vanzina e le vacanze di Natale e sono andata a vedere Vacanze sul Nilo. E ci sono andata senza travestirmi per non essere riconosciuta come faceva qualcuno nella piccola città da dove vengo, quando entrava col bavero rialzato e con l'aria del cospiratore nei cinema a luci rossi a vedersi il pornazzo.
Sono andata quindi a vedere Vacanze sul Nilo e ho riso fino alle lacrime, mi sono divertita moltissimo.
Perchè De Sica ha dei tempi comici semplicemente straordinari, ritmo, mimica, recitazione. Insomma è bravo, non c'è niente da dire.
E poi è bello. Sarà anche sessualmente chiacchierato ma a me che Christian sia frocio o no, non mi importa, se fosse vero mi potrebbe dispiacere per le donne, ma parlando dell'artista non mi deve interessare.

La campagna Tim che ormai va avanti da mesi, dimostra che Christian De Sica è bravo e fa morire dal ridere anche senza parolacce.
Ve la ricordate? Era iniziata mi sembra l'estate scorsa con l'inseguimento di una ragazza da parte di un vigile,Urbano Persichetti. Lei entra in uno stabilimento in spiaggia dove c'è una festa esclusiva per i possessori di un certo telefonino.
La campagna è continuata: abbiamo visto Adriana fare jogging in città, abbiamo conosciuto il collega del vigile, conosciuto la figlia che lo sorprende a parlare con Adriana e la riprende col videofonino e la fa vedere alla madre, in primavera abbiamo conosciuto una bella tassista milanese che chiama di continuo per sapere che strada prendere, lei chiama a tutte le ore, anche di notte ed è qui che conosciamo la moglie del vigile che, naturalmente dorme con le fette di cetriolo sugli occhi.
Nel mezzo, ad ogni offerta tim, una serie di gags come quella "vado a dirigere il traffico in mutande" e si ritrova quasi arrestato esclamare "regina coeli, il famoso carcere" con un tono preso esattamente (e lo sa) dal padre, con quell'ìaccento vagamente napoletano kich.
Ed è finalmente vacanza: la tassista ha rinnovato il parla parla di Tim e lui esclama "che estate teribile che mìaspetta" E in bagno, con la vestaglia che ha gli stessi lustrini della divisa (ah ah), la moglie con tutti i capelli dritti come una pazza, in cerca di una stravagante pettinatura, gli dice "perchè terribile, ce ne stiamo un mese soli soletti" E lui, grande zampata, si gira in un inaspettato camera look e sussurra "aiutatemi". Da piegarsi in due, immediatamente. E adesso è arrivata anche la nonna: tutta la famiglia è in macchina, collega vigile compreso, stanno partendo per le vacanze "vacanze, ma è una tortura, prendi la macchina, affitta la casa, apri l'ombrello, fai la spesa" Esattamente quello che abbiamo vissuto tutti tutti le volte che volendo risparmiare, abbiamo preso in affitto una casa per scoprire che al mare stiamo facendo esattamente la ste4ssa vita che a casa e in più senza le nostre rassicuranti cose intorno. E, ciliegina, la nonna, che è Erminia di Alberto Sordi, dice o Dio ho dimenticato le pillole. Sono nella valigia sotto tutte le altre. !Aiutatemi" esclama di nuovo il nostro povero vigile.
Insomma una campagna GIUSTA. Perchè unisce un volto popolare, figlio di un regista indissolubilmente legato al neorealismo e alla commedia italiana che del neorealismo è figlia, dentro una storia in pieno stile commedia all'italiana, per storie e personaggi. Una campagna che è una miniera di colte citazioni, dal Vigile Otello Celletti, alla galanteria verso le belle dinne che era stata del Maresciallo Carotenuto Antonio, alle nonne un po' ipocondriache di Verdone, alle mogli terribili, alle figlie carine tutte dalla parte di mamma. Senza una parolaccia ovviamente, senza alcuna volgarità. Splendida. Sarebbe stata da registrare tutta.
Bravo Christian.
 

                                                                                                                               

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