film

DJANGO UNCHAINED

di Quentin Tarantino

con Jamie Foxx, Christoff Waltz, Leonardo di Caprio, Samuel L. Jackson, Kerry Washington

USA - 2013 - 165'

 

Tarantino finalmente gira un western "vero". E lo dico fra virgolette perchè condivido l'opinione di un critico che molti anni fa affermò che il cinema americano sostanzialmente gire western anche quando si tratta di gialli o fantascienza perchè non solo la struttura narrativa è sempre quella (lo scontro fra il bene e il male) ma perchè il western è la radice profonda della cultura americana, il "luogo" dove la nazione americana ritrova e celebra le sue origini. Luogo luminoso fino agli anni 70 quando anche il cinema (forse grazie al cinema) la stessa grande nazione prende atto delle proprie zone buie e cominciano ad apparire "piccoli grandi uomini" nel west e non solo. A dare una mano all'impossibilità di separare in maniera netta il bene dal male, ci si mettono gli spaghetti western, cinema molto amato da Tarantino.

Ed ecco spiegato anche il "finalmente"

Django guarda all'omonimo di Sergio Corbucci, parla di razzismo e di violenze sui negri come solo lo stile ai limiti dello splatter di Tarantino poteva fare (e molto probabilmente non ha esagerato rispetto alla storia), è uno scrigno di citazioni affettuose e omaggi tra cui:

- I titoli di testa sono con gli stessi caratteri tipografici dei titoli di testa del Django originale di Sergio Corbucci.
- , nitrisce ogni volta che il dottore dice il suo nome, come i cavalli di Frankenstein Junior aLa scena iniziale ricorda l'inizio di Spartacus di Stanley Kubrick.
- Fritz, il cavallo del dottor Schultzl nome di Frau Blücher veniva nominata.

- Il cameo di Franco Nero: era stato il protagonista del film di Corbucci. Qui recita in italiano a quando Django, dopo avere fatto lo spelling del proprio nome sottolinea che la D è muta, lui risponde "lo so":

- Tarantino nella sua solita comparsata (come Hitchcock) salta per aria come il protagonista di Giù la testa d Sergio Leone

- L'ultima battuta di Samuel L. Jackson, "figlio di..." è la stessa de Il buono il brutto il cattivo

 

E poi il sud schiavista di Via col vento ma realisticamente sporco, da tutti i punti di vista, sporco come Rossella non è mai stata nemmeno a Tara distrutta, nemmeno quando si butta su una rapa cruda.

 

Ci sono un po' di anacronismi che personalmente trovo deliziosi: le armi usate n realtà sono apparse solo dopo la guerra di secessione, gli occhiali da sole soltanto negli anni '20, non esisteva la birra alla spina, il Ku Klux Klan viene fondato solo dopo la guerra di secessione, la sonata Per Elisa sarà rappresentata per la prima volta solo nel 1867 (il film si svolge nel 1858)...

Ma chi se ne frega. Tarantino non è un ignorante, lo ha fatto apposta e poco importa il motivo.

 

Semplicemente stratosferica la recitazione.

E, avendo visto il film in lunga originale, mi chiedo come se la sia cavata soprattutto il doppiatore del dott. Schultz.

A proposito: pare che nelle sale italiane abbia incassato più la VO rispetto a quella doppiata e no mi stupisce. Non solo per un atteggiamento intellettualmente un po' aristocratico, ma perchè i dialoghi e le intonazioni di Tarantino vale proprio la pena di sentirli. Ma quella sul doppiaggio, come avrebbe detto Moustache di Irma la dolce, è un'altra storia

 

fiore di cactus :)

 

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