film

DON CAMILLO - Julien Duvivier - 1952 - Italia, Francia - 107'

 

L'azione si apre su un paese "della bassa padana" ad una delle prime elezioni, se non proprio la prima elezione, dopo la guerra. "Hanno vinto i rossi" e Peppone sta sfilando con tutta la sua sezione di comunisti verso la piazza del paese dove c'è il Municipio al suono dell'Internazionale. E Don Camillo furibondo parla con il suo Gesù Crocifisso dentro la chiesa del paese che affaccia ovviamente sulla stessa piazza.

Sulle eterne vicende di Peppone (Gino Cervi) e Don Camillo (Fernandel), fino a pochi anni prima compagni alla macchia contro i nazifascisti, si intreccia in questo primo episodio la vicenda di due giovani, la Gina del Filotti, il più ricco proprietario terriero del paese ovviamente democristiano e di Mariolino della Bruciata, figlio di uno dei più accaniti comunisti.

Peppone e Don Camillo intanto litigano per la costruzione uno della Casa del Popolo, l'altro della Città giardino per i "bambini del popolo".

 

Bellissimo l'escamotage della voce narrante fuori campo che riesce a legare tutte le piccole vicende della vita del paese: il comizio, la nascita del figlio di Peppone, la storia di Gina e Mariolino bambini, i comunisti che vanno a ripetizione dalla vecchia maestra signora Cristina perchè da amministratori "devono scrivere relazioni..."

 

Il film è ispirato (spesso molto liberamente) ad alcuni racconti (integrati con gags e nuovi episodi ideati ex-novo dagli sceneggiatori) contenuti nella raccolta Don Camillo (1948) di Giovanni Guareschi.

Con un piccolo colpo di genio, in tutte le cinque pellicole che compongono la serie, Fernandel (che solitamente nelle versioni italiane dei suoi film era doppiato dal genovese Lauro Gazzolo), fu fatto invece doppiare da Carlo Romano (1908-1975), noto anche come voce italiana di Jerry Lewis. La scelta si rivelò perfetta (Gazzolo non sarebbe stato abbastanza "sanguigno" e del resto pare non gli venisse bene la cadenza emiliano-romagnola...) e in effetti oggi non riusciremmo a concepire "Don Camillo" senza la voce di Romano.
Nella versione in inglese la voce narrante è di Orson Welles.
Gli interni della chiesa di questo episodio e dei due successivi Il ritorno di Don Camillo e Don Camillo e l'onorevole Peppone sono un set.


La versione francese presenta scene che non compaiono in quella italiana come la nascita del vitello di Filotti, ad opera di don Camillo; la scena in cui Gina e Mariolino si immergono nel fiume per uccidersi; un piccolo dialogo fra don Camillo e la Madonna. E la rissa fra Don Camillo e i "rinforzi" venuti dalla città per dar man forte agli scioperanti, che nella versione francese è più esplicita e dura di più.

 

La traduzione cinematografica, rispetto al libro, ha il merito di raccontare una vicenda in equilibrio fra comunisti e cattolici e con una voce di Gesù che la maggior parte delle volte rimprovera proprio don Camillo in nome di una giustizia dalla parte dei poveri e sfruttati.

 

Il giorno del matrimonio in paese sono tutti felici e ubriachi, volano le parole grosse, don Camillo da quell'energumeno che è, non si trattiene e viene trasferito: parte verso un paesino in montagna...


 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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