film

 

ELYSIUM

di  Neill Blomkamp

con Matt Damon, Jodie Foster, Alice Braga

USA - 2013 - 109'

 

Nel 2154 l'umanità si è divisa rigidamente in due gruppi: uno, la stragrande maggioranza, è rimasto sulla Terra diventata polverosa, sporca, sono tutti poveri, senza medicine e senza speranze, controllati da robot; gli altri, pochissimi e ricchissimi, se ne sono andati a vivere sulla base spaziale Elysium dove c'è il verde, l'aria pulita, tutte le comodità e la tecnologia per guarire da qualunque malattia, sono raffinati, tra di loro parlano spesso francese (mentre i reietti terrestri parlano spesso ispanico).

 

Un giorno un operaio con qualche precedente penale per stupide infrazioni, durante un incidente sul lavoro, resta esposto ad una quantità mortale di radiazioni e gli restano solo 5 giorni di vita. Decide così di accordarsi con una banda criminale per poter andare su Elysium a guarire portando con se la bambina terminale di leucemia della donna che ha sempre amato.

Ha un'arma potente: è riuscito a rubare e ce li ha installati in un circuito inserito nella scatola cranica, i codici per il reboot del sistema ce renderà tutti cittadini di Elysium.

 

E' dai tempi di Metropolis che il cinema si avventura nella fantascienza sociale e ragiona sulle differenze e sulle ingiustizie. Lo stesso regista ci ha regalato l'inquietante District 9 dove i reietti emarginati, ribaltando tutte le tradizioni che li vogliono vincenti, sono proprio gli alieni; e stavolta decide di restare dentro l'umanità, niente alieni, solo una tecnologia che non ha infondo enormi inspiegabili salti ma appare come un futuro possibile.

Interessante e intrigante, specie per i rimandi alle comunità ispaniche USA che non sono nemmeno analogie ma appaiono semplici citazioni. Tant'è che è stato girato neve reali baraccopoli e nella discarica di città del Messico, a conferma che, a guardare nei luoghi giusti, non siamo affatto distati da scenari fantascientifici.

 

Ciò nonostante il film ha qualcosa che non va del tutto, qualcosa che lo rende poco fluido.

Quindi, non rassegnandomi a un giudizio poco entusiasta, voglio rivederlo con maggiore attenzione.

 

Questo tipo di cinema si chiama tecnicamente "distopico": la distopia è il contrario dell'utopia.

 

fiore di cactus :)
 

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