Festival Internazionale del Film di Roma - III edizione

 

 

25 ottobre

LA DUCHESSA - Saul Dibb - 2008 - Gran Bretagna - 110'
Nel XVIII secolo l'aristocratica Georgiana, Duchessa del Devonshire, è conosciuta da tutti per la sua bellezza, la politica stravagante e le ombre nella vita privata. La donna è infatti intrappolata in un triangolo infelice con il marito e la sua dama di compagnia, ma a risvegliare il suo cuore è un giovane e ambizioso politico col quale inizia una travolgente relazione che rischia di tramutarsi in uno scandalo.
Un grande film in costume scritto e girato tanto bene che le situazioni per quanto prevedibili, si rivelano tutti colpi di scena, tutti climax ben ritmati.
Keira Knightley è sempre bella e brava. Certo, dalla maledizione della prima luna in poi, la vediamo sempre in costume e preferibilmente settecentesco....
Ralph Fiennes è bravissimo, dolente e tanto lontano da essere paradossalmente ironico. Per chi non se lo ricordasse, è stato il comandante Amon Ghoet in Schindler List.

 

APPALOOSA - Ed Harrys - USA - 2008 -

Ambientato nel 1882 nel New Mexico, il film è la storia dello sceriffo Virgil Cole (Harris) e del suo vice Everett Hitch (Mortensen), che si sono fatti la fama di pacificatori nelle città senza legge. Nella piccola comunità di minatori di Appaloosa, uno spietato e potente ranchero, Randall Bragg (Irons), ha permesso alla sua banda di fuorilegge di spadroneggiare in tutta la città. Dopo l’assassinio a sangue freddo dello sceriffo di Appaloosa, Cole and Hitch vengono incaricati di assicurare il colpevole alla giustizia.
Mentre impongono la loro autorità usando in parti uguali fermezza e pistole, Cole e Hitch conoscono la bella vedova nuova arrivata Allison French (Zellweger), che quasi mette a rischio il loro lavoro e l’amicizia che li lega da anni.
Cast stellare a parte, il primo commento è che dopo Sergio Leone, nemmeno gli americani riescono a fare un western (che è stato il cinema della loro epopea come nazione, un po' come la nostra iliade o odissea) senza che sia "spaghetti western. L'americanissimo Ed Harris confeziona questo bellissimo western con gli stessi ingredienti: nessuna separazione netta fra buoni e cattivi, indiani come personaggi marginali, moltissima ironia e perfino i rallentamenti e le sospensioni nelle azioni e nelle inquadrature. Per il cinema italiano, scusate, ma è una bella soddisfazione.

 

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