TV fiction e non solo

FUGA DA SOBIBOR

di Jack Gold

con Alan Arkin, Joanna Pacula, Rutger Hauer

Regno Unito, Jugoslavia - 1987 - 150'

 

Film per televisione ispirato ad un fatto realmente accaduto: l'unico tentativo di fuga  da un campo di concentramento che sia riuscito.

 

Inizia con un preambolo sulla soluzione finale al problema ebraico che può sembrare inutile (e chi non lo sa?) e invece, a pensarci bene, è necessario: quanti giovanissimi sono davvero informati?

 

E dunque Hitler e la costruzione dei campi di sterminio.

Sobibor era uno dei tre campi (gli altri due erano Treblinka e Bełżec)  dell'operazione Reinhard, costruito vicino all'omonimo villaggio vicino Lublino. All'arrivo una piccola parte dei prigionieri venivano destinati al lavori forzati, gli altri immediatamente mandati alle camere a gas e i corpi subito dopo ai forni rematori. i forni non si fermavano mai. A Sobibor sono stati uccise circa 300mila persone, in gran parte ebrei polacchi.

 

Nel 1943 nel campo viene messo in atto un piano di fuga in collaborazione con un gruppo di militari russi ebrei, anch'essi prigionieri: il piano prevedeva di uccidere i 16 SS presenti nel campo con rudimentali strumenti di lavoro, tagliare i cavi dell'elettricità e del telefono, contare sul disorientamento delle guardie ucraine e uscire dal cancello principale perchè solo davanti a quello il terreno non è minato. Il pano prevedeva che dovessero fuggire tutti i 600 prigionieri

 

Il piano funziona nonostante i prigionieri non riescano ad uccidere tutti gli SS e nonostante vengano scoperti; riescono a fuggire in circa 300, lasciandosi dietro gli altri fuggitivi raggiunti dalle raffiche di mitra o saltati sulle mine. Purtroppo la maggior parte dei 300 vennero ripresi e fucilati nei giorni successivi. Soltanto una  50ina i fuggitivi  riuscirono a sopravvivere alla guerra.

I nazisti decisero di chiudere e smantellare il campo, che si era fatto questa per loro triste fama, e cercarono di occultare il luogo piantando centinaia di alberi.

 

Il film anche se è lontano dalla bellezza di Schindler List, è tuttavia straziante e al tempo stesso pieno di ritmo. forse penalizzato dall'essere una produzione per la TV.

Senza contare che conforta, una volta tanto, vedere una fine in positivo.

 

fiore di cactus :)

 

PS - davanti ad un film così importante e così rigorosamente nei canoni del lungometraggio per durata, mi chiedo per l'ennesima volta, dove passa la linea che separa le produzioni televisive da quelle cinematografiche fotografia a parte.

 

 

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