film
GOMORRA
- Matteo Garrone - Italia - 2008 - 135'
Garrone ci tiene a precisare che dal libro di Saviano ha preso alcune parti o forse alcune tracce alcuni spunti per fare un film "sulla" camorra e non "contro" la camorra, per raccontare, cioè, seguendo il filo di tre o quattro storie, di come si può essere vicini e finire dentro un sistema quasi senza nemmeno rendersene conto.
E quindi giusto l'uso della macchina a mano, "quasi come fosse una soggettiva del pubblico", più che giusto l'assenza di colonna sonora "perchè quelle volte che ho provato a mettere una musica, il film perdeva forza"; le uniche musiche infatti sono quelle che vengono fuori dalle stesse azioni, musica dalle radio delle auto o delle case, insostenibile musica new melodic napoletana.
Tutto giusto, più che "bello" perchè qui di bello davvero non c'è niente, tranne forse Toto, il ragazzino protagonista di una delle "tracce" narrative. Gli altri, come ha commentato Adele Cambria all'incontro con Lizzani e Garrone al cinema Farnese stamattina, sono mostri, fisicamente mostri brutti. Anche quelli che fanno la lampada e il manicure perchè, dice sempre Garrone, a conoscerli da vicino si scopre che la malavita è cambiata e vuole essere "fashion".
Quindi duro e giusto, questo film.
Solo che...
Solo che al cinema ieri mi sono appisolata tre volte; una volta a metà circe del primo tempo, due volte durante il secondo tempo.
E ho ragionato. il film è sicuramente ad alta tensione ma... è SEMPRE ad alta tensione: manca evidentemente quel ritmo, quel movimento della narrazione che ogni 25/30 minuti, riprenda l'attenzione, manca forse il "climax", per me ahimé indispensabile. A meno che non fosse l'orario sbagliato ...
Sicuramente mi è venuto da fare un parallelo fra bello e brutto, cioè fra "Capri prima e seconda serie" e "Gomorra"
ac:)
AMCT