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Good as You: parlano regista e protagonisti

Good as You, che prende il titolo da uno degli slogan delle proteste del movimento omosessuale di fine anni ’60, e che letteralmente significa “buoni come voi”, è la prima gay comedy tutta italiana che invece di raccontare gli omosessuali dal di fuori, irrompe quasi con prepotenza nel loro mondo per descriverne pregi e difetti, cliché e originalità, ordine e caos.
Questo sguardo dal di dentro, che già apparteneva alla piéce teatrale di Roberto Biondi che poi è diventata il film, ha convinto il regista Mariano Lamberti a mettersi dietro la macchina da presa per tentare qualcosa di veramente nuovo.
“Credo che Good as You abbia davvero qualcosa di rivoluzionario, ci ha spiegato – perché il punto di vista cambia radicalmente. Solitamente, per parlare di gay al cinema ci vuole uno gancio narrativo forte: una malattia terminale, un tradimento, un forte caso di discriminazione. Io invece sono partito da una curiosità, e mi sono detto: andiamo a vedere come vivono queste persone e descriviamole, senza santificazioni né assoluzioni, nella loro caotica normalità. In questo mio viaggio non volevo essere accompagnato da un Caronte, tipo la signora borghese che scopre che il marito è gay, volevo un approccio più diretto. Volevo essere irriverente e comico, e soprattutto volevo giocare con gli stereotipi”.

A chi gli rimprovera personaggi eccessivamente sopra le righe, il regista risponde. “Gli otto gay che descrivo, e che incrociano le loro vicende nella notte di Capodanno, sono maschere consapevoli, che rivendicano con orgoglio lo stereotipo. Invece di nasconderlo, lo sbandierano, senza timore di essere giudicati o fraintesi”.

Rivolgendosi sia a un pubblico gay (senza mai perdere di vista il rispetto), sia a un pubblico eterosessuale (che si riconoscerà nell’universalità delle storie d’amore narrate), Good as You è anche un film su una nuova tipologia di essere umano. “La comunità gay” – ha spiegato ancora Mariano Lamberti – “ha vissuto nell’oscurità per 2000 anni. Adesso che comincia a uscire fuori, potrebbe veramente affermarsi come una categoria modernissima che ha il suo più grande valore nella libertà. Una libertà che si esprime nella precisa volontà di scegliere un personale stile di vita e in una determinazione che non va mai identificata con l’anarchia”.

Del variegato cast di Good as You fanno parte giovani attori più o meno noti. Uno degli ultimi arrivati è Enrico Silvestrin, che fa la parte di un ragazzo sieropositivo di nome Claudio che ha una relazione con il personaggio interpretato da Lorenzo Balducci. “Innanzitutto vorrei ringraziare il perbenismo e il bigottismo di colui che ho dovuto sostituire all’ultimo” – ha scherzato l’attore. “Non avevo le stesse perplessità e ho trovato fantastica la sceneggiatura. Anche il personaggio mi sembrava bello, perché era un gay diverso dal solito e un ragazzo molto differente da me, un personaggio compresso e che si appoggia su un’ambivalenza: ha bisogno di essere controllato per vivere l’ebbrezza si sfuggire di tanto in tanto al controllo. Ho impiegato un po’ di tempo per trovarlo. Ho frequentato dei locali gay e ho osservato alcuni miei amici. Volevo ad ogni costo evitare il doppio pericolo in cui si imbatte un eterosessuale che interpreta un omosessuale, e cioè quel distacco che renderà sempre inverosimile la finzione dell’omosessualità e la fastidiosa esagerazione che spinge a scivolare nella rappresentazione di un pazzo, anzi, di una pazza. Mariano mi ha aiutato molto, spingendomi a sottrarre e a smorzare i toni. E’ stato bellissimo, e non me ne importa se adesso la gente comincerà a credermi gay o se mi domanderà in continuazione: com’è stato baciare in bocca Lorenzo Balducci?”.

Entusiasta del film, che cerca di nascondere sotto la patina della commedia l’infedeltà, l’instabilità sentimentale e la gelosia di un mondo in cui è più facile cadere in un desolante buco emotivo, Lorenzo Balducci è stato uno dei primi attori ad essere scelto. “Ho fatto il provino un anno fa e mi è capitata una scena in cui sono in coppia con Claudio. Il mio personaggio, Adelchi, era già tutto in quella scena, ed era chiarissimo. Questo control freak possessivo e innamorato più dell’idea della coppia che delle persone con cui fa coppia mi piaceva un sacco. Forse perché anch’io sono preciso in maniera maniacale. Il lavoro di ricerca è stato divertente, prima di tutto perché si trattava di una commedia, e poi perché mi ritrovavo ad aggiungere qualcosa di mio in ogni singola scena. Cercavo insomma di dare quel colore che, come spettatore, mi piace sempre trovare in un film che fa ridere. Adelchi è una forza, e poi può esser sia gay che eterosessuale”.

Film di lunga gestazione, sia per la scomodità dell’argomento trattato che per un casting funestato da continue defezioni, Good as You esce nelle nostre sale in un dignitoso numero di copie (fra le 50 e le 80) è può contare sulla verve e sulla vis comica di Daniela Virgilio, Lucia Mascino, Elisa Di Eusanio, Micol Azzurro, Luca Dorigo e di Mario Longobardi, anche produttore del film.
 

da comingsoon.it

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