percorsi
4 novembre:
piccolo itinerario nei film italiani e non che hanno raccontato la grande guerra

LA GRANDE GUERRA - Mario Monicelli - Italia - 1959
In divisa da fanti il romano Oreste Jacovacci e il lombardo Giovanni Busacca vivono da opportunisti un po' fifoni il conflitto 1915-18. Catturati dagli austriaci, sanno morire con dignità. Due grandi istrioni – e alcune sequenze memorabili – in un affresco di complessa, cordiale, furbesca coralità. Sagace equilibrio tra epica e macchiettismo, antiretorica e buoni sentimenti. Leone d'oro a Venezia ex aequo con Il generale Della Rovere di Roberto Rossellini. Cinemascope. 2 Nastri d'argento: a A. Sordi e a Mario Garbuglia per le scenografie. Scritto con Luciano Vincenzoni, Age & Scarpelli.
ORIZZONTI
DI GLORIA - Stanley Kubrick - USA - 1957
Quel che accadde prima, durante e dopo uno di quegli attacchi frontali che si risolsero in veri massacri sul fronte franco-tedesco durante la guerra 1915-18: un colonnello liberale contro un generale mascalzone. Da un romanzo di Humphrey Cobb. Un capolavoro del cinema antimilitarista, e il solo film hollywoodiano che analizzi la guerra e il militarismo in termini di classe ben reso dal rapporto tra il settecentesco castello dove gli ufficiali dello Stato Maggiore predispongono sulla carta (sulla scacchiera) le mosse dell'azione, rispondendo alle proprie ambizioni, e il caos del “formicaio” in trincea dove l'azione veramente si svolge. Fu distribuito in Francia soltanto nel 1975.

ADDIO ALLE ARMI - Charles Vidor - USA - 1957
Seconda versione del romanzo (1929) di E. Hemingway, già filmato nel 1932. Nel bene e specialmente nel male è un film del produttore David O. Selznick, marito di J. Jones che all'epoca delle riprese in Friuli era più vicina ai 40 che ai 30 anni.
Pur non mancando di pregi, fu purtroppo un fiasco a livello commerciale e pose fine alla carriera di Selznick.
De Sica si guadagnò sul campo la nomination all'Oscar per l'attore non protagonista.
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UOMINI CONTRO - Francesco Rosi - Italia - 1970
Sull'altopiano di Asiago tra il 1916 e il 1917 un giovane ufficiale italiano interventista scopre la follia della guerra: battaglie ed eroi sono molto diversi da come li immaginava. Dal bel libro Un anno sull'altipiano (1938) di Emilio Lussu (1890-1975) – sceneggiato da Tonino Guerra e Raffaele La Capria – un film che ne ha sfrondato la chiarezza politica a vantaggio di un pensiero antiautoritario e pacifista.
Indubbia efficacia spettacolare di molte pagine.
LA SCIANTOSA - Alfredo Giannetti - Italia - 1971
Primi del Novecento.
Una cantante del café chantant si innamora di un giovane soldato che sta per
partire per combattere la Prima guerra mondiale.
Come al solito una grande Anna Magnani che giganteggia quando canta davanti
a una platea di militari feriti "O surdato innamorato".

GLI ANNI SPEZZATI - Peter Weir - Australia - 1981
Verso la fine del 1915 il porto turco di Gallipoli fu lungamente, inutilmente, sanguinosamente assediato dalle truppe britanniche.
Con gagliardo ardimento i volontari del Nuovissimo Mondo si fecero massacrare.
Un film bellico – sulla futilità e l'ignominia della guerra – che è anche un racconto picaresco di viaggio, avventure, amicizie virili.
Weir ha mano felice nell'affettuosa descrizione dei personaggi, nella rievocazione di un'epoca.
UNA
LUNGA DOMENICA DI PASSIONI - Jean-Pierre Jeunet - Francia - 2004
La vicenda è quella della sognatrice Mathilde che non si rassegna alla condanna a morte del fidanzato ucciso dai commilitoni e in maniera ossessiva cerca gli indizi che la conducano a ritrovarlo. Si sposterà dal suo paesino alla scoperta di una Parigi favolosa (rivitalizzata in digitale), con i colori vivaci di Place de l'Opéra e del Trocadero; tornerà al suo paese in preda allo sconforto, scoprirà un altro indizio e ripartirà per Parigi...
Forte tematica quella dei soldati francesi che si
auto-mutilavano per non prendere parte alla battaglia e che poi vennero
giustiziati da un sommario tribunale militare francese (tematica ancora
rimossa oltralpe)
AMCT