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Have dreams, will travel

Un noto proverbio recita “dal mattino si vede il buon giorno”. Bene, ho tanto l’impressione che la sezione Alice nella città, presente nella Festa del Cinema 2007 con un buon numero di lavori dedicati al cinema per i ragazzi ma non solo, ci riserverà delle piacevoli sorprese.
Non erano tantissimi, tra giornalisti e “professional”, ad assistere alla proiezione che ha di fatto inaugurato la festa. Peccato per gli assenti! Perché “Have dreams, will travel”, non so come verrà tradotto in italiano, scritto e diretto da Brad Isaacs, è un emozionante piccolo capolavoro di poesia.
Ben, dodicenne del Texas (interpretato da uno strepitoso Cayden Boyd, tredicenne e texano!) vive con due strampalati genitori che a tutto,anzi a poco (lei a vedere un film a sera ed a trastullarsi con i vari idraulici o falegnami di passaggio, lui a costruirsi una barca che non finirà mai) pensano fuorchè al loro bellissimo figliolo, che addirittura è convinto di essere invisibile ai loro occhi, forse un fantasma. Un giorno, a due passi dal piccolo ristorante dei genitori di Ben, avviene un tragico misterioso incidente d’auto, i due passeggeri adulti muoiono, sopravvive con qualche osso rotto la dolcissima, saggia, anche un pochino, diciamolo, saccente Cassie, 13 anni, (impersonata da una altra piccola grande attrice, Anna Sophie Robb), che viene accolta in casa di Ben a tempo indeterminato. Tra Ben e Cassie, pur diversissimi, lui con la sua pratica semplicità texana, lei indubbiamente più matura della sua età, in breve tempo si instaura un legame così forte che quando la ragazza, di fronte alla manifesta infelicità esistenziale di Ben gli propone di lasciare quel piccolo, gretto mondo per lanciarsi a capofitto nell’avventura (raggiungere i moderni giovani zii di lei a Baltimora) lui non ha esitazioni.
I due affrontano un lungo viaggio attraverso il mid-west, costellato di avventurosi autostop, fughe dai poliziotti, pernottamenti nei luoghi più impensabili, compresa una sosta di qualche giorno in un porcile, ospitati da un bonario contadino (un ottimo Val Kilmer) che addirittura, aderendo alla loro pressante richiesta, li congiunge in matrimonio, con una impagabile cerimonia tutta da gustare.
Non voglio raccontare tutto il film, andatelo a vedere, dirò solo che raggiunta la meta – gli zii di Cassie - ed una conseguente relativa serenità, i due ragazzi cominciano ad avere problemi, legati ad un progressivo stato catatonico che si impadronisce della dolce Cassie, fino a portarla alle soglie della malattia psichica, tutto legato al tragico incidente d’auto iniziale.
Ma l’amore di Ben è così forte che riesce a trionfare, riavrà la sua Cassie, realizzeranno tutti i lori progetti di vita.
Personalmente, avrei concluso il film qualche scena prima del troppo “americano” lieto fine. Per essere precisi, ma non voglio scendere troppo in particolari per non togliere il gusto allo spettatore, quando i due ragazzi tornano per un breve momento nel Texas, a casa di Ben, per permettergli di realizzare il suo grande, liberatorio atto finale.


Claudio

 

 


 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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