film

HUGO CABRET

di Martin Scorzese

con Ben Kingsley, Sacha Baron Cohen, Asa Butterfield, Chloe Moretz, Jude Law, Christopher Lee

USA - 2011 - 125'

 

Hugo Cabret, figlio e nipote di orologiai, vive nei cunicoli della vecchia stazione di Montparnasse e si occupa degli ingranaggi dell'orologio. E' costretto a rubacchiare per vivere perchè lo zio, il manutentore ufficiale dell'orologio, che lo ha "accolto" dopo la morte del padre, lo ha anche abbandonato. Ma Hugo non ruba solo per mangiare, rubacchia anche per continuare la riparazione di un sofisticato automa cominciata dal padre. E la vittima preferita per rimediare piccoli ingranaggi è il giocattolaio della stazione.

Ma non si tratta di un semplice commerciante, papà George è proprio George Melies caduto in disgrazia, convinto che tutti i suoi film siano andati distrutti.

 

Mai visto tanto cinema in un film. Praticamente non c'è una inquadratura, un personaggio, una battuta che non sia una citazione, che non rimandi a qualcosa; dal poliziotto che ricorda da una parte il baffuto sempiterno policeman di Charlot al meccanioco dott. Strnamore di Peter Sellers - Staley Kubrik, alla fioraia di Luci della città, ai due cagnetti dei vecchi innamorati che rimandano a Pongo e Peggy, all'automa che appena appare e ancora non sappiamo dove ci porterà, sicuramente ci ricorda la Maria meccanica di Metropolis... e l'umanità della vecchia stazione ci riporta a Les Halles di Irma la dolce, e poi lui stesso Hugo, è un Monello adolescente per non parlare dell'inquadratura che lo vede appeso all'orologio e che rimanda a Safety Last! ma anche alla scena della partenza  di Peter Pan con i bambini e quella di Ritorno al futuro.

E infine il soggetto del film stesso: George Melies e il ritrovamento dei suoi film perduti, sopra a tutti la meraviglia delle meraviglie, quel Viaggio nella Luna che ha popolato la fantasia, che tutti conosciamo senza averlo mai visto, come un lontano ricordo...

Senza contare che Scorzese ha scelto di usare l'ultima delle tecnologie per effetti speciali, il 3D, per un film-omaggio al padre degli effetti speciali, George Melies, nato come prestigiatore, diventato regista, finito giocattolaio.

 

Una meraviglia assoluta, un film colto e raffinato.

E infine, a proposito di 3D, vale la pena di vedere il film anche in pellicola normale perchè lì si capisce come bisogna fare le inquadrature per utilizzare veramente il 3D nelle sue potenzialità narrative e visive.

 

Non capisco perchè a qualcuno non sia piaciuto. Saranno i soliti... sì, sempre loro... barbosintellettualisenzacuore, sempiterni, come il policeman di Charlot. Ah ah

 

fiore di cactus :)

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