cia

 

                                                                                                                                                                     

                                                                                                                                                                  cartOOn

 

I SETTE NANI

di Boris Aljinovic, Harald Siepermann

con (voci)  Joshua Graham, Matt Gilbert, Al Parrish, Geoff May, Joe Marth 

Germania - 2015 - 87'

 

Una strega cattiva lancia una maledizione sulla piccola principessa Rose appena nata: entro i 18 abbi si pungerà e cadrà in un sonno profondo con tutta la sua corte. Alla festa del 18esimo compleanno ci sono tutti: la sua migliore amica Biancaneve, il Gatto con gli stivali, Cappuccetto Rosso e il Lupo che fanno il servizio televisivo, i sette nani. Ma grazie alla magia di uno specchio, c'è anche la strega ce riesce a pungere Rose e raggiungere il suo intento che poi è quello di vendicarsi del padre di Rose, il re che le ha preferito un'altra ragazza.

 

Ci sono tutti e c'è tutto, compresa la mescolanza fra le fiabe a cui ci siamo abituati.

Solo che stavolta mi è venuto da considerare che forse solo un regista tedesco poteva mettere insieme a pieno titolo tulle le fiabe dei tedeschi fratelli Grimm. Ma è un gioco intellettuale. Non c'è giustamente, nessun diritto territoriale o culturale.

 

Il cartOOn ha titoli di testa così insoliti e familiari - disegni di bambini - che ho quasi gridato al miracolo, tanto che la grafica 3D successiva sulle prime è stata una delusione. Poi, nonostante si sia lontani da Avatar, vengono fuori piacevolezze grafiche, trovate buffe... Rose somiglia molto alla disneyana principessa di Frozen ma i sette nani hanno pregevolezze nella caratterizzazione dei personaggi  e nei dettagli. Uno di questi dettagli finisce per essere il tormentone, l'elemento di identificazione dei bambini e il motore di tutti i nodi narrativi: Bobo porta scarpe da ginnastica e non sa ancora allacciarle; e questi lacci finiscono per farlo inciampare e scatenare reazioni a catena. Bella trovata, piena di cuore. Io non ricordo quando ho imparato ad allacciare le scarpe ma è stato un passaggio.

E costretti a guardare queste scarpe slacciate, si finisce per accorgersi di quanto è carino il modo con cui Bobo muove i piedi, di quanto è tenera l'animazione.

La storia alla fine è piuttosto semplice come semplicissimo è il valore di fondo che non è l'amore, per quanto inconsueto, fra la principessa e il servo; il valore, poichè il punto di vista è quello del nano bambino Bobo, è l'amore per gli amici che fa miracoli.

Didatticamente molto molto corretto.

E bello e divertente.

 

fiore di cactus :)

 

 

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