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Andreotti, il mistero e il sangue ecco il primo trailer del "Divo"

In esclusiva su Repubblica.it le sequenze del film italiano di Sorrentino, attesissimo sulla Croisette. Immagini cupe, tanti delitti eccellenti: Pecorelli, Lima...


IL TRAILER


Servillo incarna il personaggio più emblematico della storia d'Italia
Ma dopo la visione di questo minuto e 15'' l'enigma sulla pellicola rimane
di CLAUDIA MORGOGLIONE

 

Per il resto, c'è da dire che Il Divo si concentra sul periodo che va dal giuramento del settimo governo presieduto da "Belzebù" al processo che lo vede imputato per concorso esterno in associazione mafiosa. Insomma, il momento della caduta: l'unico che poteva interessare un regista come Sorrentino, poco interessato, per sua natura artistica, agli uomini potenti & vincenti. Nella storia, però, attraverso i flashback, si risale anche più indietro, ad altri episodi clou nella vita del senatore.

Un personaggio a cui il regista si è accostato con quell'ansia di conoscenza, di documentazione, per cui è celebre: per un anno intero si è immerso in quella che potremmo definire andreottologia, studiando atti, leggendo qualsiasi libro sul personaggio disponibile sul mercato. Il risultato è un film che lo stesso Sorrentino ha definito rigorosissimo, nel suo approccio ai fatti storici (il consulente è stato Giuseppe D'Avanzo di Repubblica); anche se con uno stile ovviamente non naturalistico, non da fiction televisiva - per quanto accurata possa essere...

(Repubblica - 28 aprile 2008)

 

"A Roma, all’alba, quando tutti dormono, c’è un uomo che non dorme.
Quell’uomo si chiama Giulio Andreotti.
Non dorme perché deve lavorare, scrivere libri, fare vita mondana e, in ultima analisi, pregare.
Pacato, sornione, imperscrutabile, Andreotti è il potere in Italia da quattro decenni.
Agli inizi degli anni novanta, senza arroganza e senza umiltà, immobile e sussurrante, ambiguo e rassicurante, avanza inarrestabile verso il settimo mandato come Presidente del Consiglio.
Alla soglia dei settant’anni, Andreotti è un gerontocrate che, equipaggiato come Dio, non teme nessuno e non sa cosa sia il timore reverenziale. Abituato com’è a vedere questo timore dipinto sul viso di tutti i suoi interlocutori. La sua contentezza è asciutta ed impalpabile. La sua contentezza è il potere. Col quale vive in simbiosi. Un potere come piace a lui, fermo ed immutabile da sempre. Dove tutto, battaglie elettorali, stragi terroristiche, accuse infamanti, gli scivola addosso negli anni senza lasciare traccia. Lui resta insensibile ed uguale a se stesso di fronte a tutto.
Fino a quando il contropotere più forte di questo paese, la Mafia, decide di dichiarargli guerra.
Allora le cose cambiano. Anche, forse, per l’inossidabile, enigmatico Andreotti.
Ma, questa è la domanda, cambiano le cose oppure è un’apparenza?
Una cosa è certa: è difficile scalfire Andreotti, l’uomo che, più di tutti noi altri, sa come si sta al mondo". (sinossi)

 

Le riprese de "Il Divo" erano iniziate a metà giugno. Per l'occasione la Camera dei Deputati aveva aperto le porte alla produzione e si è trasformata in un set cinematografico.

Nei panni del protagonista Toni Servillo, che torna a lavorare con Sorrentino dopo "L'uomo in più" e "Le conseguenze dell'amore". Nel cast, oltre a Servillo, Fanny Ardant, Anna Bonaiuto, Giulio Bosetti, Flavio Bucci, Carlo Buccirosso, Giorgio Colangeli, Piera Degli Esposti, Paolo Graziosi, Massimo Popolizio, Aldo Ralli. Le riprese continueranno a Napoli, Torino e poi di nuovo a Roma.

Il Divo si è occupato di una parte ristretta della millenaria vita di Giulio, ovvero dalla fine del suo settimo governo, aprile 1992, alla vigilia del processo di Palermo, dove fu rinviato a giudizio per associazione mafiosa, con in mezzo la mancata conquista del Quirinale, la strage di Falcone e la malattia. (n.d.r.)

 


 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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