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IL GATTOPARDO - Luchino Visconti - 1963 - Italia, Francia - 205'

Il film si apre con una sequenza che da un cielo luminoso ma con qualche piccola nuvola, passa sul portale di ingresso ad una villa per avvicinarsi alla facciata e poi fino alla porta finestra del primo piano protetta da una tenda di pizzo che si muove al vento. Dall'interno provengono le voci attutite di una famiglia che recita il rosario.

La camera si sposta all'interno a incontrare tutta la famiglia del principe di Salina mentre conduce lui in qualità di capofamiglia, il rosario pomeridiano mentre fuori succede qualcosa: nel giardino è stato trovato il corpo di un garibaldino: siamo pochi giorni dopo lo sbarco di Marsala.

 

Da questo momento Luchino visconti seguirà le sorti della famiglia per tutta l'impresa dei Mille fino all'unità d'Italia, eventi vissuti dal punto di vista di un principe siciliano che sta assistendo da gattopardo alla fine di un mondo.

Mentre il nipote sostiene che "se vogliamo che tutto rimanga com'è occorre che tutto cambi": meglio i Savoia che comunque da monarchi saranno sempre dalla parte dei nobili piuttosto che i repubblicani di Mazzini e Garibaldi.

 

Il film, tratto dall'omonimo, breve romanzo di Tomasi di Lampedusa, più che un capolavoro, lo definirei un MONUMENTO, sicuramente ai primi posti dei film da portare sull'astronave abbandonando il pianeta Terra.

 

Un cast di giganti: Burt Lancaster, Alain Delon, Claudia Cardinale, Paolo Stoppa, Rina Morelli, Serge Reggiani. E perfino i cow-boy Mario Girotti (Terence Hill) e Giuliano Gemma, incredibile!

 

A parte la straordinaria descrizione ed evoluzione dei personaggi, la perfetta sceneggiatura, la perfetta scenografia, la perfetta colonna sonora, uno dei meriti di Visconti è di aver raccontato un periodo della storia d'Italia da un altro punto di vista del tutto inedito: non il popolo siciliano che forse vedeva i piemontesi come una liberazione dal giogo del Borbone, non la borghesia siciliana giustamente desiderosa di quel riscatto che la borghesia europea aveva già conquistato, ma il punto di vista di una nobiltà siciliana che non vuole diventare italiana e ha una visione precisa della propria terra: "la Sicilia non cambierà perchè i siciliani sono Dei".

 

Una storia a cavallo di grandi cambiamento politici e sociali, di incontro fra un vecchio e un nuovo mondo che trova la sua espressione narrativa nella storia d'amore fra Tancredi e Angelica.

Tancredi è il nipote ambizioso che passa dall'esercito garibaldino a quello piemontese, bello e brillante ma senza patrimonio ("è impossibile essere tanto raffinati come Tancredi senza che i propri maggiori abbiano dilapidato una dozzina di  patrimoni" dirà il Principe); Angelica, figlia dell'altrettanto ambizioso borghese don Calogero che diventerà sindaco di Donnafugata alle prime elezioni del nuovo Regno d'Italia. Angelica è bellissima, "un po' ignobile" (del tutto fuori luogo la sua risata al pranzo) ma molto ricca e Tancredi per la sua carriera ha bisogno di tanti soldi.

 

Il Gattopardo è Burt Lancaster, nel senso della perfetta interpretazione.

Perfetto Alain Delon nella parte di Tancredi, perfetto Paolo Stoppa in quella di don Calogero. E perfetta Claudia Cardinale - Angelica.

 

Sulla lavorazione del film ci sono varie "leggende".

A proposito della scenografia si sussurra che Visconti volesse che non solo i mobili fossero d'epoca ma che perfino la biancheria conservata nei cassetti fosse ottocentesca.

Tanto perfezionista Visconti, da usare un walzer inedito di Verdi per la scena del ballo finale.

 

Per quante volte si veda questo film, non si finisce di scoprire particolari: oggi per esempio, mi sono accorta che i chierichetti all'ingresso della famiglia del principe di Salina nella chiesa di Donnafugata, i loro feudo, suonano "Amami Alfredo" dalla Traviata di Giuseppe Verdi.

 

David di Donatello per il miglior produttore

 


 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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