film

 

IL MAGO DI OZ

di George Cukor, Victor Fleming, Mervyn LeRoy, Richard Thorpe

con Judy Garland, Frank Morgan, Ray Bolger, Billie Burke, Amelia Batchelor

USA - 1939 - 101'

 

Dorothy, orfana,  abita in una fattoria del Kansas con gli anziani zii. E' vivace e ha un cane che un giorno, purtroppo, morde Miss Almira Gulch, arcigna padrone di mezzo paese, che minaccia di farlo sopprimere dallo sceriffo. Dorothy scappa ma sulla campagna si abbatte un tornado e la bambina fa in tempo a tornare a casa ma non a raggiungere gli zii che si sono rifugiati in cantina. Viene colpita dall'infisso della finestra, per un attimo sviene e quando si riprende la casa sta volando via. Atterra in un paese colorato ( e il virato seppia lascia posto ad un meraviglioso colore) dove Dorothy viene accolta come una salvatrice dai Mastichini: la sua casa cadendo ha ucciso la strega cattiva dell'est che li teneva prigionieri.

Ma Dorothy vuole tornare a casa e pare che possa aiutarla soltanto il Mago di Oz che abita nella città di smeraldo. e così, durante ll viaggio, Dorothy incontra i suoi tre amici (che somigliano stranamente a quelli della fattoria): lo spaventapasseri senza cervello, l'uomo di latta senza cuore e il leone senza coraggio. Anche questi tre sono convinti che il Mago di Oz possa risolvere i loro problemi. Il mago promette di farlo ma solo se l'allegra brigata gli porterà la scopa della perfida strega dell'ovest (che somiglia moltissimo a Miss Almira Gulch), sorella di quella uccisa sotto la casa che, dal canto suo è sulle tracce di Dorothy decisa ad ucciderla per prenderle le magiche scarpette rosse appartenute alla sorella. I quattro riescono a uccidere anche lei ma quando tornano dal mago, sorpresa, scoprono che è un impostore.  Darà allo spaventapasseri,a cui non manca l'intelligenza, una laurea, all'uomo di latta, a cui non manca la capacità di amare, un orologio a forma di cuore che batte come un cuore, al leone, che non è un vigliacco, una serie di medaglie. Ma non riesce ad far tornare Dorothy nel Kansas. Ci riesce la buona fata del nord. E Dorothy, che ha imparato la lezione (non occorre cercare la felicità fuori dal proprio giardino perchè se non si è felici a casa propria non si sarà felici i nessun posto), si risveglia e tutto è di nuovo virato seppai.

 

Produzione ciclopica: quattro registi, 14 sceneggiatori, 65 scenografi, 4000 costumi per 1000 interpreti tra cui 350 nani, 136 giorni di riprese, un costo finale di 2700000 dollari.

 

Un film ricco di effetti speciali e di virtuosismi di scenografia; dal "trasparente" fuori dalla finestra di Dorothy che la fa diventare uno schermo cinematografico (che bellissima idea), a tutte le scene girate in studio, anche gli "esterni" resi tali da fondali magnifici, ai 350 nani impiegati nella prima scena del mondo di Oz... A guardare proprio questa scena con i Mastichini viene inevitabilmente in mente Lo Hobbit e i trucchi per rendere le esatte proporzioni fra Frodo e Gandalf e tutto il villaggio intorno. Sono che nel 1939 non c'era computer grafica e i Mastichini sono, infatti, tutti nani, ballerine comprese. Per non parlare degli alberi che si muovono e parlano come gli Ent di Petersen...

 

La lavorazione fu altrettanto ciclopica. E problematica: il primo attore a cui era stata affidata la parte dell'uomo di latta, Buddy Ebsen, non sapeva di essere allergico all'alluminio che era parte preponderante del trucco: non solo li si coprì il viso di bolle ma, poichè il trucco era in polvere e non in crema e avendo respirato alluminio quasi ci lasciò la pelle e dovette cedere la parte a Jack Haley.

La parte, ancora prima era stata affidata a Ray Bolger, grande ballerino di tip-tap che però convinse il regista ad affidargli quella dello spaventapasseri, mettendo così in rilievo le sua capacità di uomo "di paglia".

anche per Judy Garland sulle prime ci furono perplessità perchè, se è vero che il ruolo richiedeva esperienza, la Garland aveva sedici anni e li dimostrava tutti.

Le sene dei cavalli colorati vennero tutte girate molto in fretta con cavalli diversi prima che cominciassero a leccarsi la gelatina di cui era fatto il colore.

 

Complicati i costumi: la paglia era rigida, il costume del leone pesantissimo. E non fu esente nemmeno la strega il cui verde del viso era ottenuto con gran di rame: durante una scena dove la strega scompare in una fiammata, i grani si infiammarono procurando ustioni di primo e secondo grado al viso della povera Margaret Hamilton.

 

E infine, dopo che si erano succeduti 4 registi, a questi si aggiunse King Vidor, che girò il prologo e il finale virati seppia, in sostituzione di Victor Fleming che aveva cominciato le riprese di Via col vento.

 

Per l'edizione italiana, anzi le edizioni italiane, furono impegnati grossi nomi.

Nel 1949 fra gli altri,  tutto il quartetto Cetra per le canzoni; nel ridoppiaggio del 1980, fra gli latri, Anna Marchesini per la parte di Dorothy.

Over the Rainbow è una canzone diventata immortale.

 

Il film, paragonato proprio a Via col vento per impegno, negli USA ha avuto un grandissimo successo. In Italia no, come del resto nessuno ha mai apprezzato più di tanto il libro.

Nemmeno io anche alla fine se l'ho guardato con piacere.

 

fiore di cactus :)

 

 

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