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IL MARCHESE DEL GRILLO - Mario Monicelli - 1981 - Italia, Francia - 135'

 

Veramente, non so più quante volte ho visto questo film e senza mai stancarmi. L'ho visto e fatto vedere e ne ho parlato.

 

Alberto Sordi è talmente giusto nei panni di Onofrio del Grillo che lo è diventato per sempre. E se la carriera di Albertone no fosse costellata da tanti successi, si direbbe che questo è il suo personaggio migliore, la parte della sua vita.

Ma non è così. Caso mai è il Marchese del Grillo ad aver perduto la sua fisionomia per assumere quella di Albertone.

 

Siamo a Roma nel 1815. Napoleone è arrivato in Italia e presto entrerà a Roma con tutte le novità e i cambiamenti della Rivoluzione Francese tra cui il fatto che in teatro le parti da donna saranno recitate da donne.

In una Roma papalina e sonnacchiosa, quasi indifferente ai grandi cambiamenti del resto dell’Europa, il marchese Onofrio Del Grillo sfugge alla noia di tutti i giorni giocando scherzi a chiunque gli capiti sotto tiro, compreso il  Papa.

Quando per le vie di Roma incontra un suo sosia, Gasperino il carbonaio Gasperino, decide subito di portarselo a casa con tutto quello che si può immaginare mentre lui ha deciso di andare a Parigi dove il suo non saper fare nulla sarà sicuramente apprezzato: "savoirfaire è una cosa che hanno inventato proprio i francesi", dice infatti alla madre.

Ma Napoleone perde la campagna di Russia e si avvia all'esilio all'Elba. E ad Onofrio non resta altro che tornare a Roma dal suo Papa che sarà sicuramente meglio

 

Nel film si sente tutta la mano sapiente di Mario Monicelli che si muove con un cast ottimo (Flavio Bucci, Cochi Ponzoni, Marina Confalonieri) ma giustamente tutto concentrato su Alberto Sordi con l'eccezione della la strepitosa presenza di Paolo Stoppa nella parte di Papa Pio VII.

 

Del marchese del grillo una battuta per tutte "mi dispiace ma io so io e voi nun siete un cazzo"

 

Colonna sonora di Nicola Piovani che si ispira chiaramente alle overture di Rossini, giuste per sottolineare il tono burlone del film.

 

Un po' di curiosità:

storicamente parlando, la figura del Marchese del Grillo non è certa; il popolo raccontava di un nobile della famiglia del Grillo che amava fare scherzi ma niente di più preciso.

Ma il palazzo del marchese non è palazzo del Grillo a Rione Monti: Monicelli ha girato a palazzo Pfanner a Lucca, dove con una grande quinta, è stata nascosta la veduta sui giardini e sulle mura della città

La scena nella quale il Marchese fa lo scherzo delle monete roventi, è stata girata nella Galleria Pannini di Villa Grazioli a Grottaferrata. Il camino nel quale il marchese arroventa le monete è falso, aggiunto per le riprese addossandolo alla parete affrescata. 

Riconoscibilissima la chiesa in rovina di Canale Monterano del Bernini dove Monicelli colloca il covo del brigante don Bastiano (Flavio Bucci); curioso, la chiese è stata distrutta sul finire del '700 proprio dalle truppe napoleoniche

 

ac :)


 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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