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                                                                                                                                                                  film

 

IL PONTE DELLE SPIE

di Steven Spielberg

con Tom Hanks, Mark Rylance, Amy Ryan, Sebastian Koch, Alan Alda

USA - 2015 - 140'

 

1957 - Il problema di James B. Donovan, avvocato di Brooklyn che fino a questo momento si è occupato di polizze assicurative, di difendere un una spia sovietica mentre tutto il paese vuole vederlo sulla sedia elettrica. La sua non è una scelta ideologica, è americano; ma è una scelta deontologica e procedurale: si tratta di dimostrare, come recita la costituzione americana, che ogni uomo ha diritto ad essere giudicato anche guardando a valori come la lealtà al proprio paese. E la spia, in questo senso, è stato uomo leale.

Ci sono, nella fase iniziale del film, una serie di battute-chiave formidabili.

...è una spia russa che lavora per un nemico che vuole minacciare il nostro modo di vivere...

...dimostriamo che cosa sono gli Stati Uniti d'America...

... cosa fa di lei, nato da genitori tedeschi e di me, nato da genitori irlandesi, due americani? Il libro delle regole, la costituzione che tutti abbiamo accettato...

 

Donovan riesce ad evitare la pena di morte per la spia perchè, non essendo cittadino americano, il suo non può essere giudicato alto tradimento e ottiene per lui l'ergastolo.

Ma nel frattempo in URSS viene catturato un pilota-spia americano e a Berlino Est uno studente americano.

A Donovan viene chiesto di condurre la trattativa per lo scambio ma lui vuole riportare a casa entrambi.

E Spielberg ci traghetta, dall'America all'Europa e dal film giuridico alla spy-story dove c'è un eroe che è semplicemente un buon professionista e un uomo coscienzioso, che è consapevole di avere avuto l'incarico iniziale di difesa proprio perchè teoricamente inadeguato e che è deontologicamente e umanamente  deciso a rispettare i principi dei padri costituenti del suo paese. Paese che da buon americano, ritiene il miglior modo di vita possibile.

 

Impossibile non cogliere l'identità di Spielberg con il suo protagonista.

 

Ma adesso basta parlare di sceneggiatura e di contenuti. questo film è anche altro perchè se fosse sono questa sarebbe soltanto un film molto parlato.

E invece Spielberg gestisce con grande tensione tutta la storia. Con inquadrature e montaggio serrato quanto basta. Esattamente coma ha saputo fare il buon cinema americano in entrambi i generi. E mi viene il mente, parlando di film processuali, Il buio oltre la siepe.

 

Detto questo resta da ricordare, se mai ce ne fosse bisogno, che Spielberg continua a fare centro sempre.

Per nostra fortuna e felicità.

 

 

fiore di cactus :)

 

 

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