film

 

IL RACCONTO DEI RACCONTI 

di Matteo Garrone

con Salma Hayek, Vincent Cassel, Christian Lees, Jonah Lees, Alba Rohrwacher, Bebe Cave

Italia, Francia, Gran Bretagna -  2015 - 25' 

 

In un tempo non dichiarato ma che da costumi e acconciature è il '600 italiano e n un luogo non precisato che però dalla luce deve essere il meridione d'Italia, ci sono tre donne in tre regni probabilmente vicini.

In uno c'è una giovane regina che vuole avere un figlio e accetta il prezzo di una vita per una altra vita perchè, le dice un misterioso personaggio, l'equilibrio del mondo deve essere mantenuta. Il suo re trova il drago marino a cui strappare il cuore che, una volta cucinato da una vergine, renderà madre la regina in una notte soltanto.

In un regno vicino c'è una principessa giovane che vuole sposarsi per andare via e conoscere il mondo; il padre chiama a raccolta i principi perchè superino la prova che potrà dare loro la mano della principessa e disgraziatamente per lei, la prova viene superata da un orco che la trascina nella sua caverna sulle montagne.

E in un altro reame ancora, ci sono due sorelle vecchie ma con bellissime voci e il re sentendo cantare una di loro, se ne innamora ma quando scopre la verità fa gettare la vecchia in un burrone dove una strega la allatta e la fa diventare giovane e bellissima.

Tre episodi tratti liberamente da Lo cunto de li cunti, raccolta di fiabe popolari di Basile, autore napoletano del '600.

Non basterebbe questo per rendere "tanto italiano", come ha detto Marco di Hollywood tutto sul cinema, questo film.

C'è innanzi tutto la fotografia piena di luce ambrata e di caldo e di sabbia: un qualunque altro autore di fantasy americano o nord europeo o di remota ispirazione celtica, avrebbe scelto una fotografia cupa dove le figure emergono dal buio (tipico del cinema americano e/o fredda.

Poi c'è Basile: la fiaba popolare italiana non è la favola dei fratelli Grimm, non c'è una morale cattolica dove il bene vince (e in questo senso il sentire popolare scavalca la morale della Chiesa controriformata); vince l'astuzia e l'intraprendenza che non è detto sia dei buoni o degli innocenti.

E infine c'è qualcosa di non lineare nelle storie, di non conforme ai modelli di favola conosciuta, allo schema semplice romantico-ottocentesco, che riporta alle difficili evoluzioni nairrative delle storie giapponesi dei cartOOn di Miyazaki dove il rapporto di causa-effetto e di evoluzione è diverso dai rassicuranti semplici schemi di stampo cristiano-anglosassone; segno evidente che ci sono fra le culture, anche lontane, legami più remoti e nascosti.

 

Cast internazionale di alto livello perchè Garrone sperava in una distribuzione all'estero che c'è stata solo in parte: evidentemente, come dice Marco, non ha ammiccato alla visione estetica accattivante che gli stranieri hanno del cinema italiano.

Film denso di atmosfera, film molto coraggioso dato la pochissima dimestichezza del cinema d'autore italiano con il genere fantasy, discorso trito e ritrito e ritrito ancora su queste pagine.

E bello bello.

E bravo Garrone che in fondo viene da tutt'altro genere

Ci ricordiamo Gomorra? Si, importante e coraggioso ma modulazione ZERO, io mi sono addormentata. Per fortuna il tempo passa e i registi crescono e si evolvono.

 

 

fiore di cactus :)

 

 

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