TV: fiction e non solo

IL SEGNO DEL COMANDO

di Daniele D'Anza

con Ugo Pagliai, Carla Gravina, Massimo Girotti, Paola Tedesco, Franco volpi, Rossella Falk, Carlo Hinterman, Andrea Checchi

Italia - 1971 - 350'

 

Erano i tempi degli sceneggiati, quando si strutturavano gli appuntamenti per la puntata successiva. Qualcuno adesso dice che era facile gridare alla meraviglia perchè c'erano solo due canali ma basta riguardarlo e si capisce che il livello era tanto alto da reggere ancora.

Una sceneggiatura perfetta che regge senza sbavature, senza allungamenti di brodo per la bellezza di sei ore senza che ci sia alle spalle un romanzo oceanico come poteva essere l'Odissea o I promessi sposi.

Attori bravi, riprese inappuntabili fra esterni e interni, colonna sonora passata alla storia, un tema del tutto inconsueto e innovativo...

Mi chiedo se c'è una fiction che regga il paragone.

 

Era nato nel 1968, tra i vicoli di Trastevere: quella sera gli sceneggiatori Dante Guardamagna e Flaminio Bollini si erano messi a fantasticare di antichi manoscritti, di pittori e poeti ottocenteschi, di presenze fantasmatiche. Non immaginavano che stavano dando vita ad una storia che rimarrà negli annali della televisione italiana.

Il soggetto viene venduto alla RAI, che però lo accantona momentaneamente. Solo qualche anno dopo viene “riesumato” ed i vertici RAI danno il via alla realizzazione. A finire lo script sarà soltanto Giuseppe D'Agata. Seguono diversi mesi di preparazione in studio, per poi passare alle riprese vere e proprie tra Roma e Napoli (molte le ricostruzioni negli studi partenopei).

Il tema trattato, per i tempi, è quasi scandaloso: si parla di occultismo, di esoterismo, perfino di reincarnazione. Il finale è travagliato: pare che se ne scrivano cinque e alla fine D'Anza sceglie quello ritenuto più "magico".


La prima puntata dello sceneggiato viene trasmessa il 16 maggio 1971, sul Programma Nazionale (Rai Uno) dalle 21.15 alle 22.15. Continua per altre quattro domeniche fino all'ultima puntata andata in onda  il 13 giugno 1971: paralizza il paese, avvince, intriga ed impaurisce il pubblico televisivo, raggiunge un ascolto di 14.800.000 spettatori.

La sigla finale dello sceneggiato, la canzone Cento campane (din don din don amooooooooreeeeeee), scritta da Fiorenzo Fiorentini con le musiche di Romolo Grano, la cantava Nico Tirone, Nico e i Gabbiani; oggi il brano è ricordato maggiormente nella versione successiva di Lando Fiorini.

Nei primi anni novanta, Mediaset realizza il remake per La Cinq, il “Canale 5 francese”. Molto modesto dove l'unica segnalazione da fare è  Robert Powell nei panni del professor Forster.

 

fiore di cactus :)
 

film

corti

cartOOn

TV - fiction

eventi

percorsi

news

soggettive


cinecittà

scuola di cinema

cineteca nazionale

museo del cinema

istituto luce

casa del cinema

SAS cinema


AIC

AITS

AMCT

ANAC

ASC


Venezia

Roma

Torino

Locarno

Pesaro

Giffoni

David di Donatello

       ...e tutti gli altri


festivalcortometraggi


film in sala


Italica Rai

35mm

FilmUp

CastleRock

Cinefile

Cineboom

IMDB

Kataweb cinema

ArchivioImmagini

FantaFilm

tutti i film per anno


RAI

RaiClick

Televideo


film commission


WebCam


produzioni