film

IL SEGRETO DEL BOSCO VECCHIO

di Ermanno Olmi

con Paolo Villaggio, Giulio Brogi, Omero Antonutti (il vento Matteo)

Italia - 1993 - 134'

 

In un tempo non troppo precisato ma intorno agli inizi del '900, il colonnello Sebastiano Procolo lascia il servizio militare per diventare tutore del nipote undicenne Benvenuto e tutore dei suoi beni tra cui il bosco vecchio. E' tanto avido, il colonnello, che decide di tagliare il bosco malgrado nessuno abbia mai osato. E pensa addirittura di uccidere Benedetto per diventare il vero padrone delle terre. Ma...

 

Tratto da un romanzo o meglio una fiaba giovanile di Dino Buzzati che, sappiamo, ha sempre scritto come fosse per il cinema, ha avuto sempre la capacità di raccontare le immagini e per immagini.

E non dico fiaba a caso: nella fiaba (che è popolare) il rapporto fra causa effetto non è sempre esattamente filtrato dal principio del bene e non è detto che il bene vinca sempre (cosa che invece accade nella più moderna e cristiana e moralista favola).

Prendiamo nel nostro caso l'arrivo delle farfalle: nessuno saprà mai chi simboleggia l'uomo che le libera nel bosco e forse non simboleggia nulla tranne la casualità; Buzzati è autore moderno e non è detto che segua schemi allegorici o a sfondo morale , didascalico e/o didattico.

Sotto questa luce è ancora più apprezzabile Olmi, profondamente cristiano, che abbraccia e rispetta e restituisce una fiaba in fondo tanto laica.

 

Lo vedo e lo rivedo da anni.

La sequenza e la musica e la magia del concerto del vento Matteo hanno ispirato il montaggio e uno dei momenti più intensi del mio viaggio in Aspromonte. Trovo che sia uno dei film più belli che ho visto nella vita, per la magia contenuta, per la fotografia, per l'incedere narrativo da una primavera ventosa all'inverno dell'anno successivo, per la magnifica interpretazione di Paolo Villaggio (il colonnello) e per la magia di Omero Antonutti che ha dato la voce al vento Matteo, per la tenerezza degli animali che parlano, per la capacità di Olmi a restituire i silenzi e il bisogno di calore e la solitudine che solo chi è andato sulle Dolomiti col cuore aperto ha sentito. Per l'andatura epica.

Eppure...

 

Eppure le critiche non sono state favorevoli al film, è stato giudicato lento, disneyano ma senza cartoons, allegorico...

Infatti, infatti. Olmi voleva fare, io credo, esattamente questo. E lo ha fatto, grande merito, nel rispetto delle intenzioni in fondo pagane della fiaba di Buzzati.

I soliti intellettuali-barbosi.cuoridipietra.

Io so che non riesco più, per fortuna, ad essere in silenzio vicino ad un albero senza aspettarmi di poter parlare con lo spirito che lo abita. E non riesco più, per fortuna, a sentire una gazza o una cornacchia senza aspettarmi che riesca a fare delle rime. Per non parlare del silenzio della notte dove il tic-tac della sveglia (che ho comprato) fa compagnia quando ne abbiamo bisogno.

 

fiore di cactus :)

film

corti

cartOOn

TV - fiction

eventi

percorsi

news

soggettive


cinecittà

scuola di cinema

cineteca nazionale

museo del cinema

istituto luce

casa del cinema

SAS cinema


AIC

AITS

AMCT

ANAC

ASC


Venezia

Roma

Torino

Locarno

Pesaro

Giffoni

David di Donatello

       ...e tutti gli altri


festivalcortometraggi


film in sala


Italica Rai

35mm

FilmUp

CastleRock

Cinefile

Cineboom

IMDB

Kataweb cinema

ArchivioImmagini

FantaFilm

tutti i film per anno


RAI

RaiClick

Televideo


film commission


WebCam


produzioni